CRONACAPRIMO PIANO

«Noi vittime della movida, così il sonno è diventato un miraggio»

Nel centro di Ischia, e in particolare nell’area di Piazzetta dei Pini e dintorni, la vita è diventata impossibile: lo sfogo di una residente che davvero è giunta all’esasperazione. E spiega perché

Raccontano di essere arrivati all’esasperazione. Anzi, di averla superata da un pezzo e di non sapere più a quale santo votarsi. E adesso che – con l’arrivo dell’estate, il fenomeno non è più limitato ai fine settimana ma di fatto diventa un qualcosa di quotidiano, schiumano davvero rabbia da tutte le parti e chiedono l’intervento di tutte le parti in causa: istituzioni (Comune d’Ischia in primis) e forze dell’ordine, Parliamo di parte dei residenti di Corso Vittoria Colonna e in particolare di coloro che risiedono non lontano dall’area di Piazzetta dei Pini, che tra bar, locali di intrattenimento in genere e ben due discoteche diventa una zona particolarmente battuta dagli amanti del divertimento e della vita notturna possibilmente sfrenata. Tutto molto bello per chi intende spassarsela, molto meno per chi invece utilizza la notte per dormire e sostiene – con un tono di voce a metà tra la rabbia e la rassegnazione – che quello che prima ancora che un diritto sarebbe una necessità fisiologica, gli viene negata da tempo immemore.

La telefonata al cronista del nostro giornale, la chiacchierata ed il racconto sono chiari e non ammettono discussioni di sorta. “In piazzetta – ci racconta una signora esasperata – si suona tranquillamente all’esterno fino all’una di notte, poi ci si sposta all’interno ma nella sostanza cambia poco. Perché le porte restano aperte, l’insonorizzazione è pari allo zero e di fatto l’inferno continua a tempo indeterminato. Il risultato? Semplice, non riusciamo a chiudere occhio, questa situazione è diventata ormai insostenibile. Ci rivolgiamo spesso alle forze dell’ordine, ma ci rendiamo conto che da parte di certi esercenti il rispetto delle regole è davvero poco più di un optional”. A rendere la vita impossibile, secondo la testimonianza che ci è stata resa, contribuiscono anche le discoteche che vanno avanti fino alle prime luci dell’alba sforando spesso anche abbondantemente l’orario nel quale bisognerebbe spegnere la musica e ordinare il cosiddetto “rompete le righe”. Ma c’è dell’altro, che davvero suona all’insegna del motto che recita che oltre al danno che anche la beffa. La nostra lettrice ci spiega infatti che molto spesso succede che le prove di musicisti chiamati a esibirsi nella fascia oraria serale e notturna si svolgano paradossalmente nel primo pomeriggio: “Insomma – ci spiega la signora – siamo arrivati davvero al paradosso: non solo non possiamo dormire la notte, ma ci è vietata anche una pennichella pomeridiana nella cosiddetta controra. Davvero, così non si può andare avanti: chi può ci aiuti, perché la misura è colma”.

Nel mirino finisce anche la potenza delle emissioni sonore, con troppi decibel, e si contestano anche i passati controlli dell’Arpac che a dire della denunciante sarebbero stati troppo “morbidi” e lontani da quella che è l’abitudinaria realtà. “Non è giusto, ci negano il diritto al riposo, ora è davvero troppo”, l’ultima amara considerazione che sa più di sfogo. Si chiude così, almeno per adesso, l’ennesimo capitolo della eterna contesta tra i fautori del divertimento senza limiti e chi invece non intende trascorrere la propria estate (se non addirittura la propria esistenza) senza chiudere occhio. Se esiste la possibilità di trovare un giusto compromesso, che lo si faccia adesso. Nell’interesse di tutti, questo almeno è il nostro auspicio.

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Un commento

  1. Io farei una cosa: mi informerei dove abitano i gestori/proprietari dei locali e la mattina, dalle otto in poi, mi metterei sotto casa loro con la musica a tutto volume. Tanto per rendere “pan per focaccia”. A quel punto vorrei proprio vedere cosa dicono loro se non possono riposare!!!!

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