LE OPINIONI

Niente di nuovo sotto il sole d’Ischia

Nota a margine del convegno “Invitalia per Ischia, politiche e strumenti per lo sviluppo”

Si è svolto nei giorni scorsi il convegno dal titolo “Invitalia per Ischia. Politiche e strumenti per lo sviluppo del settore”, organizzato sull’isola dal comune di Forio. Nel corso dell’incontro, il professor Ernesto Somma, Responsabile Incentivi e Innovazione di Invitalia, ha illustrato le possibilità offerte dai Contratti di sviluppo anche per lo sviluppo del settore turistico e ha ricordato come “con questo strumento, l’opportunità di creare reti d’impresa sia non solo percorribile ma di grande aiuto per lo sviluppo. La Campania – ha aggiunto Somma – ha fatto largo uso e spesso con successo dei Contratti di Sviluppo” ed ha ricordato il modello virtuoso delle reti di imprese sostenute da Invitalia, come quella della Costa d’Amalfi che ha riunito 36 imprese operanti nel turismo. 

Concludendo la mattinata di condivisione di idee e strategie tra gli attori socio-economici dell’isola ed Invitalia, l’Amministratore delegato Domenico Arcuri ha ricordato che “l’Italia ha la più alta concentrazione dei siti Unesco al mondo. Eppure non è stata capace di valorizzare nostra bellezza: l’Italia è prima per bellezza ma sesta per produzione di Pil derivante da turismo. Ischia è un’eccellenza campana e del Sud e con gli strumenti che Invitalia gestisce può innalzare la sua offerta e le sue possibilità. Come? Innanzitutto incoraggiando le imprese ad aggregarsi per nono disperdere energie, ma per aggregarsi e per raggiungere qualità e dimensioni migliori. Invitalia – ha spiegato Arcuri – gestisce tutti incentivi per investire in modo virtuoso anche nel settore turistico ed è convinta che utilizzarli per aggregare, come accaduto per i 36 imprese in Costa d’Amalfi, sia un modo organico, illuminato, competitivo, innovativo e proficuo per farlo”

Nel corso del dibattito non ci sono state proposte per l’“agibilità di nuovi investimenti” e soprattutto non è stato fatto alcun cenno al dramma di Casamicciola, completamente, di Lacco Ameno, parzialmente e di Forio, marginalmente, colpiti dal terremoto del 21 agosto 2017. Insomma la derelitta Casamicciola è stata trattata come poco meno o poco più di 50 anni fa una “famiglia povera” nascondeva in casa il figlio handicappato, storpio, con la sindrome di Down, per vergogna o “scorno”. Casamicciola – fra l’altro – non era rappresentata nemmeno dal sindaco o suo assessore perché un Comune terremotato avrebbe dovuto avere un assessore delegato alla Ricostruzione ed allo Sviluppo Economico in quanto non solo vive solo di turismo ma è la più antica stazione termale dell’ isola d’ Ischia fin dal 1604 in drammatica o tragica crisi industriale da decenni e per la quale il terremoto è stato il colpo di grazia al suo già decadente sistema economico con le macerie del Pio Monte della Misericordia.

Un convegno con l’ ambizione di proporre un “contratto di sviluppo” doveva partire prima di tutto dalla registrazione di questa grave ferita che rischia di diventare mortale che ha Casamicciola soprattutto perché la natura stessa dello “strumento finanziario”è contenuta in cinque punti fondamentali indicati dalla brochure divulgativa tutti tesi all’ “integrazione”, alla “innovazione”, all’“acquisizione di unità produttive in un’area di crisi”. Naturalmente una relazione di base non poteva non rimarcare che l’isola d’ Ischia, nella sua interezza non ha da 70 anni un piano regolare generale ossia uno strumento di Programmazione “attiva” ma è regolata solo da un piano paesistico strumento di tutela passiva del territorio che approvato dal Ministero dei Beni Culturali nel 1995 vieta qualsiasi modifica. Mentre sono in gestazione dalla Regione Campania il nuovo Piano Paesaggistico Regionale, la nuova legge di governo del territorio, il programma di edilizia pubblica, il preliminare del Piano Urbanistico Comunale della Città di Napoli ed il Piano Strategico della Città Metropolitana di Napoli. I sei Comuni dell’ isola d’ Ischia non hanno nemmeno approvato singolarmente i preliminari ai PUC e naturalmente non c’è nemmeno un Documento di Programmazione unitario fra i sei Comuni capace di attuare qualche intervento.

Se si dà uno sguardo fugace alla storia della Politica Economica e Finanziaria a sostegno o di aiuto al Mezzogiorno negli ultimi 70 anni si vedrà che non solo c’è stato per il Sud da parte dei vari Governi un enorme flusso di danaro in dollari o in lire ma che le Politiche di sostegno sono state sostanzialmente sempre le stesse con cambiamenti semantici o di denominazione e con la medesima caratteristica dei fondi a pioggia o degli interventi inutili e clientelari o addirittura truffaldini. Basta leggere i libri del prof. Amedeo Lepore (La Cassa per il Mezzogiorno e la Banca Mondiale, un modello per lo sviluppo economico-Rubbettino -2013) o quello dello stesso Lepore con l’eurodeputato Gianni Pittella (Scusate il ritardo-una proposta per il Mezzogiorno d’ Europa – Donzelli Editore 2015) o quello di Carlo Borgomeo (L’equivoco del Sud-sviluppo e coesione sociale- Editori Laterza 2013). Di questi testi ne abbiamo fatto anche noi convegni e workshop dal 2012 fino al 2019 non nessun risultato. Così come nel 1997 cioè 23 anni fa “alluvionammo” la stampa locale e regionale con l’indimenticabile Presidente della Provincia di Napoli, prof. Amato Lamberti del quale mi onoro esser stato suo capo ufficio stampa per sette anni con la “Programmazione Negoziata” ed i suoi strumenti (gli stessi di oggi) per avviare i Patti Territoriali in collaborazione con l’Ufficio Studi e Programmazione del Banco di Napoli guidato dal caro amico dottor Francesco Saverio Coppola ancora impegnato nella battaglia meridionalistica con l’Alleanza degli Istituti Meridionalistici “Le Pietre che parlano” alla quale aderisce IL CONTINENTE.

L’ultimo Piano – probabilmente destinato all’ ennesimo “ libro dei sogni”- è quello “per il Sud” presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte e dal Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano, a Gioia Tauro proprio lo stesso giorno in cui si teneva il convegno di Forio d’ Ischia.

Così si può dire con esperienza vissuta che niente è nuovo sotto il sole di Ischia dal punto di vista della Pianificazione Territoriale e della Programmazione Economica; che le parole sottili ed intelligenti pronunciate a Forio d’ Ischia di Domenico Arcuri , Amministrazione Delegato di Invitalia, il cui intervento “diretto” nell’acquisto di strutture alberghiere e nell’ area in crisi di Casamicciola è stato da chi scrive chiesto decine di volte ed INVITALIA lo ha fatto di recente a Palermo, Siracusa e Taormina con tre hotel di lusso con un investimento diretto di 14,5 milioni di euro naturalmente con un partner da essa stessa trovato ,rappresentano l’ ultima speranza per superare la crisi ed avviare la ripresa economica, la Ricostruzione o meglio la Riqualificazione Urbana con la Riconversione industriale se necessaria con il Turismo Nautico, Naturalistico, Culturale con l’ integrazione territoriale dell’ intera isola di Ischia vista come un Unico Sistema Locale di Sviluppo chiarendo che “Invitalia eroga incentivi non agevolazioni” e che “la variabile critica nel mondo di oggi non è il danaro che serve a realizzare sviluppo ma il tempo che passa da quando un imprenditore ha pensato ad un investimento e quando lo realizza”.

Se quella di Forio nel magnifico scenario del Sorriso Resort sia stata una passerella per i politici di turno o l’ ennesima richiesta di sussidi allo Stato da parte di imprenditori al grido di “chi tiene più polvere quello spari” o quello “si salvi chi può”, sarà il tempo a giudicarlo ed il tempo – breve o lungo – è sempre Galantuomo.

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