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NikKollective volume 2, negli store musicali il secondo album di Niccolò Ielasi

Dopo una grave perdita d’udito all’orecchio destro il talento ischitano, da Los Angeles, torna a far parlare di sé con la sua musica

S’intitola “NikKollective. Volume 2” il secondo album di Niccolò Ielasi, musicista ischitano trapiantato a Los Angeles. Negli store musicali da domenica scorsa, il volume 1 uscì a ottobre 2018,è in copertina, in versione cartoon, con Tito Pascoal, suo amico batterista scomparso per un linfoma nel gennaio 2019. E’ a lui che è dedicato questo lavoro a cui hanno preso parte diversi artisti del panorama jazz americano come Fabrizio Cavallaro, Jordan Childs,Taylor Gordon a DaveWeckl. Un album speciale per un duplice motivo, l’altro è che tutti i brani Niccolò li ha scritti prima che perdesse l’udito da un orecchio. Ipoacusia improvvisa neurosensoriale, un danneggiamento improvviso delle cellule interne della coclea, una componente dell’orecchio interno.

E’ questa a diagnosi data a Nikko dai medici la scorsa estate, attimi che gli hanno cambiato profondamente la vita, senza però fargli perdere l’amore e il talento per la musica. Un giorno Niccolò si è svegliato senza poter sentire più dall’orecchio destro e in un attimo il suo sogno fatto di musica sembrava essere svanito, finito per sempre.Il sogno di Niccolò è iniziato quando appena dopo il diploma è atterrato a Boston, lì dove ha iniziato il suo percorso di studi al Berklee college of music di Boston. Poi, la doppia laurea in pianoforte e arrangiamento/produzione e il trasferimento a Los Angeles dove sta cercando di costruire una carriera nel centro dell’industria musicale. Il suo primo approccio con la musica a sette anni nella scuola di musica Yamaha a Ischia, a 13 anni le lezioni private sia di Jazz, sua prima vera passione, che di classica e tecnica pianistica. Tanta passione e tanto esercizio, sono state queste le chiavi del suo successo alimentate da un forte talento e dall’appoggio della sua famiglia che acquistò un pianoforte di grandissimo valore. Trampolino di lancio l’Umbria Jazz Festival, che gli permise di approdare a Boston nel 2008 per un programma estivo di 5 settimane e di scoprire la realtà del Berklee. Da fortunate coincidenze il suo sogno è diventato, a poco a poco, realtà. Tanti i riscontri positivi ottenuti da quando ha iniziato il suo viaggio musicale, ma Niccolò ha sempre tenuto i piedi ben saldi sulla terra.

Nel 2018 l’uscita del suo primo album: 10 tracce di musica strumentale contemporanea, non solo jazz, ma anche altri generi come il pop, rock, punk e anche un po’ di musica gospel. Un progettoarrangiato con una band al completo con il musicista ischitano alle tastiere, due chitarristi, basso, percussioni, fiati, viole e violoncello. L’estate scorsa, all’improvviso, il buio. La scienza non ha ancora trovato modo di risolvere questa perdita improvvisa di udito. Con l’orecchio destro, Niccolò, sente solo le frequenze molto alte, non avverte invece quelle medio-basse, fondamentali per l’udito, ancor di più per chi fa musica. Alcune frequenze e alcune note risuonano distorte e – 24 ore su 24 – ha un fruscio costante. All’inizio la terapia in camera iperbarica a Pozzuoli, poi un tappo nell’orecchio destro, per attenuare l’acufene, e le dita che scorrono come sempre sul pianoforte.Ed ecco che da domenica scorsa su tutti i canali musicali è uscito il secondo album di Niccolò Ielasi. Undici tracce, il racconto jazz di un musicista scomparso troppo presto e di un talento ischitano che ha trovato la forza e il coraggio di andare oltre l’ostacolo.

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