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«Noi in piazza sotto la pioggia e Lello Topo in albergo a Sant’Angelo»

di MARIA GRAZIA DI SCALA

Noi in piazza e sotto la pioggia e Lello Topo a in Hotel a Sant’Angelo. A parlare di obesità o a prendere voti? E’ questa la considerazione con cui il PD regionale e la sinistra di De Luca affronta i problemi della nostra sanità. Ritengo che la Regione Campania debba svolgere delle puntuali osservazioni al Piano Ospedaliero con particolare riferimento alle isole di Ischia e Procida. Oltre ad essere cittadini di serie B in quanto a finanziamenti e altre attenzioni, lo siamo anche perché siamo dell’ASL sbagliata. E’ assurdo che la Regione valuti l’isola di Capri zona particolarmente disagiata e non Ischia e Procida. Dobbiamo pensare di essere capitati nell’ASL sbagliata. Forse, se oggi eravamo dell’ASL Napoli 1 saremmo già zona disagiata e potremmo contare su fondi aggiuntivi e molti vantaggi normativi che consentirebbero di incentivare la presenza sulle isole del personale. Questa mattina, per alcuni tratti sotto la pioggia, abbiamo sfilato per rivendicare la soluzioni di numerosi problemi. Tra tutti, infatti, emerge l’emergenza UTIC. Nel Piano Ospedaliero Regionale, per il Rizzoli è scomparsa l’unità Coronarica (i quattro 4 posti letto di cardiologia più i quattro posti letto di UTIC sono stati trasformati in 8 posti letto di sola cardiologia) ma, la cosa che urge rivendicare è il riconoscimento del nostro Ospedale quale spoke delle reti IMA e Ictus cosa che, invece, è prevista per gli ospedali di Giugliano e Frattamaggiore che hanno caratteristiche simili al nostro, ma non il braccio di mare che separa gli infartuati ischitani e procidani dalle strutture specializzate della terraferma, e questo fa una bella differenza! Credo che l’UTIC di Lacco Ameno andava potenziata, prevedendo, almeno, la possibilità di istituire una UOS di Elettrostimolazione ed Elettrofisiologia (cioè il pacemaker) come per gli ospedali di Frattamaggiore e di Pozzuoli, senza in tal modo costringere gli isolani ad andare altrove per una metodica oggi semplice qual è il pacemaker definitivo. Non solo: in tal modo, per i controlli periodici ed il cambio della batteria, i portatori di pacemaker ischitani e procidani (spesso pazienti molto anziani e con problemi di motilità) potrebbero farlo in loco. L’altra urgenza è quella dell’Oncologia di Ischia. Il reparto ischitano, già nella precedente versione dell’atto aziendale della nostra ASL risultava essere una unità semplice alla “UOC di Oncologia PO di Pozzuoli e PO di Ischia”. Non riesco a capirne la funzionalità: chi dirige la UOC? Un Direttore che sta a Pozzuoli? E i quattro posti letto previsti dal Piano Ospedaliero sarebbero quindi diretti da un direttore di stanza a Pozzuoli, mentre i problemi igienico-sanitari etc. sarebbero lasciati al Direttore sanitario del Rizzoli? Credo sia giusta la nostra rivendicazione: si trasformi l’Oncologia ischitana in una UOSD che preveda come territorio le isole di Ischia e Procida. 90 abitanti, in mezzo al mare, che meritano una deroga! Auspico che il direttore generale prenda atto di queste circostanze, essendo l’atto aziendale ancora in fase di osservazione e non ancora esecutivo, modificando l’atto nelle parti che riguardano le isole. Il mio plauso va ai tanti operatori che vanno oltre le loro competenze e sono costretti a turni massacranti, e con loro anche il personale infermieristico e parainfermieristico. Siamo isole, ed abbiamo migliaia di presenze turistiche spalmate nel corso dell’intero anno: è inaccettabile che se ti rompi una gamba devi aspettare il gessista che “forse viene domani”, o che per un semplice pacemaker vada sostituito in terraferma. Il mare di mezzo fa una grossa differenza, e non possiamo essere trattati come Giugliano o Frattamaggiore.

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