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Nel report “I controlli interni degli enti locali”: bene Ischia, rimandato Forio

Promossa Ischia e rimandata Forio. Non parliamo di una partita di calcio, ma del verdetto della Corte dei Conti contenuto nel report “I controlli interni degli enti locali”, approvato dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti e inviato al Parlamento a conclusione dell’analisi dei controlli interni degli enti locali relativa all’esercizio 2017. L’indagine ha acceso i riflettori su 852 amministrazioni, di cui 747 Comuni sopra i 15mila abitanti e 105 enti tra Province e Città metropolitane.  Con questo studio, la Corte dei Conti stima il “rischio di controllo” risultante dalla capacità di ciascuna amministrazione locale di prevenire, individuare e correggere le irregolarità gestionali e gli errori contabili più significativi senza necessità di interventi esterni.  

Su 820 amministrazioni locali sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti per l’anno 2017, il Comune di Ischia si è collocato al 116° posto con un indice di “rischio di controllo” del 23,62%, collocandosi nella prima fascia individuata dalla Corte dei Conti, quella relativa alle amministrazioni locali con rischio basso. Diverso il caso, invece, di Forio che si è classificato alla 578esima posizione con un indice di rischio di controllo pari al 64,44%. Proprio per questo Forio si è posizionato tra i Comuni catalogati in fascia ‘arancione’.

 Per i non addetti ai lavori, vale la pena illustrare nel dettaglio quali siano i controlli che vengono definiti “interni”: il controllo di regolarità amministrativa contabile, il controllo di gestione, il controllo strategico, il controllo sugli equilibri finanziari, il controllo sugli organismi partecipati, il controllo di qualità. Per la Corte dei Conti “Dagli esiti del monitoraggio emerge un quadro dei controlli in continua evoluzione, che tradisce difficoltà operative ancora numerose e forti resistenze “culturali” nella loro applicazione. Diffusi ritardi di attuazione si rilevano soprattutto per l’assenza della contabilità analitica, l’inadeguatezza delle tecniche di campionamento, il carente ricorso ad alcuni indicatori e l’insufficienza di direttive”. Quasi tutte le amministrazioni hanno risposto positivamente alla domanda “se il controllo di regolarità amministrativa e contabile è esercitato in conformità a quanto previsto dai regolamenti”. Tuttavia le risposte successive forniscono indicazioni totalmente “inconciliabili” con una corretta e adeguata tenuta dei controlli interni, dimostrando, l’esistenza di “gravi carenze operative” o, comunque, la “evidente inconsapevolezza delle modalità di funzionamento e dei risultati raggiunti dalla propria rete di controlli”. Prosegue durissima la relazione della Magistratura contabile: “Taluni enti hanno poi smentito l’attestazione iniziale dando prova dell’assoluta inconsistenza di alcune tipologie di controlli e, più in particolare, del controllo di qualità”. Infatti secondo la Corte dei Conti almeno 20 enti, proprio dalle risposte fornite, sarebbero del tutto privi di un controllo sulla qualità dei servizi, ignorando le “aspettative della comunità territoriale di riferimento”. Un sistema di controlli interni, dunque, che farebbe acqua da tutte le parti.

LA CLASSIFICA IN ITALIA E IN CAMPANIA

Guardando la classifica stilata dalla Corte dei Conti, l’Italia appare divisa a metà: se infatti da un lato gli enti della Lombardia e dell’Emilia-Romagna sono tra i più numerosi nella classe a “basso” rischio di controllo, in quella di segno opposto (alto o medio alto – rientrano invece Comuni della Campania e della Sicilia. Naturalmente per tutti gli enti rientranti in questa fascia di rischio, il controllo delle Sezioni regionali competenti dovrà essere particolarmente attento. I risultati, sono stati raffigurati graficamente con una gradazione di colori che spazia dal verde al rosso, a seconda del punteggio di rischio totalizzato. Numeri e colori che rendono bene la situazione.  

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Guardiamo il podio nazionale. Se per il Comune di Modena il colore è verde, al secondo posto si piazza la veneta Mirano e al terzo Civita Castellana. Per trovare enti campani bisogna scendere alla posizione 72, con la provincia di Avellino, con rischio al 17% e colore verde. E tra i dieci Enti campani catalogati in verde c’è anche Ischia. Per avere un ulteriore riferimento, si consideri che a livello nazionale su 820 Comuni la tipologia di rischio è bassa per 153 Comuni, medio bassa per 182 (codice verde), media per 176 (codice giallo), medio alta per 221 e alta (codice rosso) per 88 Comuni.  

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