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Niente trasferte a Napoli, i processi penali restano a Ischia

Ieri l’incontro col presidente del Tribunale: la dottoressa Garzo si è impegnata a far rinviare i processi del giovedì dai Gop, in attesa dell’esito del nuovo interpello e dell’eventuale designazione d’ufficio di altro giudice togato

I processi penali non dovranno “migrare” a Napoli. Sembra scongiurato, almeno per ora, il pericolo di un trasferimento di massa dei procedimenti in corso: la riunione degli avvocati con il presidente del Tribunale di Napoli, dottoressa Elisabetta Garzo, in programma ieri mattina, ha avuto un esito che i presenti hanno definito come molto positivo. La dottoressa Garzo ha ricevuto l’avvocato Gianpaolo Buono, presidente dell’Assoforense isolana, insieme al presidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli Antonio Tafuri, il presidente della Camera penale avvocato Campora e il delegato locale avvocato Cristiano Rossetti. A seguito delle rimostranze dell’avvocatura locale, il Presidente si è impegnato a far rinviare i processi del giovedì dai Gop, cioè dai giudici onorari, in attesa dell’esito dell’interpello attivato dalla stessa dottoressa Garzo e dell’eventuale designazione d’ufficio di un altro giudice togato. In sintesi, come detto, i processi non verranno trasferiti a Napoli.

Scongiurato il pericolo di un trasferimento di massa dei procedimenti in corso, secondo quanto inizialmente disposto dal provvedimento del giudice coordinatore: vista la temporanea assenza del giudice penale per congedo parentale, i Gop avrebbero dovuto rinviare dinanzi al magistrato togato individuato preventivamente con il sistema automatico di assegnazione presso la sede centrale di Napoli

Un sospiro di sollievo per avvocati e cittadini impegnati in estenuanti processi che, secondo quanto inizialmente disposto dal giudice coordinatore della Sezione distaccata di Ischia dottor Manera, vista la temporanea assenza del magistrato assegnato al settore penale della Sezione per congedo parentale di quarantacinque giorni, i Gop avrebbero dovuto rinviare dinanzi al magistrato togato individuato preventivamente con il sistema automatico di assegnazione presso la sede centrale di Napoli.

Una eventualità che aveva scatenato la reazione dell’avvocatura locale, con l’immediata indizione dell’assemblea straordinaria da parte dell’Assoforense, che come alcuni lettori ricorderanno si è riunita venerdì scorso, elaborando una serie di argomentazioni a supporto della richiesta di revoca del provvedimento. Quest’ultimo, come si evince dalla nota che è stata poi inviata alla stessa Presidenza del Tribunale, è stato ritenuto illegittimo in quanto si pone in violazione del principio del giudice naturale precostituito per legge come previsto dall’articolo 25 della Costituzione, delle disposizioni sulle attribuzioni delle Sezioni distaccate e della Tabella di organizzazione del Tribunale di Napoli: il provvedimento del Magistrato Coordinatore dettava una disposizione ritenuta con le previsioni tabellari, richiamando erroneamente il criterio stabilito dalla tabella citata per la Sezione distaccata di Ischia in riferimento alle ipotesi di “astensione, ricusazione o impedimento” del giudice assegnato, laddove si prevede che i processi sottratti alla competenza del GOP siano trattati presso la sede centrale. Tuttavia il caso in questione, invece, non rientra in nessuna di tali ipotesi, visto che il giudice dottoressa Ragosta, regolarmente assegnata presso la Sezione distaccata di Ischia, risulta in congedo parentale per quarantacinque giorni, ipotesi che andava più correttamente ricondotta a quella dell’assenza per congedo parentale a cui fa espresso riferimento l’art. 12 della tabella, che prevede che nell’ipotesi di supplenza del giudice professionale, per quanto attiene ai processi eccedenti i limiti di competenza del Gop, questi, “se l’impedimento o l’assenza del giudice professionale sono temporanei e ne sia previsto il rientro entro un periodo di tempo determinato (assenza per congedi ordinari, malattie di breve durata, ecc.)”, si limiterà, per i processi che non può trattare, a rinviarli alle udienze in cui è prevista la presenza del titolare del ruolo. Diventa dunque evidente che l’assenza del giudice attualmente assegnato alla Sezione distaccata non è qualificabile come impedimento, ma quale assenza per congedo, cioé per un periodo determinato (a cui non fa riferimento la disposizione tabellare per la Sezione distaccata di Ischia richiamata nel provvedimento), e che il provvedimento adottato dal giudice coordinatore non può trovare nessuna giustificazione.

Stamane l’incontro dei sindaci e delle rappresentanze locali e nazionali dell’avvocatura con il sindaco di Napoli e della Città Metropolitana, professor Manfredi, avente ad oggetto il tema della proroga o della stabilizzazione del Tribunale ischitano

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Tali argomentazioni sembrano aver convinto la Presidenza. Si spera che tale convincimento sia definitivo, anche perché adesso le maggiori preoccupazioni dell’avvocatura riguardano il mancato inserimento dell’emendamento di proroga della Sezione distaccata dal decreto arrivato in Parlamento. Una iattura che fa diventare concreta l’ipotesi di chiusura del presidio giudiziaria di via Michele Mazzella il prossimo 31 dicembre. In seguito alla riunione tra sindaci isolani e avvocatura locale di sabato scorso, il primo passo è la fissazione per stamane di un incontro dei primi cittadini e delle rappresentanze locali e nazionali dell’avvocatura con il sindaco di Napoli e della Città Metropolitana, professor Manfredi, avente ad oggetto proprio il tema della proroga o della stabilizzazione del Tribunale ischitano, uno psicodramma collettivo che dura da dieci anni e che si è ora trasformato in una corsa contro il tempo che durerà per i prossimi dieci mesi. Sperando che non siano gli ultimi per l’antica sede di via Michele Mazzella.

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