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No al rientro a scuola, si allarga il fronte della protesta a Ischia

Il gruppo “Tuteliamo i nostri figli, scuole chiuse” continua a fare proseliti e a portare avanti la sua battaglia: la paura del covid resta tanta e l’imposizione della didattica in presenza non viene digerita

Una voce della protesta che anche sulla nostra isola è partita lunedì mattina, con una simbolica e significativa manifestazione di protesta andata in scena all’esterno del plesso Balsofiore a Forio, e che pian piano sta raccogliendo un numero sempre maggiore di adepti. Il gruppo “Tuteliamo i nostri figli scuole chiuse a Ischia”, che fa parte di una catena ben più ampia di gruppi locali (l’admin di quello di casa nostra è Emanuele Vuoso), continua nella sua battaglia contro la riapertura degli istituti scolastici e ha diffuso un comunicato congiunto nel quale si legge che tutti i gruppi “ sono in perfetta cooperazione e perseguono un percorso comune nel tentativo di ottenere ciò che la maggior parte dei genitori pensa ma non ha attuato con la riapertura dei cancelli. La paura per il covid è tanta e l’imposizione delle istituzioni a tornare fra i banchi ha costretto tante famiglie a fare delle scelte forzate, per non porre i propri figli in posizione di svantaggio sociale e didattico, data la privazione della dad.

“La gente continua a chiamarci, a chiederci di fare qualcosa per proseguire la dad per tutti ma questa assurda diatriba istituzionale e questo continuo scaricabarile di responsabilità, ha messo i più nel timore di metterci la faccia, consapevoli dei rischi a scapito della propria salute e dei propri figli”, ha sottolineato l’admin locale Emanuele Vuoso. Per questo, nei comuni ove i contagi hanno segnato già un sensibile numero di casi positivi in aumento le delegazioni locali dei gruppi Facebook cercheranno di aprire tavoli di discussione pacifica e sensibilizzante con i sindaci. Fra i comuni virtuosi aderenti, segnalano Massa Lubrense, è recente la notizia della chiusura delle scuole fino al 16 da parte del sindaco Lorenzo Balduccelli. “Il Gesto di responsabilità del nostro sindaco, dovrebbe essere di esempio a tutti i sindaci della Campania, un atteggiamento attendista è d’obbligo in una fase di transizione post feste natalizie”- dichiara Sabrina Ranucci admin di Tuteliamo i nostri figli scuole chiuse a Massa Lubrense. “Il gruppo TUTELIAMO I NOSTRI FIGLI SCUOLE CHIUSE IN CAMPANIA, in questi giorni è diventato il brand della richiesta dei SIDAD, affiliando circa 40 gruppi locali, oltre ai quasi 30000 iscritti del gruppo Campania” ha spiegato Emiddio De Falco admin di Tuteliamo i nostri figli scuole chiuse a Ottaviano, attivo nel supporto.

Agnese Vitola, admin di Castellamare di stabbia, ha aggiunto: “L’intuizione di Lia, la fondatrice del gruppo Campania, di creare osservatori locali è stata fondamentale per cercare non solo di rendere capillare la conoscenza degli spaccati reali dei territori, ma è un circuito in entrata ed in uscita di confronto e di arricchimento per tutti noi, conservando ognuno la propria autonomia d’azione sulle peculiarità del proprio comune. Il massimo comune denominatore resta la mancanza di sicurezza nell’esporre i nostri figli alla presenza scolastica, la situazione ci preoccupa ancora molto, perché non ne siamo davvero fuori”. La lotta continua anche a Ischia, anche se per adesso di chiusure sull’isola verde proprio non se ne parla. Ma il popolo degli scontenti non rinuncia a continuare a lottare.

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Un commento

  1. Ma basta… Lasciate i bambini fuori da questa storia. Sono gli unici a pagare il prezzo più caro! Loro hanno il diritto di vivere la propria infanzia e la scuola è parte di essa.
    Che le vostre paure non obbligano i vostri figli a vivere come mummie…

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