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Nicola Manna: «Basta ai vecchi “volponi”, è necessario cambiare rotta»

FORIO – Francesco Del Deo ha dichiarato che alla fine, quando si presenteranno le liste, «sarà un’unica grande famiglia». Una famiglia della quale, evidentemente, lei non farà parte.

«Certamente. Noi ci proponiamo in antitesi all’operato di questa amministrazione. Leggevo con interesse le parole del sindaco Del Deo sul vostro quotidiano, perché in effetti lui dice la verità. È sempre stata una grande maggioranza, perché questa classe dirigente degli ultimi trent’anni si è avvicendata in alcuni ruoli, però poi alla fine ha gestito omogeneamente il Comune di Forio. Pertanto ognuno di loro, attraverso la propria visione, ha retto le sorti di questo territorio».

Lei si propone in una veste nuova con il progetto “Primavera foriana”. Già negli scorsi giorni, attraverso i suoi canali social, ha pubblicato quello che è il suo manifesto programmatico: vorrebbe riassumercelo in pochi punti?

«Sì, anche se devo sottolineare che la mia candidatura nasce da tanto tempo, da almeno tre anni. E questo perché abbiamo inteso costruire un programma serio per Forio da proporre ai cittadini. La nostra logica non è quella di chiedere un consenso solo ed esclusivamente sulla persona, aspetto che comunque riveste la sua importanza. Quello che oggi conta a Forio è allestire un programma concreto, fattibile e soprattutto che non comporti un costo esoso per i cittadini. Lei, nella sua domanda, faceva riferimento ai punti-cardine del mio programma politico-amministrativo. Insieme alla lista “Aria Nuova” abbiamo inteso mettere al centro dell’azione politica principale quelli che sono i temi cari ai cittadini foriani. Innanzitutto, il rilancio dell’immagine di Forio. Il nome del nostro Comune, negli ultimi anni, è mortificato dal punto di vista turistico. Inoltre, è nostra intenzione rilanciare la cultura, che a nostro avviso è un tema cruciale. Noi vogliamo valorizzare quelli che sono i patrimoni fondamentali del paese, come la Colombaia: che pena vedere la villa che fu di Luchino Visconti ridotta in quello stato. Vogliamo riprendere un po’ queste cose lasciate indietro dall’amministrazione».

Vorremmo che lei facesse un ulteriore passaggio sulla Colombaia: qualche settimana fa, com’è oramai noto a tutti, è arrivata la notizia dell’estinzione dell’omonima Fondazione. La villa di Luchino Visconti è abbandonata a sé stessa e non viene valorizzata opportunamente. Eppure nel giardino riposa uno dei più grandi e influenti registi del Novecento.

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«Mi permetta di dire che questo è solo uno degli ultimi elementi che rappresentano il più evidente e vivido esempio del fallimento politico dell’amministrazione Del Deo e di quelle che l’hanno preceduta. Far fallire la Colombaia, a mio modesto avviso, è un qualcosa di irresponsabile. Però non voglio lasciare indietro i problemi di Panza, di Monterone e di tutte quelle aree che sono degradate. Oggi facciamo tutti quanti facciamo riferimento alla raccolta dei rifiuti, che è un problema importantissimo. Tuttavia dobbiamo anche evidenziare che le promesse fatte dal sindaco Del Deo per Panza sono rimaste tali: nella frazione mancano l’Ufficio di Stato Civile, i lavori della palestra che i bambini attendono per giocare, gli spogliatoi. Se ciò non bastasse, aree come Monterone e San Francesco sono lasciate al proprio destino. Pertanto noi vogliamo dare delle risposte ai cittadini e ridare la voce autentica a chi oggi, a Forio, non ce l’ha».

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In campagna elettorale si è soliti fare tante promesse che poi, nella maggior parte dei casi, non vengono mantenute. Qualora i cittadini di Forio dovessero decidere di conferirle l’incarico di primo cittadino – o comunque un ruolo all’interno del civico consesso – quali sono le prime problematiche sulle quali porrebbe la sua attenzione?

«Io mi batterò sempre per il mio territorio, e questo a prescindere dall’incarico che i cittadini di Forio mi vorranno dare. Anzitutto, tengo a precisare che con la mia elezione a sindaco si chiuderebbe quella pagina di una vecchia politica di quarant’anni. Del Deo è solo l’espressione di una politica di quarant’anni e oltre: nemmeno Amintore Fanfani, che è stato un grande statista della nostra Repubblica, è andato oltre. Pertanto credo che sia giunto il momento di archiviare questa stagione politica e dare la possibilità, a chi veramente vuole fare il bene del paese, di impegnarsi».

Francesco Castaldi

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