CULTURA & SOCIETA'

Nell’arte del pittore naif Michele Petroni “Peperone” l’animo puro di un personaggio che Forio non dimentica: opere e ricordi in una mostra per omaggiare l’indimenticabile artista del popolo

Il commento dell’artista e collagista di Forio Ylenia Pilato presente al Vernissage :"Partecipare al Vernissage mi ha dato modo di apprezzare da vicino delle opere molto interessanti di peperone. In particolare, in alcune opere traspare l'amore per la sua Forio. La sua è necessità di ricordare, di conservare nella memoria, quei luoghi scomparsi. È stata una mostra omaggio ben curata da roberto manzi nell'ambiente elegante del laboratorio orafo Km Jewels dove ci hanno accolto i titolari Kiara e Matteo. Un memorial indimenticabile di Peperone.  Di lui ci resta l'innocenza di un animo puro ritratto sulla tela. È stato uno dei personaggi più coloriti: esattamente come i suoi quadri, pronti a narrare le peculiarità di casa nostra, condite dall'immancabile " particolare foriano". Ci ha lasciato opere bellissime nella loro semplicità. Si intuisce dalla sua pittura che peperone era un uomo libero, il quale non accettava schemi precostituiti.  Era un sognatore ed ha avuto una fama internazionale", ha concluso Ylenia.

Da giovane bagnino con paglietta copricapoa falda larga e maglietta a righe azzurre in servizio sulla spiaggia dei Giardini Termali Poseidon a Citara ad artista talentuoso apprezzato sull’isola, in Italia ed all’estero. Una vita quella di Peperone fin dagli esordi. vissuta fra le cose semplici della sua Forio e costellata di motivazioni altrettanto semploci, tutte finalizzate a voler cambiare al meglio le situazioni sociali, culturali e spirituali che lo circondavano. Le sue idee spesso controcorrente, i suoi pensieri di uomo ed artista del popolo li trasmetteva su tela,nei suoi quadri con disarmante maestria.

PEPERONE (MICHELE PETRONI)

Era il suo messaggio che sapeva divulgare e porre all’attenzione della società. Il 15 giugno scorso 2024 è stata una data doppiamente speciale: era il giorno del Santo Patrono di Forio San Vito ed è stato anche il giorno del vernissage della mostra che ha omaggiato Michele Petroni alias Peperone presso il laboratorio orafo KM Jewels presso il Corso Francesco Regine al numero 8 in Forio. All’evento per ricordare l’artista foriano, curato da Roberto Manzi hanno presenziato diversi artisti tra i quali Mariolino Capuano, Rania Andon, Ylenia Pilato, il gallerista Salvatore Iacono, alcuni amici della sorella Clementina Petroni e altri appassionati d’arte come il Dott. Massimo Ielasi. Peperone a detta di qualcuno è stato erede dell’arte naif di Luigi De Angelis, il pittore barbiere di Ischia Porto scoperto negli anni ’30 del secolo scorso da Hans Purmann. La serata inaugurale presso il laboratorio orafo KM Jewels è stata introdotta dal presidente Umberto Lucio Amore dell’Associazione IncontrArte. Sono seguiti poi gli interventi di Clementina Petroni, la sorella che ha onorato la memoria di Peperone con alcuni suoi scritti e del Dott. Castiglione, il quale è stato anche lui molto apprezzato dal pubblico. Tanti ricordi e testimonianze scritte  sono stati tributati a Peperone.  In particolare poche righe autografe che hanno raccontato fino in fondo la vita e l’arte di questo pittore foriano. Un epitaffio:” Buttate un bicchiere di vino verso il cielo quella piccola aria di vento farà arrivare quell’odore nel luogo della mia pace. Seppellitemi in questo luogo di pace nella solitudine della natura che offre quel filo sottile di sole, di vento e quando ci sarà, quel fiocco di neve”. Assieme al tema della morte che ricorre in quasi tutto il ciclo pittorico di Peperone, emerge con forza la preferenza per la dimensione poetica e magica della realtà. Anche quando negli olii e negli acquerelli appare più evidente la polemica contro la dissoluzione dell’identità storica di Forio, la denuncia è sempre sarcastica ed ironica. In questo senso, l’invocazione del vino, quel ” buttate un bicchiere di vino verso il cielo”, non rimanda soltanto a una condizione esistenziale, ma è appunto metafora dell’identità smarrita di Forio e dell’isola d’Ischia, un territorio che prima dell’avvento del turismo di massa viveva delle sue vendemmie e del piccolo commercio con la terraferma. Peperone è vissuto a cavallo di questa transizione da un’economia agricola alla modernità del turismo, subendone i cambiamenti che poi sono quelli del passaggio da una vita frugale e comunitaria, agli agi e alle distorsioni del consumismo. 

Soprattutto, l’affermazione di un individualismo spinto a scapito della solidarietà e la vicinanza alle persone del villaggio, valori che invece l’artista ostento’ calorosamente per tutta la vita, quasi come un controcanto al maninstream dominante con la sua promessa di ricchezza e riscatto sociale.  L’altro aspetto dell’arte di Peperone è proprio la totale compenetrazione tra la sua creatività e il borgo natio, Forio. Il ” luogo della sua pace”, che per tutta la vita ha offerto all’artista ciò di cui aveva bisogno: la solitudine della natura, il sole, il vento e la frequentazione proficua con quegli artisti di Forio che hanno segnato quasi un ventennio della vita sociale e culturale di Forio. Frequentazione che ruotava attorno ai luoghi simbolo: il Bar Internazionale di Maria Senese, l’antica libreria Mattera e la galleria studio abitazione di Peperone in via Filippo Di Lustro, proprio all’ingresso del paese. Oggi quei luoghi non esistono più, ma l’arte di Peperone è più viva che mai. Il suo modo di fare arte è davvero unico così come unica è l’interpretazione che diede della sua Forio. Spesso utilizzava l’arte per esaltare la bellezza, ma anche denunciare le ipocrisie. Da bambino trascorreva il suo tempo libero a lavoro, per aiutare la sua famiglia.  Mentre gli altri ragazzi della sua età si dedicavano al gioco, lui li osservava da lontano desiderando di correre contro il vento per far volare un aquilone; questo oggetto, così come biciclette e palloni compariranno improvvisi sulla tela come fossero li’ a disposizione di tutti, di chiunque abbia il desiderio di giocare. È il disincanto che traspare dalle opere di Peperone; dai collage degli esordi, che lo vedono ritagliare piccoli pezzi dalle stoffe della mamma sarta, alle tele. Si è espressa così l’artista Ylenia Pilato:” partecipare al vernissage mi ha dato modo di apprezzare da vicino delle opere molto interessanti di Peperone. In particolare, in alcune opere traspare l’amore per la sua Forio. La sua è necessità di ricordare, di conservare nella memoria, quei luoghi scomparsi. È stata una mostra omaggio ben curata da Roberto Manzi nell’ambiente elegante del laboratorio orafo KM Jewels dove ci hanno accolto i titolari Kiara e Matteo. Un memorial indimenticabile di Peperone.  Di lui ci resta l’innocenza di un animo puro ritratto sulla tela. È stato uno dei personaggi più coloriti: esattamente come i suoi quadri, pronti a narrare le peculiarità di casa nostra, condite dall’immancabile ” particolare foriano”. Ci ha lasciato opere bellissime nella loro semplicità. Si intuisce dalla sua pittura che Peperone era un uomo libero, il quale non accettava schemi precostituiti.  Era un sognatore ed ha avuto una fama internazionale”, ha concluso Ylenia.

Fotoricerca di Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

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