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Nomina della Commissione, il “nuovo” Pio Monte passa dal Consiglio comunale

La prossima seduta del civico consesso eleggerà la Commissione paesaggistica, chiamata a dare il proprio parere al progetto di rinascita dell’area, valutato in oltre 40 milioni di euro, dopo l’ok della Soprintendenza

Dopo il via libera della Soprintendenza, adesso tocca al Comune. Parliamo del progetto di rinascita dell’area su cui sorge il Pio Monte della Misericordia a Casamicciola, che qualche mese fa ha ricevuto il parere favorevole da parte dell’ente di Piazza Plebiscito dal punto di vista archeologico e paesaggistico. Il prossimo passo adesso andrà compiuto dalla Commissione paesaggistica del Capricho, che dovrà esprimersi sul progetto.

Naturalmente i lettori più attenti ricorderanno che tale commissione non è ancora stata nominata: negli ultimi due consigli comunali pre-estivi, l’individuazione dei componenti è stata rinviata. Di conseguenza, già questa settimana verrà convocata una nuova seduta del civico consesso, e tra i punti in discussione ci sarà proprio l’elezione della Commissione. Si profila dunque un altro passo verso la realizzazione del progetto, firmato da Massimo Pica Ciamarra e valutato in oltre 40 milioni di euro, che tramite l’affidamento a una cordata tedesca potrebbe essere in grado di cancellare le ormai cinquantennali rovine e trasformare quella struttura in un resort extralusso.

Com’è noto, le tempistiche erano state già fissate nel corso di un incontro tra i vertici del Pio Monte e dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovan Battista Castagna, svoltosi a marzo, lontano dai riflettori e cioè all’interno di una saletta dell’Hotel Cristallo. Quando la commissione darà parere favorevole, il Comune potrà concedere il permesso a costruire. L’opera prevede interventi rientranti nelle tipologie del “restauro e risanamento conservativo”. Pertanto alcune opere saranno demolite; le finestre saranno ripristinate. Particolare attenzione dovrà essere data alla tecnologia di ricostruzione delle pareti ed alle capriate in legno e ferro. Il progetto è impostato nell’ottica del “restauro” con demolizione degli elementi realizzati abusivamente e introduzione di tecnologie idonee in grado di adeguare la struttura alle esigenze impiantistiche, di sicurezza, all’eliminazione delle barriere architettoniche per destinarla a “Albergo e Complesso termale”, funzione analoga a quella originaria.

Il progetto – così come pensato dallo studio dell’architetto Pica Ciamarra – reinterpreta l’immagine originaria del complesso utilizzando le tracce ancora presenti e tutto il materiale iconografico di archivio: grafici originari relativi alle strutture metalliche ed in legno, fotografie storiche dei diversi ambienti (oratorio, dormitori, refettori, sale per i bagni) per riproporre, in tutti gli spazi esterni ed in buona parte di quelli interni un’immagine sostanzialmente coerente con i caratteri originari del complesso per i materiali di finitura. Del resto, a luglio la stessa Soprintendenza fissò una serie di “paletti” a vari livelli entro cui dovranno essere condotti i lavori, dai materiali da usare, alle procedure di pitturazione, passando per gli eventuali rinvenimenti di decorazioni, come graffiti o affreschi, che dovranno essere oggetto di restauro da parte di personale specializzato.

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