CRONACAPRIMO PIANO

Natale con la terza dose

I dati relativi al covid evidenziano che l’87 % (39.832persone) degli ischitani ha completato il ciclo vaccinale a giugno e gli studi mostrano che dopo sei mesi si registra un calo nel 40-50% dei soggetti della risposta anticorporale: ecco perché per migliaia di isolani servirà una nuova iniezione a cavallo del periodo festivo

Siamo stati tra i primi in Italia ad ottenere un’elevata percentuale di vaccinati, e questo grazie alla campagna Ischia Covid Free fortemente voluta all’epoca dal governatore Vincenzo De Luca e che poi – dopo iniziali resistenze – ricevette nulla osta e via libera anche dal generale Figliuolo e dal governo centrale, che comprese che le motivazioni non erano soltanto di natura economica (per favorire la ripresa dell’attività turistica) ma anche sanitaria, non avendo le realtà insulari presidi all’altezza della situazione nel caso in cui il contagio avesse reso necessario un numero di ricoveri superiore ai posti letto disponibili. Non è un caso che già prima dell’inizio dell’alta stagione l’isola aveva una percentuale di popolazione residente immunizzata che alcune realtà cittadine hanno praticamente raggiunto soltanto all’inizio della stagione autunnale. Ma è chiaro che adesso l’aver anticipato i tempi ci mette anche statisticamente nella condizione di poterci dover vedere costretti (come in parte già sta accadendo per gli anziani) a “correre ai ripari” dal punto di vista sanitario per evitare che il coronavirus possa tornare ad essere un fantasma di quelli che fa paura.

La riflessione, che certo non fa una grinza, arriva dall’Associazione Ingegneri Isola d’Ischia, che con estrema attenzione sta monitorando da tempo – con la collaborazione dei Comuni isolani che settimanalmente forniscono i dati necessari – la situazione del covid sulla nostra isola con un puntuale e tempestivo report settimanale. Sui loro canali ufficiali i professionisti scrivono testualmente: “Secondo I dati forniti dalla piattaforma Sinfonia della Regione Campania, ad oggi circa L’81% degli ischitani risulta vaccinato con almeno una dose, le percentuali risultano variate in quanto è stata considerata nel calcolo la popolazione residente over 12 (circa 56693 abitanti). Ischia il comune con il più alto numero di vaccinati circa l’88%, gli altri comuni raggiungono percentuali inferiori all’80%, la notevole differenza tra prima e seconda dose è indice dell’elevato utilizzo sull’isola d’Ischia del vaccino Janssen monodose”. Quest’ultima sottolineatura è decisamente importante perché ad una lettura superficiale chiunque potrebbe essere tratto in inganno e credere che magari molti nostri concittadini non abbiano completato il ciclo vaccinale ma si siano fermati alla prima dose. In realtà c’è stato un momento in cui il Johnson & Johnson non è stato utilizzato soltanto dagli over 60 ma scelto volontariamente anche da cittadini più giovani che hanno preferito “togliersi il pensiero” senza doversi recare due volte all’hub vaccinale.

Ma attenzione al passaggio successivo che è invece decisamente chiaro ed esplicativo della direzione nella quale rischia di andare la stragrande maggioranza della popolazione isolana: “L’elaborazione dei dati – sottolineano dall’Associazione Ingegneri – mostra che l’87 % (circa 39.832persone) degli ischitani vaccinati ha completato il ciclo completo verso la fine del mese di Giugno, studi scientifici affermano che dopo i sei mesi dal ciclo completo si registra un abbassamento notevole nel 40-50% dei soggetti della risposta anticorporale, aspetto già notato nello stato di Isrlaele, dove è stato necessario ricorrere alla terza dose per riabbassare il numero degli contagi. Secondo questi dati quindi per la maggior parte dei vaccinati isolani risulta necessaria una terza dose per incrementare la risposta anticorporale”. E quell’arco di tempo di sei mesi non è così lontano dalla scadenza per migliaia e migliaia di ischitani. Che, ironia della sorte, potrebbero ritrovarsi alle prese con la nuova somministrazione del vaccino proprio nel periodo delle festività natalizie, per evitare di perdere quel “vantaggio” accumulato nel recente passato che tra l’altro ha consentito al territorio di reggere anche quando si sono registrate in altissima stagione 250.000 presenze contemporaneamente. Sembra inevitabile che si debba andare in questa direzione, e allora l’auspicio è che la risposta possa essere responsabile e massiccia come già accaduto all’alba dell’estate e che i numeri rimangano gli stessi. Anche perché è emerso in maniera chiara come basta poco a stravolgere numeri e statistiche: nell’ultima settimana il numero dei positivi al covid nei sei Comuni isolani è passato da 40 unità a 102, con un aumento esponenziale soprattutto sul territorio di Forio. Insomma, di abbassare la guardia non se ne parla proprio. E se proprio deve essere così, quel vaccino (seconda o terza dose che sia) prendiamolo come una strenna natalizia. Magari non la più gradita, ma di certo la più indispensabile.

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