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Nasse proibite nel Regno di Nettuno, scatta il sequestro della Guardia Costiera

Evidentemente è uno di quei vizi di cui proprio non si riesce a fare a meno. I divieti in essere nell’area marina protetta denominata “Regno di Nettuno” e che si trova tra le isole di Ischia e Procida, continuano ad essere impunemente violati da pescatori o affini, i quali violano costantemente lo specchio d’acqua per esercitare attività che non sarebbero consentite. E questo nonostante i controlli dell’autorità marittima negli ultimi tempi siano diventati sempre più costanti così come i risultati ottenuti: non più tardi di qualche giorno fa, infatti, nell’ambito di un presidio dell’area predisposto per la sicurezza in occasione del G7, erano stati sorpresi e pizzicati alcuni pescatori di frodo ed erano state emesse sanzioni amministrative per oltre duemila euro.

Un nuovo blitz contro la pesca di frodo è stato eseguito nell’area marina dalla Guardia costiera di Procida, i cui militari sono guidati dal t.v. Paola Scaramuzzino. Gli uomini della capitaneria hanno rinvenuto ben tre nasse nella zona di riserva B. Il personale si è arrivato a seguito di una segnalazione pervenuta da un gruppo di diving, che aveva notato l’indebita presenza delle nasse stesse. Con la motovedetta CP 522,  i mlitari sono intervenuti in località Secca  delle Formiche, dove hanno rinvenuto gli strumenti da pesca.

Le attrezzature, collocate sui fondali nei pressi della boa di segnalamento in completa violazione delle norme vigenti, sono state sequestrate. All’interno non sono stati rinvenuti prodotti ittici catturati, bensì qualche granchio che sarebbe presumibilmente servito a fare da esca. A conclusione dell’operazione una informativa di reato a carico di ignoti è stata inoltrata alla Procura della Repubblica di Napoli.

Corrado Roveda

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