Niente fasciatoi a bordo, l’appello dell’AICOM
L’associazione dei commercianti denuncia la carenza a bordo di traghetti e aliscafi, definita “inaccettabile”. Chiesto un intervento immediato alle compagnie di navigazione e alle autorità competenti.

Un appello formale, ma dai toni fermi, rivolto alle compagnie di navigazione del Golfo di Napoli. L’AICOM AICAST – associazione che raggruppa diversi commercianti isolani – ha deciso di portare allo scoperto un problema che da anni accompagna i viaggiatori con bambini piccoli: l’assenza totale di fasciatoi e spazi dedicati nei bagni di traghetti, aliscafi e nelle strutture pubbliche collegate ai porti dell’area partenopea. A firmare la nota è il presidente Marco Laraspata insieme al Direttivo dell’associazione, che parla apertamente di “mancanza di civiltà e rispetto” verso residenti e turisti. Una denuncia che intercetta il malcontento di moltissime famiglie, costrette, durante la traversata, a improvvisare cambi di pannolino in condizioni spesso precarie: sedili, scale, corridoi delle navi trasformati in spazi d’emergenza, con evidenti rischi igienico-sanitari.


Ischia è una destinazione che ogni anno accoglie centinaia di migliaia di visitatori, molti dei quali viaggiano con figli molto piccoli. Tuttavia, come sottolinea l’associazione, le principali compagnie che collegano l’isola alla terraferma non offrono ancora servizi minimi per l’infanzia, in contrasto con gli standard presenti in molte località turistiche europee. «È inaccettabile che nel 2025 un territorio a così forte vocazione turistica non garantisca un servizio basilare come un fasciatoio», afferma la nota. Un paradosso che stride con l’immagine internazionale dell’isola e, secondo AICOM AICAST, rischia di danneggiare ulteriormente la competitività di un comparto – quello turistico – che vive anche di percezioni e qualità dell’accoglienza. Nel documento inviato alle compagnie, l’associazione ricorda come in Italia non esista ancora una legge nazionale pienamente operativa che imponga la presenza di fasciatoi nei bagni pubblici. Da anni in Parlamento è in discussione il DDL S.275, che punta a rendere obbligatori fasciatoi accessibili a entrambi i sessi in locali e spazi pubblici. Nonostante questo vuoto normativo specifico, esistono comunque riferimenti legislativi che richiamano a standard di igiene, sicurezza e accessibilità: dal DM 5 luglio 1975 al DPR 503/1996 fino al Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (D.lgs 81/08). Norme che, secondo AICOM AICAST, dovrebbero già orientare le compagnie verso un adeguamento dei propri servizi, soprattutto considerato il numero di minori che usufruiscono quotidianamente delle tratte marittime.
La posizione dell’associazione è netta: occorre intervenire subito. Non solo a bordo dei mezzi, ma anche nei terminal, nelle biglietterie, nelle sale d’attesa e negli spazi pubblici dei porti, dove spesso mancano camere dedicate alle famiglie. L’appello è rivolto tanto alle compagnie quanto alle autorità marittime e comunali: collaborare per garantire un servizio che non è più considerabile un optional. «Non si tratta solo di un gesto di civiltà – scrive l’associazione – ma di un dovere morale e sociale verso le migliaia di famiglie residenti e turistiche».





Andassero a vedere alla stazione centrale di Napoli dove solo per entrare nel bagno bisogna pagare un euro.