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CULTURA & SOCIETA'

Nomi, cognomi e soprannomi nell’antica tradizione ischitana

Soprannomi dialettali appellativi per identificare le omonimìe

Tutti abbiamo un nome e un cognome per distinguere una persona da tutte le altre: nome del santo/a e cognome con un significato, spesso anche dal latino e greco. Il soprannome è un nome particolare che viene ricavato da qualche caratteristica della persona e viene imposto, attribuito spesso contro la sua volontà. Non si sa quasi mai chi inventa un soprannome. Ma una volta messo in circolazione, viene da tutti usato come nome di riconoscimento a volte più preciso del nome stesso. Il nome lo danno i genitori, il soprannome lo dà la comunità di persone tra cui si vive. Un altro modo per nominarsi è lo pseudonimo (greco ‘pseudos’=falso e ‘ònoma’=nome), ma in questo caso il nome non è imposto da altri, perché è la stessa persona che se lo sceglie per varie ragioni, come Trilussa (C.A. Salustri) o Collodi (C. Lorenzini). Molto spesso succede che due o più persone hanno lo stesso nome e cognome: si dice che sono ‘omònimi’ (dal greco ‘omòs’=uguale e ‘ònoma’=nome) e pertanto il popolo da secoli solitamente aggiunge ai nomi anagrafici appellativi, con una fantasia davvero eccezionale, al fine di identificare attraverso le caratteristiche fisiche, morali, comportamenti, modi di essere, appartenenze, attività, origine. Clamoroso a Chioggia (Venezia) ove, per distinguere le migliaia di omonimìe, un decreto ha imposto dal 6.02.2009 i soprannomi. Cominciamo con i COGNOMI dal già realizzato Progetto scolastico con i miei cari e bravi Allievi di Materie Letterarie dell’anno scolastico 1995/96 agli atti della Scuola prot. 856 del 13.04.1996:

Maltese (da Malta); Matarese (Matera); Amalfitano (Amalfi); Sorrentino (Sorrento); Pisano (Pisa); Romano (da Roma); D’Ambra (torrente Ambra in provincia di Siena); Di Scala (villaggio strategico di Scala a 400 m slm sulla Costiera amalfitana); Napolitano (Napoli); Vuoso (da ‘vueso’spagnolo=vostro onore, vostra altezza); Trofa (greco ‘trofè’=cibo, prole, allevamento, oppure latino ‘trofea’(neutro pl.=trofei, segno, vittoria); Cautiero (latino ‘cauterium’=bracierie, cauterio); Siciliano (Sicilia); Sica (lat.’sica’=pugnale); Satta (dal verbo lat. ‘sero, sevi, satum, ere’=seminare, generare, oppure dal greco ‘satto’=equipaggiare, armare, stipare); Piro (lat. ‘pirum’=pero), Taliercio (lat. ‘talis’+ ‘hercisco’=dividere eredità ?); Di Iorio (da Giorgio, togliendo per assimilazione le due g); Schiano (spianata); Iacono (dal lat. ‘iaceo, iacui, ere’(giacere, essere in piedi) o dal greco ‘iako’=gridare; Màttera (dal gr. ‘matto’=impastare); Galano (dal gr. ‘galene’ o galena’=mare tranquillo, bonaccia, calma); Baldino/i – Baldovino (lat.’baldus’, spagn.’baldo’, tedesco ‘bald’=ardito, quindi una qualità); Di Costanzo (da S. Costanzo monastero); Mazzella (lat. ‘Maxilla’=mascella); Trani (dal lat. ‘trano,as, avi, atum,are=traversare a nuoto); Lombardi (da Longobardi-S.Angelo dei Lomardi-Av); Pìpolo (dal latino ‘pìpulum’=vagito, gemito); Balestriere/i/o (tiratore con la balestra); Di Meglio (dal lat. comp. ‘melior, mdelius=migliore, cioè qualtà morale); Di Maio (dal lat. ‘maius’=maggio); Buono (lat.’bonus’ con qualità morale); Ferrandino (‘piccolo’ Ferdinando II d’Aragona, incoronato nel 1495, fu soprannominato così per scherno dai napoletani, in quanto scappò nel Castello d’Ischia all’arrivo degli Angoini di Carlo VIII); mestieri: Fabbri, Taglialatela, Sarti, Siniscalchi, ecc.

Per i SOPRANNOMI: ‘e petessa’(spagnolo ‘petiso/a=piccoletto); ‘u sanguettar’; ‘terramot’; ‘lav’e fuoco’; o’ malomm’; ‘u’ re’; ‘e ngrill’; ‘petruzzella’(perché piccola); ‘a panella’; ‘a mbicciosa’; ‘acitillo’; ‘o scarpariello’; ‘sciakèr’; ‘e Caini’; ‘u luttore’; ‘chiappariello’; ‘cap’ e iatta’; ‘sciscione’; ‘e milord’; ‘calabrisielli’; ‘e muoro’; ‘saràca’; ‘u daziario’; ‘pelle e guanto’; ‘e cannone’; ‘e mraz’; ‘e baffetto’; ‘miscillo’; ‘zuppariello’; ‘e zellusi’; ‘mangialascerta’; ‘puparuolo’; ‘zi chikr’; ‘roccocò’; ‘scereppa’; ‘u signurino’; ‘accetta’; ‘zicchitiello’; ‘pennancul’; ‘u’ loffr’; ‘pantalone’; ‘ciabattone’; ‘gnucculona’; ‘cigliese’; ‘australiano’; ‘a milionaria’; ‘miezeiuorno’; ‘zizzillo’; ‘u palummo’; ‘e sesand’; ‘cuppetiello’; ‘berrecchione’; ‘madagascia’; ‘e focone’; ‘saittella’; ‘u capural’; ‘e pistuoli’; ‘pappone’; ‘pisciatur’; ‘hitler’; ‘a quacchiona’; ‘campione’; ‘bontiempo’; ‘ Ndecone’; ‘e peruti’; ‘mammana’; ‘a trubea’; ‘peppinotto’; ‘ze fiele’; ‘berrecchione’; ‘u capraro’; ‘zi checchio’; ‘e cardinali’; ‘e puttana’; ‘u sparatore’; ‘u ficciaiulo’; ‘cianfone’; ‘e turchi’; ‘minuccia’; ‘e fasìllico’; ‘male nzurato’; ‘surdillo’; ‘zeppino’; ‘sciuondr’; ‘schinìz’; e altri in seguito. (continua)

*Pasquale Baldino – Responsabile diocesano Cenacoli Mariani; docente Liceo; poeta; emerito Anc-Ass Naz Carabinieri (e-mail: prof.pasqualebaldino@libero.it)

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