CRONACAPRIMO PIANO

«Niente revoca della liquidazione? Si proceda ad estinguere l’EVI»

E questa la drastica conclusione cui arriva il liquidatore dell’ente che si occupa di acquedotto e fognature nella parte finale della lettera indirizzata ai sindaci e in gran parte anticipata dal nostro giornale nell’edizione di ieri

Non è certo passato inosservato l’affondo lanciato ai sindaci dal liquidatore dell’Evi Pierluca Ghirelli e di cui vi abbiamo ampiamente rendicontato nell’edizione di ieri del nostro giornale. Riportandovi ampi stralci della lettera indirizzata ai primi cittadini dell’isola d’Ischia nella quale si denunciano i pericoli derivanti dalla mancata revoca della liquidazione dell’ente che gestisce acquedotto e fognature sulla nostra isola.

Con un passaggio, su tutti, nel quale si rimarca che “ad oggi il percorso di revoca è fermo, né è stata fatta chiarezza in relazione all’assunzione di decisioni improrogabili già segnalate con missiva” e che da questo atteggiamento “ne derivano conseguenze negative in ordine alla gestione del servizio, alla pianificazione degli interventi ed all’impossibilità futura di conservare la qualifica di soggetto gestore”. Insomma, un silenzio continuo e prolungato – e certamente non casuale – che potrebbe portare anche un servizio di vitale e strategica importanza nelle mani di qualche azienda della terraferma, che ovviamente non vedrebbe l’ora di fiondarsi sull’affare come un avvoltoio.

Il legale rappresentante del Cisi ricorda anche i mutui contratti per il ripiano della massa debitoria (che hanno manlevato i Comuni isolani dal restituire sette milioni di euro) e ribadisce che «in attesa di immediate e chiare indicazioni, non potranno essere assunte tutte le iniziative necessarie per assicurare la continuità del servizio»

Invero l’atteggiamento da parte dei Comuni isolani e dei loro legali rappresentanti potrebbe avere ulteriori conseguenze, che vengono sintetizzate da Ghirelli nella parte finale della sua missiva, di cui vi rendicontiamo a seguire. C’è in particolare un capitolo riservato ai debiti pregressi del Cisi-Evi su cui il liquidatore è perentorio nel sintetizzare: “Il perdurare dell’attuale fase di incertezza mette in serio pericolo la prosecuzione del percorso di risanamento finanziario, oltre a rimettere in campo la responsabilità degli enti per la massa debitoria ripianata con Cassa Depositi e Prestiti, oggi a carico del Cisi, che vi fa fronte con le rimesse annuali dell’EVI”.

Ma di cosa si parla quando si citano i debiti pregressi? Nella sua nota ai sindaci Ghirelli ricorda come dal 2012 sia stata avviata una complessa attività volta al ripiano di tutte le posizioni debitorie pregresse del CISI, oggetto peraltro di denuncia alla Corte dei Conti. Come i più attenti lettori ricorderanno, la posizione debitoria totale del CISI – ammontante a circa 7 milioni di euro – è stata oggetto di ripiano con un mutuo a 30 anni stipulato con la predetta Cassa Depositi e Prestiti, operazione questa che ha sollevato i Comuni isolani dalla necessità di dover ripianare in proprio ed in quota parte il pesante passivo. Nello stesso tempo è stata anche concertata con Acqua Campania spa una strategia per ripianare il passivo accumulato tra Evi e Regione Campania ed ammontante a circa tre milioni di euro: una somma da restituire scaglionata su base pluriennale con il pagamento, tuttora in corso, sempre avvenuto con regolarità. Ecco perché interrompere questo meccanismo virtuoso potrebbe avere effetti devastanti.

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E poi c’è ancora un altro punto, questo per la verità conosciuto da tempo alla pubblica opinione giacché se ne discute da un pezzo. Pierluca Ghirelli scrive infatti: “Si sottolinei infatti, come l’attuale livello tariffario sia ancora insufficiente ad assicurare un’efficiente gestione industriale del servizio idrico integrato, anche in relazione ad una ancora più celere svalutazione dei crediti più datati. Le tariffe idriche vigenti a Ischia sono ancora oggi notevolmente inferiori sia a quelle delle altre isole del Tirreno, che a quelle più vicine dell’arcipelago partenopeo (Procida e Capri). L’insufficienza del livello tariffario è solo parzialmente mitigata dall’eccellente percentuale di incasso sulle fatture emesse pari ad oltre il 90 per cento che, ad oggi, ha assicurato un adeguato cash flow”. Insomma, in teoria il paziente godrebbe pure di ottima salute se non fosse per un atteggiamento all’apparenza incomprensibile dei sindaci di casa nostra. Che certo, però, non potrà durare ancora a lungo tra fughe o assenze improvvide dalle assemblee di volta in volta convocate, così come accaduto in questo 2020. La conclusione del dott. Ghirelli, a riguardo, è chiara, esplicita e sintetica e rende l’idea di come prima o poi, come recita l’adagio, bisognerà “portarla finita”. Il liquidatore Evi infatti conclude così: “Ove nuove valutazioni avessero mutato l’originario orientamento dei soci, volto alla revoca della liquidazione, si palesi tale intenzione, così da consentire una gestione coerente con lo stato di liquidazione, finalizzato all’estinzione della società, perseguendo al contempo di concerto con L’EIC l’identificazione di un soggetto gestore del servizio idrico integrato in linea con il vigente quadro normativo, regionale e comunitario. In assenza di immediate e chiare indicazioni, non potranno non essere assunte tutte le iniziative necessarie per la salvaguardia dell’equilibrio economico di EVI e per assicurare la continuità di un servizio pubblico essenziale”.

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