CRONACA

Niente collaudo per il Polifunzionale, il Comune “bussa” alla Regione

L’ente di via Iasolino ritiene irricevibile ed inammissibile il provvedimento della commissione per l’opera di via Morgioni e si appella perché venga formato un nuovo organismo

Una storia che parte da lontano, tanto lontano da perdersi addirittura nella notte dei tempi. Parliamo addirittura del 1986, roba quasi da far mettere le mani nei capelli al pensiero di quanto possa essersi protratta. Ma la vicenda in questione trova adesso un significativo punto di svolta nella delibera votata dalla giunta municipale di Ischia, guidata dal sindaco Enzo Ferrandino ed avente ad oggetto “Costruzione del Centro Polifunzionale per servizi terziari, Centro Studi Alberghiero, Centro Congressi, Centro Attività Pubbliche e Sportive. Progetto FIO 1986 n. 101. Irricevibilità ed inammissibilità dei certificati di collaudo tecnico-amministrativo lavori principali e lotto di completamento”. Ma che cosa recita l’atto dell’esecutivo? Nello stesso viene precisato “di prendere atto che la commissione di collaudo ha emesso i certificati di collaudo per i lavori principali e per le opere di completamento del centro polfunzionale… dichiarando la non collaudabilità tecnico-amministrativa delle opere in oggetto”. La conseguenza diretta è che l’ente di via Iasolino attraverso la delibera in oggetto decide “di non approvare e di dichiarare pertanto irricevibili e comunque inammissibili i certificati di collaudo del centro polifunzionale progetto FIO 1986 n. 101, sia quello relativo ai lavori di completamento eseguita dall’impresa MAFRA srl, entrambi trasmessi con nota protocollo del 20 aprile 2018, per le motivazioni riportate in premessa”.

Insomma, dal palazzo municipale non ci stanno al responso della commissione guidata dall’ingegnere Michele Califano che già in un passato più e meno recente ha fatto discutere non poco. Non è possibile, secondo il Comune d’Ischia e i suoi amministratori, che le opere in questione non siano collaudabili e per questo motivo si stabilisce “di chiedere alla Regione Campania l’affidamento di un nuovo incarico di collaudo tenico-amministrativo, avvalendosi della facoltà prevista dall’art. 209 comma 1 del DPR 554/99 e successive modificazioni”, ma anche di dare mandato al responsabile del servizio Lavori Pubblici per l’adozione di tutti gli atti consequenziali al presente deliberato, inclusa l’eventuale rideterminazione e/o riduzione degli importi richiesti dall’organo di collaudo per l’attività svolta, se e in quanto dovuti all’esito del procedimento. Per la costruzione del Polifunzionale, negli anni ottanta, fu stanziata una somma superiore ai venticinque miliardi di vecchie lire mentre fu un decreto del presidente della giunta regionale della Campania dell’8 marzo 1990 a nominare la commissione per il collaudo tecnico amministrativo in corso d’opera, costituita in origine dagli ingegneri Rocco Romano (presidente), Michele Balsamo, Michele Califano, Vincenzo Saviano, dal dott. Augusto Polito e dalla dott.ssa Carmela Sasso. Califano sarebbe poi divenuto presidente mentre la Sasso avrebbe rassegnato le dimissioni senza essere sostituita.

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