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Niente “assis e pisc”, l’ombra del boicottaggio

Di Isabella Puca

Forio – «Uno schiaffo alla tradizione. Ho 46 anni e da quando sono nata, alla vigilia di Natale, a piazza San Gaetano, si è sempre fatta l’ “assisé e pisce”.  I nostri pescatori mettevano in bella mostra il loro pescato, per la gioia di grandi e piccini. Un tripudio di colori, suoni e di odore tipico del mare. Ebbene, stamattina (la mattina del 24/12 ndr) niente di tutto ciò. Nessuno sapeva nulla, neanche il parroco che durante la processione avrebbe dovuto fare la benedizione al pescato. Qualcuno ha vociferato che c’è stata un’ ordinanza della capitaneria di porto che avrebbe vietato il tradizionale appuntamento della vigilia. Dopo una vita, proprio stamattina non ci sono le norme igieniche? O qualche commerciante che si sente estromesso dagli eventi, ha denunciato? Complimenti, stiamo facendo morire tutte le nostre tradizioni. Così, dopo la processione, Forio è ripiombata nella desolazione». Scrive così Anna sul suo profilo Facebook e, come lei, tantissimi foriani e non rimasti delusi dall’aver visto venir meno una tradizione secolare che, era stata annunciata anche dal cartellone degli eventi natalizi del comune di Forio diramati a inizio dicembre. All’ alba del 24 dicembre in tantissimi si sono riuniti in Piazza San Gaetano per assistere al tradizionale mercato del pesce che sarebbe dovuto essere  benedetto dal parroco della zona, ma, una volta lì, di banchi di pesce non c’era neppure l’ombra. «Sembra che le tradizioni non valgano più, – commenta qualche altro – vengo qui ogni anno da quando ero bambino e, stamattina, l’amara sorpresa». Dunque è stata la polemica ad aprire la Vigilia di Natale di quest’anno, un vero peccato per chi alle tradizioni, alle poche autentiche rimaste, ci crede davvero. Ciò che mancava, a quanto pare, erano le autorizzazioni della Capitaneria di Porto a esporre e vendere il pesce in piazza, deputando quelle azioni in tutt’altro luogo, il mercato appunto, luogo lontano da festa e tradizione. Una brutta sorpresa, allora, per chi, svegliatosi all’alba, convinto di poter acquistare un capitone per la cena della vigilia, si è potuto consolare con un piatto di pasta e fagioli e basta, perché di tradizionale c’era solo quello. «Come Comune – ci ha spiegato il vice sindaco Matarese – non sapevamo niente, tant’è che abbiamo inserito l’evento anche nel cartellone. Due o tre dei rivenditori ci hanno detto che mancavano le autorizzazioni ma si pensa che ci sia stata una volontà di boicottaggio, volevano risparmiare dato che avevano avuto l’autorizzazione a tenere aperto il mercato fino a tardi.  Se l’avessimo saputo prima, avremmo chiamato i pescatori da altri comuni che sarebbero venuti subito. Siamo rimasti delusi, è stata interrotta una tradizione lunghissima. Avrebbero potuto avvisarci prima per risolvere il problema ma non l’hanno fatto e quindi crediamo ci sia stata un po’ di malafede e siamo molto amareggiati». Dunque, una vigilia di Natale dove, a farla da padrona a Forio, è stata, purtroppo, la polemica ed è un vero peccato perché il comune di Forio è quello dove, più che negli altri comuni, la tradizione è viva e vera. «Siamo un paese privo di identità – scrive su facebook Francesco Calise – e, ahimè, non è colpa di nessuno, solo di noi foriani».

 

 

 

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