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«Nessuna scissione, ecco come è nato il nuovo Rotary»

Parla il dottor Giacinto Calise, Presidente del nuovo Rotary Club Ischia Isolaverde

È nato il secondo Rotary: a cosa fatte, ci può illustrare la genesi?

«Abbiamo chiesto di creare un club satellite, una nuova modalità che il Rotary mette a disposizione per formare i nuovi club. Il club satellite non necessita di autorizzazione da parte del Governatore: è sufficiente trovare un club che faccia da “sponsor” e un numero minimo di otto soci. Noi siamo partiti nel mese di aprile, ottenendo la disponibilità dell’e-club Vesuvio, e il 3 maggio abbiamo ottenuto l’iscrizione al Rotary International appunto come club satellite “Ischia isole partenopee”: un club Rotary a tutti gli effetti, i soci sono rotariani a tutti gli effetti. L’unica differenza rispetto al club tradizionale è che non ha un’autonomia amministrativa ma si appoggia il club sponsor. Quando si raggiunge un numero minimo di venti soci, si può chiedere la trasformazione in club tradizionale. Noi nel giro di meno di due mesi abbiamo raggiunto quota trenta soci, e ai primi di luglio abbiamo inoltrato la richiesta al Governatore Costantino Astarita di trasformare il club satellite in club tradizionale. La richiesta è stata accolta, pochi giorni fa il Governatore ha inviato la documentazione a Zurigo, dove in tempo record la nostra istanza è stata accettata, iscrivendoci come “Rotary club Ischia Isolaverde”».

Come mai si è arrivati alla scissione? Inevitabile pensare che ci fossero frizioni o divergenze di vedute.

«Assolutamente no. È sbagliato continuare a parlare di scissione o di divergenze. Il Rotary ha tra i suoi obiettivi quello di accrescere il numero dei soci e quello dei club. Noi ci siamo mossi in questa ottica: abbiamo quindi cercato di creare un club un po’ più moderno, sfruttando le possibilità che ci fornisce il Rotary. Abbiamo cercato di coinvolgere, e ci siamo riusciti, giovani professionisti isolani che lavorano fuori dall’isola per tenerli legati al territorio. Dunque, credo che gli obiettivi sono stati raggiunti: oggi il Rotary conta un club in più, conta trenta soci in più, quindi credo sia stata un’azione meritevole che ci è stata riconosciuta da tutta la dirigenza del Rotary».

«Non c’è stata alcuna scissione. L’obiettivo del Rotary è accrescere il numero di soci e di club. Abbiamo creato un nuovo club, più moderno, coinvolgendo giovani professionisti. Adesso abbiamo trenta soci, la nostra è stata un’azione meritevole riconosciuta da tutta la dirigenza»

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Quindi smentisce le affermazioni di chi sostiene che non potete definirvi un club Rotary ma una sorta di sottosezione?

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«Non ho bisogno di smentire nulla. La risposta gliel’ho già fornita. È sufficiente andare sul sito del Rotary per capire che il nostro è un club vero e proprio. Chi parla in quei termini non fa altro che mettere in giro cattive informazioni».

«Va esclusa qualsiasi matrice politica nella fondazione del club. Il Rotary non pone nessun limite all’accesso dei soci, di etnia, di religione, di sesso. Il club non fa politica, ma non esclude che vi siano personaggi politici tra i propri soci»

È chiaro che in molti vedono dietro l’operazione una matrice politica, vista anche la presenza dell’eurodeputato Giosi Ferrandino….

«Non c’è nessuna matrice politica: il Rotary non pone nessun limite all’accesso dei soci, di etnia, di religione, di sesso. Il Rotary non fa politica, ma non esclude che vi siano personaggi politici tra i propri soci».

In un’isola che molto spesso non riesce a unire e fare sintesi, non teme che questa spaccatura rappresenti un brutto esempio nell’opinione pubblica, soprattutto considerando lo spessore dei personaggi che fanno parte dei due Rotary?

«Non c’è alcuna spaccatura o duplicazione. Il Rotary ha come mission quella di espandersi, e infatti nelle città ci sono più Rotary. Ad esempio, la città di Avellino conta 45mila abitanti, e vi sono tre Rotary club. L’isola d’Ischia ha 60mila abitanti, e non vedo perché non possano esserci due club. Il dato importante è che oggi sull’isola d’Ischia vi sono trenta rotariani in più. Io ragiono in termini di Rotary, altri discorsi non mi interessano né li commento».

«L’obiettivo immediato è di strutturare il club. Abbiamo formato commissioni per i vari settori le cui proposte si tradurranno in progetti e nuovi obiettivi. Il 27 agosto ci sarà un importante incontro col presidente della stampa estera in Italia»

Quali sono gli obiettivi della sua presidenza?

«Innanzitutto, l’obiettivo immediato è quello di strutturare il club: c’è bisogno di dare un’impostazione, di fare formazione. Abbiamo già costituito delle commissioni incaricate di portare delle proposte in vari settori, quali quello dei beni culturali, dell’ambiente, della sanità, della scuola. Queste proposte si tradurranno poi in azioni, in progetti che cercheremo di portare avanti in questo anno. Successivamente, ci porremo ulteriori obiettivi. Iniziamo già il 27 agosto con un importante incontro, quando avremo come ospite il giornalista del De TelegraaphMaarten van Aalderen, presidente della stampa estera in Italia».

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