Statistiche
CRONACAPRIMO PIANO

Nessuna pietà, demolita la casa di De Siano in via Calosirto

Ieri mattina l’arrivo di forze dell’ordine e tecnici, operazioni iniziate non appena si è appreso dell’esito negativo del tampone bis su Filomena Buono. Respinta anche l’istanza di autodemolizione presentata dall’avvocato Maria Grazia Di Scala, che non nasconde rabbia e delusione

E adesso può calare il sipario. Nella maniera più triste che però in fondo è anche la più scontata. E a posteriori, magari, qualcuno potrà pensare che prolungare l’agonia forse ha reso tutto ancora più drammatico. Ma erano tentativi che andavano fatti perché bisognava giocarsi davvero ogni carta per salvare una prima (e unica, particolare che non andrebbe mai trascurato) casa di necessità dalla inaudita ed a volte incomprensibile furia devastatrice delle ruspe. Capaci a volte di annientare in poche ore un ambiente domestico dove sono racchiusi anni se non decenni di storia e anche due o più generazioni. Ma che l’ora del “de profundis” per l’abitazione di proprietà di Domenico De Siano (ubicata a Forio in via Calosirto 61) fosse arrivato lo si è capito dall’aria che tirava ieri mattina. Perché non erano ancora le 10 che le forze dell’ordine si sono fiondati all’esterno dell’abitazione, da Napoli sono partiti i rinforzi e tutti gli attori – protagonisti e comparse – di una demolizione che “s’aveva da fare”. Una fretta francamente incomprensibile, laddove si consideri che sulla carta bisognava attendere l’esito del tampone bis eseguito giovedì sulla moglie del De Siano, Filomena Buono, allettata con sintomi che somigliavano parecchio a quelli del covid.

Maria Grazia Di Scala

Eppure, tutti – partendo dall’autorità giudiziaria – sembravano essere certi dell’epilogo del film, quasi l’avessero già visto. E così a Forio si fiondano anche tecnici dell’Evi e dell’Enel, la stampa viene allontanata ancora una volta (non si può fare, ma evidentemente non c’è verso di farlo capire), la pressione sale. Si percepisce lontano un miglio che c’è voglia di demolire e non si vuole attendere un solo secondo. Incuranti delle parole di un ministro (per quello che valevano, fosse anche solo come linea di indirizzo), di un incontro in programma tra sindaci e governatore Vincenzo De Luca, di un appello a Draghi con 180 firme nel quale si chiede la sospensione degli abbattimenti fino al 31 dicembre 2021 o al termine della pandemia. L’esito del tampone arriva, ed è negativo. Lo ripetiamo per l’ennesima volta, bisogna interrogarsi sul fatto che qualcuno sommessamente – tifando per Domenico De Siano e la sua famiglia – si fosse augurato che fosse positivo. Insomma, se si arriva al punto di sperare che qualcuno abbia contratto una malattia che ci sta terrorizzando da oltre un anno, allora forse vuol dire che siamo arrivati veramente alla frutta.

Demolizione

Nel frattempo, però, l’avvocato Maria Grazia Di Scala aveva capito che il vento che spirava non era proprio dei migliori (per usare un eufemismo) e così aveva indirizzato un’istanza di autodemolizione con immediata cantierizzazione. Insomma, perlomeno lo sfizio di non veder una ditta incassare centomila euro per buttar giù una casa con i sacrifici di una intera esistenza. Ma niente, chi di competenza non ne vuole sapere e respinge anche questa richiesta. Il dramma sta per iniziare e si compie inesorabile, l’abbraccio tra Domenico e Filomena e le lacrime che li accomunano fanno molto più male dell’azione di vandalizzazione che viene perpetrata per iniziare a cancellare un tetto familiare pieno di ricordi che da domani non esisteranno più. Filomena ha ancora la forza di mostrare al nostro fotografo le mani, indicandole come lo strumento con le quali ci si è costruiti con sudore e fatica la propria casa. Un’immagine iconica, che fa veramente male.

E ha un diavolo per capello anche Maria Grazia Di Scala, legale del De Siano, provata umanamente oltre che professionalmente al termine di questa giornata. E spiega perché: “Sono provata per davvero, ho avuto a che fare con brave persone che non meritavano di essere trattate come hanno fatto, utilizzando nei loro confronti termini come ‘vandalizzare’ la casa o prendendo possesso di un cantiere ed iniziando a demolire davanti ai loro occhi. Si tratta di atteggiamenti e gesti che denotano insensibilità da parte degli operatori”. Poi il legale prosegue: “C’è poi anche un’altra questione: trovo grave, anzi gravissimo, che il tecnico della Procura, l’architetto Gaudioso, si sia rifiutato di parlare con la difesa che pretendeva la redazione di un verbale anche per una serie di verifiche da farsi successivamente. Lui si è opposto fermamente, a questo si aggiunga il fatto che la stampa è stata allontanata anche in malo modo (e voi ne siete testimoni) dal questore, che ha preteso che non venisse documentato nulla, chissà per quale motivo”.

Maria Grazia Di Scala, infine, chiude con un’altra riflessione: “Quello che fa ancora più male – spiega – è il modo in cui è stata rigettata senza nemmeno probabilmente essere letta (e mi assumo la completa responsabilità di quello che sto dicendo) un’istanza di autodemolizione presentata da Domenico De Siano a mezzo di un collega che si trovava a Napoli. Prima al mio assistito sono state date speranze, poi ci è stato riferito che l’istanza era irricevibile e tardiva. Ma tengo a precisare che non c’è nessuna norma del codice che fissa delle tempistiche. Insomma, davvero mi è sembrato l’ultimo pretesto di un procuratore che ha voluto agire in maniera ostinata e repentina in tempi di covid, e davvero credo si possa parlare di un qualcosa di assolutamente fuori luogo”.

Ads

Foto Franco Trani

Ads

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest
2 Commenti
Più vecchio
Più recente Più Votato
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Giovanni Rotolo

La legge si accanisce ed è insensibile solo sui deboli e questo accade solo in un paese ridicolo come l’Italia

luciamanna

Più che il diritto alla loro prima casa i De Siano avevano in questo momento pandemico il diritto alla salute.La Procura ha commesso un grande abuso:gettando in strada gli occupanti e proprietari.attentando alla loro incolumità” Pensiamo che si potrebbe intentare una causa penale per risarcimento fisico.. Psicologico. L’avv. Di Scala ha dato l’Anima al caso., L”eccellente esperta di diritto amministrativo, coadiuvata da un equip di altri penalisti potrebbe intentare una causa penale per risarcimento alla famiglia.de Siano?Potremmo aizzare il caso de Siano senza timore alcuno sfidando il mastino che incurante e in barba al sacrosanto diritto della salute sia essa fisica che psicologica ha demolito un focolaio dove arde legna ancora nel camino.

Back to top button
2
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex
()
x