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“Natale in galleria”, il vernissage sabato scorso al borgo d’Ischia Ponte

di Isabella Puca

foto Giovangiuseppe Lubrano

Ischia – Il borgo di Ischia Ponte si riconferma scrigno prezioso di autentici capolavori d’arte. Dopo l’inaugurazione del presepe realizzato da Ettore Guarracino che resterà in pianta stabile per tutta la durata delle feste proprio all’ingresso del borgo, e del percorso presepistico, è stata inaugurata sabato scorso la mostra  “Natale in galleria”. È ormai un appuntamento imperdibile, una tappa che è diventata una tradizione e che vede i tanti appassionati d’arte riunirsi intorno alla Galleria Ielasi per la mostra annuale interamente dedicata al Natale. Il dottor Massimo Ielasi è lì ad accogliere tutti gli amici con un po’ di vino e qualche roccocò per il vernissage della mostra che resterà aperta tutti i pomeriggi fino all’Epifania. È una luce soffusa ad accogliere i visitatori, la stessa che crea un’atmosfera d’attesa all’interno della galleria Ielasi. Ogni spazio è sfruttato al meglio per accogliere le opere d’arte; troviamo le sculture dell’ischitano Giovanni De Angelis, alcune opere di Aniellantonio Mascolo, il Matisse di Ischia e altre di Raffaele Iacono. «Organizzo sempre una mostra legata al Natale – ci racconta il dottor Massimo Ielasi – altrimenti non mi diverto! Lo faccio per me, principalmente, volevo vedere una cosa bella per Ischia e siccome sono presuntuoso ho pensato di realizzarla da solo e credo di esserci riuscito». Il fil rouge che lega tutte le opere è, naturalmente, la natività, che sia racchiusa nello sguardo del Bambino tra le braccia del Santo o nel simbolo canonico della grotta di Betlemme. «Credo che il Natale sia un incontro davvero particolare dove ognuno di noi si sente solo. Il Natale – ha spiegato ancora Ielasi – non è stare i compagnia della famiglia, ma un momento particolare dove anche il non credente sente la necessità di quell’atmosfera per raccogliersi in se stesso, un momento speciale per dimenticarsi di tutto». Tra gli artisti non troviamo solo ischitani e particolare è la collezione di dipinti su vetro di origine pugliese, calabrese e siciliana. Spicca, inoltre, un quadro del 1600 della scuola di Jacopo Da Bassano. In una teca sorprende, poi, la presenza dei tre elementi legati ai Re Magi, quello dell’oro, dell’incenso e della mirra, «il clou di tutta la manifestazione – ha detto ancora Ielasi indicando i pastori ottocenteschi posti sulla teca – è il sogno di Benino che deve dormire per sognare l’avvento; si sveglierà soltanto quando Gesù sarà nato. È questa la chiave di tutto il presepe; sono quattro gli  elementi che lo compongono: la grotta, la trattoria, Benino e i Re Magi, tutto il resto è venuto dopo». In effetti, nella prima rappresentazione del presepe, tutto il popolo non compare. Nel 1219, dopo essere partito come crociato in Oriente, San Francesco tornò in Italia e, ripensando a Betlemme, pregò i fratelli di celebrare il Natale in un modo nuovo, rappresentando la nascita del Bambino Gesù. Il paese di Greccio, per la presenza delle sue grotte naturali, si prestava al progetto di San Francesco che riuscì a convincere gli altri frati. La notte di Natale del 1223 arrivarono da altri paesi, frati, donne e uomini che, stringendo tra le mani fiaccole per illuminare la notte Santa, diedero vita alla nuova Betlemme proprio lì a Greccio.  Fu solo tra il ‘600 e il ‘700 che gli artisti napoletani decisero di introdurre nella scena della Natività personaggi immortalati nella vita di tutti i giorni, soprattutto durante il loro lavoro.  Il Natale alla galleria Ielasi si lega, dunque, alla tradizione più antica, una mostra da vedere e da vivere.

 

 

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