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Naspi, Natale amaro per il lavoratori stagionali

Siamo sinceri, visto il clima la battuta arriva spontanea: un regalo di Natale peggiore di questo proprio non potevano trovarlo, sotto l’albero, i lavoratori stagionali dell’isola d’Ischia , investiti da una vera e propria doccia fredda. Nella giornata di ieri, infatti, la Commissione Bilancio ha respinto l’emendamento per il riconoscimento del cosiddetto “mese in più” di Naspi che sarebbe stata un toccasana per le finanze di tantissimi lavoratori ma anche per l’economia di un territorio come il nostro. L’atto presentato dall’Onorevole Mastri chiedeva, infatti, che in via strutturale o quanto meno anche per il 2018 venissero riconosciuti ai lavoratori stagionali del turismo e del settore termale  fino a 4 mesi di disoccupazione. Fino a due anni fa, difatti – lo ricordiamo – chi lavorava sei mesi all’anno, percepiva sei mesi di disoccupazione, mentre con la Naspi, entrata in vigore nel 2015, i lavoratori  hanno visto riconoscersi appena la metà dei mesi di lavoro svolto. Tre mesi quindi di indennità a fronte dei sei degli anni passati e che tuttavia grazie proprio all’emendamento dell’Onorevole Mastri  ed  un decreto ah hoc, sia per il 2016 che per il 2017 erano divenuti quattro. Un piccolo palliativo certo, ma che aveva permesso, fino a questo momento, ai tanti lavoratori stagionali di poter tirare avanti dignitosamente seppure non senza qualche difficoltà. Ma, in ogni caso, contando su un bonus che di fatto non c’è più.

Con il “disco rosso” imposto all’emendamento, con l’avvento del nuovo anno, il mese in più non sarà più riconosciuto,  né  a livello strutturale né in via temporanea e percepire quattro mesi di indennità di disoccupazione diventerà, quindi, nuovamente un miraggio.  Proprio come era stato stabilito fin dagli esordi con il decreto legge n 22./2015, la Naspi nel 2018 tornerà ad essere la metà dei mesi di lavoro svolto per tutti i lavoratori stagionali, senza alcuna differenziazione. Una stangata negativa per tutti i lavoratori del settore che ormai da due anni si battono per l’abolizione  della nuova indennità di disoccupazione e per il ripristino delle vecchie normative.  Il colpo di grazia però, lo sarà soprattutto per i lavoratori stagionali di Ischia, ancora più penalizzati dalle conseguenze del sisma dello scorso 21 Agosto. A causa del terremoto, infatti, molte strutture ricettive ubicate tra Casamicciola Terme e Lacco Ameno  hanno riportato danni ingenti e la loro messa in sicurezza e adeguamento antisismico, difficilmente terminerà prima dell’avvio della prossima stagione turistica. Quelle che riapriranno, lo faranno quindi, con ogni probabilità, in netto ritardo alle classiche tempistiche e  di conseguenza i lavoratori stagionali  lavorano meno di sei mesi, senza l’emendamento del mese in più, percepiranno ancor meno la disoccupazione. E dire che  lo scorso Novembre, proprio  i lavoratori stagionali di Ischia si erano recati a Montecitorio, al Senato, per chiedere l’abolizione della Naspi e soprattutto  per  chiedere a chi di competenza un occhio di riguardo per l’isola di Ischia e la sua popolazione alla luce dell’evento sismico. Peccato che al momento il Governo oltre ad non aver ancora concretizzato alcune misure  significative per la salvaguardia del comparto stagionale dell’isola di Ischia ha anche ben pensato di abolire il mese in più di disoccupazione, senza se né ma. Quello che si accinge ad arrivare, sarà quindi un Natale doppiamente amaro per i circa 10.000 lavorato stagionali isolani.

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