CULTURA & SOCIETA'

Nell’anno del cavallo di fuoco il mitico animale celebrato in una mostra al Cretaio

Così l’artista e curatrice della mostra Ylenia Pilato: “La mia opera intitolata " Mizar e l'unicorno" è stata ideata apposta per l'evento creando un'esplosione fantastica di colori, texture e fantasia.  Un'opera mista che unisce elementi illustrativi, collage e materiali tridimensionali con un gusto decisamente pop e sognante. I punti di forza di questa opera sono i materiali e la tridimensionalità: l'uso del tessuto arricciato (il tulle viola, arancione e verde in basso) dà un movimento pazzesco al quadro. Sembra quasi che la gonna della figura stia prendendo vita uscendo dalla tela”

Nella suggestiva cornice dell’Asd Aragona Arabians, in zona Cretaio, è stata inaugurata la mostra ” Sua maestà il Cavallo” organizzata dalla curatrice ed artista Ylenia Pilato. La mostra, il cui vernissage soi è trnuto il 31 agosto scorso, è stata una splendida occasione per vivere una serata speciale, caratterizzata da un’atmosfera vibrante di festa. L’esposizione tematica è stata focalizzata sul legame profondo tra uomo e animale. In questo anno 2026 che è l’anno del Cavallo di Fuoco, tra energia e memorie questa mostra della durata di un solo giorno, ha deliziato il pubblico per il suo forte impatto espositivo.

È stata una mostra ispirata dal calendario tradizionale cinese che regola lo scorrere del tempo con l’intersezione di due cicli: il primo legato ai dodici animali dello zodiaco e il secondo ai cinque elementi della tradizione cinese, legno, fuoco, terra, metallo e acqua. L’iconografia equina è stata il punto di incontro ideale in grado di accostare le diverse poetiche degli artisti coinvolti. Protagonisti della mostra sono stati gli artisti Clementina Petroni, Michele Avenel, Emily Sirabella, Rania Andon, Gino Ciriminna, Magda Kismet, Michael F. Feuerberg e Ylenia Pilato. In ogni opera l’attenzione verso la figura del cavallo si è declinata in chiave onirica, come simbolo che diventa presenza evocativa. C’è stata anche una dimensione più ludica e fantastica.  Il tutto con l’obiettivo di intrecciare visioni e immaginari diversi attraverso un tema condiviso, dimostrando come la figura del cavallo continui ad attraversare il tempo rinnovandosi nell’arte contemporanea.  Non come elemento stabile, ma come immagine in continua trasformazione, capace di adattarsi a sensibilità e linguaggi molteplici. E proprio in questa tensione tra memoria e reinvenzione che il cavallo si conferma come dispositivo iconografico simbolico e vitale ancora oggi, in grado di attivare letture plurali e stratificate. L’artista Rania Andon ha raffigurato dei cavalli in movimento su uno sfondo dai toni caldi. Una scena, realizzata con la tecnica dell’acquerello, che si traducono nel desiderio di andare oltre i confini. I cavalli sono raffigurati con la loro bella muscolatura e l’energia fisica che traspare dalle pose in movimento rappresentano il coraggio, il successo e una grande spinta interiore. L’opera dell’artista Michael F. Feuerberg raffigura un ritratto di cavallo. Come disse Winston Churcill ” c’è qualcosa nell’esteriorita’ di un cavallo che si attaglia all’interiorita’ di un uomo”. Un’opera dove il volto del cavallo diventa il protagonista assoluto della tela. L’artista Magda Kismet ha partecipato alla mostra con la sua opera raffigurante l’amazzone e il cavallo, in un rapporto di simbiosi dove l’amazzone trae la vitalità dal cavallo e viceversa. L’artista Emily Sirabella ha partecipato con due dipinti realizzati con tecnica mista: un ritratto molto realistico di un cavallo con la bella criniera in vista e un altro raffigurante una donna accanto al suo cavallo in una posa contemplativa di amore verso questa creatura che incarna un ideale di forza e bellezza al tempo stesso. L’artista Gino Ciriminna ha esposto un dipinto che raffigura una scena equestre. È un’opera che si traduce nell’amore che l’artista nutre per la natura e per i cavalli.

L’artista Michele Avenel ha esposto due opere: una raffigurante un ritratto di un cavallo con uno sfondo dai toni pacati nelle tonalità di terra e un’altra opera raffigurante un grazioso cavalluccio marino, icona di grazia e un richiamo a proteggere le fragilità degli oceani. L’artista Clementina Petroni ha partecipato con un’opera raffigurante un vaso di fiori colorati dalle pennellate vibranti. Un’opera omaggio all’anima del cavallo Varenne, il cavallo per eccellenza che univa gli italiano nel tifo quanto gli azzurri ai mondiali. Alla mostra ha partecipato anche la creativa Maria Ferrandino con i suoi adorabili mascalzini, graziose creazioni raffiguranti i cavalli realizzate in maniera artigianale che hanno attirato l’attenzione di grandi e piccini. Tra i suoi mascalzini  c’è stato anche Varenne. La sua eleganza innata era tale che bastava pronunciare la parola foto per vederlo mettersi in posa con il garbo di un Lord inglese. Questa sua eleganza la creativa Maria l’ha trasferita tutta nella sua arte. Alla serata inaugurale ha partecipato lo scrittore Salvatore Di Costanzo con il suo componimento dedicato al cavallo intitolato “SPIRITO LIBERO”. La serata è stata impreziosita dal saggio finale degli allievi dell’ Asd Aragona Arabians, i quali hanno incantato tutti i presenti con uno spettacolo equestre meraviglioso. L’ Asd Aragona Arabians è l’unico centro ippico e scuola di equitazione dell’isola d’Ischia e partecipa regolarmente a gare e concorsi equestri regionali e nazionali.  Il centro gestisce anche passeggiate ed escursioni nei boschi di Ischia, ippoterapia e pensione per cavalli. Un luogo dove è possibile ricaricare le proprie energie a tutto tondo. La mostra ” Sua maestà il Cavallo” è stata resa possibile grazie alla disponibilità della signora Pamela del maneggio, la quale ha messo a disposizione degli artisti gli spazi del maneggio. È stato un evento dal forte valore simbolico, soprattutto durante questo anno del cavallo di fuoco, dove il fuoco amplifica la natura del cavallo trasformandola in un’esplosione di vitalità, coraggio, dinamismo e forte determinazione. Simboleggia uno spirito indipendente che spinge a seguire l’istinto, a rompere con il passato e ad accelerare verso nuove direzioni.

Spiega la curatrice Ylenia: ” Le opere scelte per l’esposizione spaziano da una riproposizione del cavallo nella sua quotidianità ad evocazioni oniriche, da rielaborazioni ironiche a rivisitazioni in chiave moderna della forza arcana del mito. Nell’antica Grecia la mitologia ha assegnato a questo splendido animale un ruolo centrale: basti pensare a Pegaso, il cavallo alato, agli ippocampi di Poseidone e ai cavalli doni degli dei. Fin dalle prime espressioni antiche dell’umanità, il cavallo ha occupato un posto privilegiato nell’immaginario visivo. Non soltanto come soggetto decorativo, ma come vero protagonista narrativo, capace di esprimere tante emozioni. Presente fin dalle prime pitture rupestri della preistoria come simbolo di forza, libertà e velocità  e nelle grotte di Lascaux dove ogni esemplare veniva tracciato con un forte valore magico e rituale. Nell’arte classica e greca il cavallo divenne l’emblema del mito, della nobiltà e il compagno inseparabile di re e condottieri. Nel Romanticismo esalto’ il sublime e la natura travolgente. Nel Novecento divenne l’archetipo junghiano dell’inconscio o espressione di un Furore dionisiaco. Nella mostra ” Sua maestà il Cavallo” la sua eleganza dinamica, unita alla forte carica simbolica rende il cavallo indubbiamente uno dei soggetti più longevi da ritrarre nell’arte. Che sia raffigurato come destriero regale, animale selvaggio o spirito guida, il cavallo resta un potente ponte tra natura e cultura, tra forza fisica ed emozione umana. La mia opera intitolata ” Mizar e l’unicorno” è stata ideata apposta per l’evento creando un’esplosione fantastica di colori, texture e fantasia.  Un’opera mista che unisce elementi illustrativi, collage e materiali tridimensionali con un gusto decisamente pop e sognante. I punti di forza di questa opera sono i materiali e la tridimensionalità: l’uso del tessuto arricciato (il tulle viola, arancione e verde in basso) dà un movimento pazzesco al quadro. Sembra quasi che la gonna della figura stia prendendo vita uscendo dalla tela. I dettagli dorati e i glitter sparsi sia sui capelli, sia sullo sfondo che sull’unicorno donano una lucentezza speciale, perfetta per il tema fiabesco.

SPIRITO LBERO
Di Salvatore Di Costanzo

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Nel silenzio dell’alba, quando il mondo ancora tace,
un respiro profondo rompe l’aria fugace.
Quattro zoccoli battono il ventre della terra,
 tuoni lontani che annunciano una guerra.
La criniera si agita, fiamma accesa nel vento,
e il suo sguardo attraversa ogni limite del tempo.
Nel recinto dell’uomo, tra legno, ferro e catene,
vive un’anima selvaggia che nessuna mano contiene.
Le briglie possono guidare il corpo possente,
ma non possono imprigionare ciò che vive nella mente.
Il morso può frenare la furia della corsa,
ma non spegne il fuoco che nell’anima divampa.
Corre e dissolve ogni confine,
un fiume che si perde verso terre senza fine.
Corre sopra i sentieri, sopra la polvere e il dolore,
con il vento che gli accarezza la criniera e il cuore.
Ogni passo è un battito, ogni battito un richiamo,
verso un cielo sconfinato che da sempre noi cerchiamo.
Gli zoccoli sono tamburi nel grande ventre della vita,
e la terra sotto il suo peso sembra quasi risvegliata.
Non corre per raggiungere una meta o un orizzonte,
ma per lasciare alle sue spalle ogni catena e ogni ponte.
Il suo corpo è materia, ma il suo spirito è infinito,
un frammento dell’universo dal destino mai compiuto.
Nel suo galoppo selvaggio si confondono le stelle,
e la notte si apre sopra pianure immense e ribelli.
La luna osserva muta quella corsa senza padrone,
mentre il vento gli consegna la sua antica benedizione.
L’uomo crede ancora di poterlo dominare,
di poter scegliere il confine oltre il quale farlo andare.
Ma nessuna sella possiede ciò che nasce per volare,
nessuna briglia può insegnare a uno spirito a non sognare.
Quando infine rallenta e ritorna il silenzio,
resta nell’aria un’eco, un misterioso presagio,
perché dentro quegli occhi, profondi come il cielo,
vive ancora la tempesta che nessun uomo ha domato davvero.
Cavallo, spirito libero, figlio del vento e della terra,
tu non fuggi dalla vita: sei la vita che non si arrende alla guerra.
Quando correrai ancora verso l’immenso orizzonte,
forse sarai tu a condurre noi, oltre ogni limite, ogni ponte.

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​La figura femminile con un copricapo elaborato e dettagliato (che ricorda quasi una struttura steampunk o una carrozza fantastica) trasmette un senso di mistero, mentre l’unicorno colorato al centro aggiunge quella nota giocosa e spensierata. Lo sfondo ha una trama astratta molto ricca di sfumature calde, arricchita dalla mia firma “Ylenia” stilizzata sulla destra, che si integra bene nel dinamismo generale. È un lavoro ricco di personalità, vivace e perfetto per chi come me ama l’arte polimaterica e il mondo della fantasia senza regole. Un pezzo unico che mette decisamente di buonumore. Infine, la curatrice conclude con questo pensiero:”Sento di dover ringraziare in primis la signora Pamela per la disponibilità della location che si è rivelata una cornice magica, un grazie immenso a tutti gli artisti che hanno tirato fuori tutta la loro bravura e creatività per omaggiare la figura del cavallo ritraendola sulle loro tele e infine tutti gli allievi dell’ Asd Aragona Arabians che hanno contribuito con il loro saggio a far brillare gli occhi e il cuore in una sera d’estate cavalcando sogni e desideri di grandi e piccini.

Fotoricerca di Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

Collaborazione: Ylenia Pilato

lubranoantonio516@gmail.com

info@ischiamondoblog.com

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