Statistiche
ARCHIVIO 3ARCHIVIO 5POLITICA

Nappi«Ischia deve essere nell’agenda del prossimo Parlamento»

Nel corso dell’ultima campagna per le elezioni politiche è stato davvero uno dei pochi, sull’isola, che ci ha messo la faccia. E, soprattutto la sua presenza su un territorio che peraltro conosce a menadito e del quale è terribilmente innamorato da sempre. E così, dopo che Camera e Senato proprio da ieri hanno i nuovi presidenti nelle figure di Roberto Fico e Elisabetta Alberti Casellati, torna a parlare Severino Nappi, responsabile nazionale di Forza Italia per le politiche del Mezzogiorno. E lo fa, ancora una volta, confermando il proprio impegno per Ischia. E lanciando anche moniti che dovrebbero far riflettere.

 

Prof Nappi, da ieri le due Camere hanno i loro Presidenti. Questo vuol dire che i lavori parlamentari possono cominciare. Lei ha più volte affermato di voler restare vicino ai territori in cui è stato candidato. Quali sono le priorità per Ischia?

«Nulla è cambiato, eletto o meno, Ischia deve essere nell’agenda del prossimo Parlamento e del Governo che verrà. Innanzitutto, per il terremoto e per il rilancio dell’economia. Poi anche per individuare l’insieme degli interventi che possano consentire agli ischitani, ma anche agli abitanti di Procida e delle altre isole minori, di avere uguali diritti di quelli dei cittadini della terraferma. Occorre una legislazione speciale che consenta di superare problemi gravissimi che ruotano attorno ad un solo concetto: servizi. Penso all’ospedale, al tribunale, agli uffici pubblici, ai trasporti. Insomma, il Patto per Ischia che ho siglato in campagna elettorale intendo portarlo avanti. E sarò accanto ai Parlamentari eletti in questo collegio perché Ischia sia realmente anche la loro priorità. Agli avversari invece dico di iniziare a studiare i problemi di questa isola, perché, prima del voto, mi è parso che fossero totalmente all’oscuro delle esigenze di questa terra meravigliosa. E questo è pericoloso perché per il rilancio dell’isola occorre gente competente, qualificata e disposta a lavorare seriamente».

Nello specifico, per esempio sul terremoto, cosa va fatto prima di ogni cosa?

«Mi creda, è stato mortificante vedere la confusione mediatica che è stata fatta tra terremoto e abusivismo. Ho difeso Ischia da questo sciacallaggio in ogni occasione ho potuto e continuerò a farlo. La situazione urbanistica della Campania in generale è complessa e merita una seria riflessione. Una legge, targata Bassolino, ha escluso – unica regione del Paese – la Campania dal condono del 2003 e poi il Partito Democratico e i 5 Stelle hanno paralizzato in Parlamento tutte le proposte avanzate da Forza Italia per sanare una situazione che coinvolge 70.000 famiglie nella regione. 70.000 case destinate all’abbattimento, 70.000 famiglie vittime di una straordinaria ipocrisia di fondo. Quanto costerebbe abbattere 70.000 case? Dove si dovrebbero smaltire centinaia di migliaia di metri cubi di macerie? Dove si dovrebbero far alloggiare 70.000 famiglie? Nessuno lo dice. E intanto la legge di riordino dell’urbanistica che, con me primo firmatario, abbiamo presentato noi di Forza Italia in Consiglio regionale giace ancora».

Lo stesso vale per Ischia?

«Certamente, anche di più. Ischia non riparte perché, oltre al danno del terremoto, sta subendo il rischio che si renda impossibile la ricostruzione. Norme e vincoli, assurdi e senza senso, schiacciano la voglia di fare delle persone e il legittimo diritto persino di recuperare l’esistente. Risultato? A sette mesi dal terremoto i circa duemila sfollati sono ancora lì, senza un alloggio e senza che si intraveda la via di ricostruire le abitazioni. E questo per non parlare del sostegno a ripartire. Per questo io ho proposto di introdurre un meccanismo di esenzione triennale dell’Iva sui consumi nell’isola. Ora mi auguro che chi siede in Parlamento mi accompagni in questo percorso».

Lei crede che questo Parlamento potrà offrire risposte alle persone?

Ads

«Il quadro è davvero incerto. Il voto ha certificato una profonda insoddisfazione specie al Sud cui non si può rispondere scrollando le spalle e tirando a campare sperando che la rabbia passi. Se non si cambia non accadrà. La politica deve confrontarsi con la gente, scendere tra le persone, come ho fatto io in campagna elettorale. Ma sopratutto iniziare ad affrontare le questioni che interessano il quotidiano di tutti noi. Individuare quello che serve per far ripartire davvero il Paese. Dopo tanti errori e sacrifici inutili richiesti ai cittadini ora occorre sostituire agli slogan vuoti – capaci di armare la matita ma non di cambiare le cose – la qualità delle idee. Ecco perché – e torno a dirlo – occorre, oggi più che mai, competenza e serietà. Solo così potremo dimostrare alla gente che le nostre non sono parole mentre quelle dei 5 Stelle si».

Ads

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex
()
x