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No alla plastica, ad Ischia la prima tappa di Mediterraneo da Remare

FORIO. È partita dall’isola di Ischia l’ottava edizione di “Mediterraneo da remare”, campagna nazionale di sensibilizzazione alla tutela del mare. Domenica mattina, infatti, presso l’albergo “La Scogliera” di Forio, la Fondazione Univerde e l’associazione MareVivo, promotrici dell’iniziativa, hanno aperto ufficialmente le danze della suddetta campagna che per l’intera estate 2018 farà tappa non solo lungo le coste italiane, ma anche in Algeria, Monaco e Francia per dire “no” alla plastica. Il tema dell’edizione di quest’anno, infatti, è il contrasto alla dispersione delle macro e micro plastiche nel mare, argomento questo sempre più presente anche nell’agenda degli interventi della politica nazionale ed internazionale. Non a caso, lo scorso anno, in Italia, è stato approvato un emendamento che prevede lo stop, a partire dal 1 Gennaio 2019, all’utilizzo di cotton fioc non biodegradabili e alle microplastiche nei cosmesi. Secondo una stima di Greenpeace, infatti, nei mari di tutto il mondo si trovano dai 5mila ai 50 miliardi di frammenti di plastica che spesso finiscono così per uccidere o ferire animali marini. Ed ha l’obiettivo di fronteggiare il costante aumento di rifiuti di plastica negli oceani e nei mari anche la direttiva varata dall’Unione Europea lo scorso 28 Maggio con la quale sono stati messi al bando una decina di prodotti in plastica monouso che oggi inquinano sempre più le nostre spiagge e il nostro mare. Proprio sulla scia di queste normative nazionali e non, dunque, è stata organizzata anche la campagna 2018 di Mediterraneo da Remare.

«L’obiettivo di questa campagna – ha spiegato Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro dell’ambiente e oggi presidente di Univerde – è sensibilizzare la comunità a fare sempre meno uso della plastica che purtroppo ha un impatto devastante sull’ambiente». Un obiettivo questo di primaria importanza anche e soprattutto  per l’area marina protetta del Regno di Nettuno di Ischia, Procida e Vivara, che rappresenta una fonte di ricchezza ambientale inestimabile del territorio campano e che,  tuttavia, non  è esente purtroppo dall’annosa dispersione delle macro e microplastiche. Proprio nel Regno di Nettuno, infatti, quest’anno, il ministero dell’ambiente avrebbe avviato una campagna di monitoraggio sui rifiuti e sulle plastiche. «Ad oggi – ha spiegato Antonio Miccio, direttore dell’area marina protetta del Regno di Nettuno –  fortunatamente sembra che la presenza di plastica sia ancora al disotto della soglia limite, ma è importante continuare a monitorare la situazione».

«In passato – ha dichiarato, invece, l’ex sindaco di Ischia ed oggi europarlamentare del Pd, Giosi Ferrandino – c’è stata una forte resistenza alla creazione dell’area marina protetta del Regno di Nettuno. Noi sindaci però all’epoca credemmo fortemente in questo progetto. Oggi purtroppo ci sono molti regolamenti da modificare, ma non dobbiamo dimenticare quello che è l’obiettivo principale: la tutela del mare. Sono pronto a far arrivare anche in commissione europea eventuali istanze che riguardano la tutela  del Regno di Nettuno».  Proprio dal Regno di Nettuno e dal mare che circonda la nostra isola, dunque possono, e anzi devono partire importanti azioni di tutela ambientale.

A suggellare questo obiettivo, non a caso, anche la remata simbolica, tenutasi a margine dell’incontro, con canoisti e canottieri della Federazione Italiana Canoa e Kayak al fine di incentivare, anche nel mare ischitano, l’utilizzo di canoe e barche a vela. «Nel mare – ha sottolineato l’ammiraglio Giovanni Pettorino, ischitano doc e Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto –  navigano ogni giorni milioni di merci pericolose. Un qualsiasi incidente avrebbe conseguenze su almeno due generazioni.  Per smaltire la plastica, invece, ci vorranno molte più generazioni. Il nostro mare è qualcosa di estremamente fragile». «Questa è una cosa che dobbiamo ricordarci tutti. Fare del mare al mare- ha concluso l’ammiraglio- significa fare del mare a noi stessi.»

 

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