CULTURA & SOCIETA'

“NAPUL E’, la recita spettacolare di fine anno della scuola dell’infanzia IBSEN”

Grazie alle maestre dei tre plessi scolastici reduci dal terremoto, ex San Severino, ex Maio e De Gasperi, i bambini dei 5 anni, per concludere l’ultimo anno dell’asilo, hanno portato in scena una recita all’insegna della tradizione, dei valori culturali partenopei e l’amore per la propria terra ricca di cultura popolare nota in tutto il mondo.

Questo articolo e’ dedicato all’impegno e alla dedizione geniale e collaborativa, di tutte le maestre e tutto lo staff scolastico che ha contribuito alla crescita concreta e conclusione della scuola dell’infanzia Ibsen.

Una crescita reale e costruttiva, dopo il devastante terremoto che ha colpito l’isola. 

Sono riuscite dignitosamente a portare senza conflitti un insegnamento profondo e speranzoso ai nostri bambini che involontariamente e anche ingenuamente in cuor loro hanno sentito la differenza. La differenza è stata però sostanzialmente trasformata in forza interiore per costruire insieme un futuro migliore.

Grazie maestre, l’asilo è un passaggio importante per i bambini, resta una lezione di vita, un capitolo fondamentale per le relazioni sociali, un passaggio delicato da seguire con un comportamento rassicurante, aiutando i bambini a navigare da soli con sicurezza e responsabilità e voi siete riuscite appieno in questo lungo percorso.

L’unione fa la forza e questo giro tondo sollevato dalla capacità di istruire, in questi anni di asilo si è sentito fortemente.

Il 18 giugno del 2019 ancor di più.

Alle 17:30 avete aperto un sipario blu e dato inizio ad una delle più belle recite di tutti i tempi. NAPUL E’

Con tanto di cappello…abbiamo assistito al progresso reale dei bambini, grazie al vostro ingegno concreto e colto.

Perché la cultura, il patrimonio delle cognizioni e delle esperienze acquisite tramite lo studio, ai fini di una specifica preparazione in uno o più campi del sapere, l’avete trasmessa ai nostri bambini con dolcezza, sensibilità e interesse comune, tanto da renderli appassionati e amanti delle loro origini ricche di un patrimonio di lusso, lasciandoli liberi di esprimersi nel modo che loro sanno fare, in tutta semplicità, rendendoli indipendenti e sicuri di loro stessi, dando loro attenzioni che a noi genitori sembrano scontate ma che in realtà li hanno aiutati a valorizzare le loro potenzialità!

Napoli, culla di miti e leggende che affonda le proprie radici in un passato millenario scrigno di una cultura speciale, e’ stato tradotto con un linguaggio meraviglioso; il linguaggio dei bambini.

Le espressioni tipiche del folklore partenopeo, dalla danza popolare della tarantella, la “NDREZZATA”, l’intrecciata popolare isolana, i canti meravigliosi di Pino Daniele, NAPULE, di Gigi D’Alessio, Sal  Da Vinci, Finizio, Lucio Dalla e infine A città e’ Pullecenella, interpretati meravigliosamente dai bambini, hanno creato un’atmosfera magica emozionante.

Per non parlare dello studio e costruzione iconografica delle scenette in dialetto tratte dei film di Totò e Peppino de Filippo, La Lettera, Natale in casa Cupiello, Massimo Troisi con L’Annunciazione.

Le icone artistiche partenopee di rilievo, espresse e ridimensionate con un linguaggio riadattato per i piccoli. Un lavoro difficilissimo e da vere studiose della materia.

Il palcoscenico, presente presso la struttura sostitutiva dei plessi, Opera pia, in via Luigi Mazzella, e’ stato istallato dalle insegnanti nel patio esterno, con elementi caratteristici raffiguranti i simboli tradizionali per eccellenza: la pizza, le immagini di Totò e Peppino, Massimo Troisi, i panni stesi, espressione di identità collettiva napoletana, la maglietta del Napoli, il disegno scenico del Vesuvio, ci hanno catapultati in una realtà teatrale che dovrebbe approdare in un teatro vero e proprio.

Persino gli abiti di scena, hanno avuto un successo inestimabile.

Gli abiti popolari tipici e la realizzazione delle magliette bianche con la scritta: NAPUL E’ hanno entusiasmato e incuriosito anche vari turisti che passavano per caso. 

Questa recita conclusiva, ha rappresentato per i bambini un’occasione di crescita e un banco di prova per rafforzare la propria autostima.

Ognuno di loro ha danzato, recitato, cantato e presentato.

Le maestre sono riuscite a stupire parenti e genitori, mettendo in luce l’importanza dei sentimenti profondi, quali l’amicizia, l’amore, la pace e la fratellanza che, cantati dai bambini, assumono un significato ancora più alto.

I bambini sono riusciti a combattere la timidezza tenendo a bada la sensibilità grazie al loro aiuto volto ad alimentare la propria sicurezza valorizzando la loro fragilità.

Tutti  insieme,sono stati accolti e ringraziati da un applauso fragoroso, orgogliosi di aver fatto un buon lavoro e lodati dalle maestre con la “M” maiuscola  che hanno terminato lo spettacolo consegnando il TOCCO DI LAUREA per ognuno di loro e un pensiero meraviglioso: una matita con una capsula contenente il germoglio di una piantina che andrà piantato da ogni bambino come simbolo di crescita e buon auspicio per una grande crescita personale e spirituale.

L’avventura della scuola dell’infanzia si è concretata, grazie alle numerose iniziative speciali che le maestre hanno reso possibili in tutti questi anni, mettendo in risalto la loro professionalità nell’insegnamento, la pazienza per i traslochi causa terremoto.

La scuola Ibsen dell’infanzia, ha contribuito e definito gli obbiettivi principali educativi dei bambini, fornendo fino all’ultimo anno di asilo, un ambiente stimolante e sicuro, considerando che una recita finale di questo “livello”  e’ stata la dimostrazione della consistente pianificazione, preparazione ed applicazione di programmi di alta qualità adeguati allo sviluppo della scuola. Grazie, Grazie, Grazie per il compimento “ a pieni voti” dell’ultimo anno di asilo dei nostri bambini, a Pompea Lauro, Angela Ferrandino, Libera Del Franco, Maria  Luongo, Maria Ferrandino ,Maria Pina Fusco, Margherita Comito e la collaboratrice Maria Capuano, Maria Cristina Foglia, Francesca Amalfitano per esservi prodigate nel mantenere la nostra scuola ad un alto livello di qualità fino a supportare l’ingresso  dei bambini presso la scuola “dei grandi”

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