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«Non abbiamo abbandonato Alessandro, abbiamo cercato di aiutarlo»

DI GAETANO FERRANDINO

ISCHIA – Il diritto di replica è una cosa sacrosanta e non si nega a nessuno e questo giornale può fregiarsi di aver sempre rispettato questo principio (sul serio, e non a chiacchiere). Detto questo, ci sono modi e modi per chiedere l’esercizio del predetto diritto: farlo con garbo ed educazione è un conto, atteggiarsi a “teppistelli” è ben altra cosa. Nei giorni scorsi la nostra Lujan Albano, denotando un fiuto giornalistico ed un intuito non da tutti, ha raccontato con un’intervista inedita, esclusiva e davvero “spiazzante”, la storia del ventiquattrenne Alessandro Conte, giovane ischitano che vive senza fissa dimora. Il ragazzo che è maggiorenne, vaccinato e soprattutto assolutamente capace di intendere e di volere, ha espresso una serie di concetti più o meno condivisibili, ma in assoluta libertà. Ecco perché ci sono girati letteralmente i coglioni quando nella serata di martedì abbiamo visto il modo in cui tale Ugo Lavenia (che ci raccontano essere un cartomante, e non aggiungiamo altro…) si è rivolto alla nostra collaboratrice su Facebook. Toni offensivi e anche vagamente minatori, ci piace riportare l’intervento integralmente prima di commentarlo: “No, dico, Lujan Albano, ma prima di scrivere l’articolo sul quotidiano di Ischia, non ti sembrava il caso di interpellare almeno me che sono suo fratello? Non ti sembrava il caso di specificare che comunque qui ad Imola ci sono state persone della sua famiglia che hanno provato a dare una mano a mio fratello senza far passare il messaggio (indiretto) che la sua famiglia se ne è infischiata? Ma che giornalista professionale sei tu? E te lo chiedo dal momento che ti ho spiegato e sai come sono andate le cose da quando mio fratello è stato ad Imola per la prima volta. Adesso te lo chiedo qui in pubblico, visto che ormai hai messo tutto ai quattro venti, di darmi la possibilità di replicare e quindi mi aspetto che tu mi ricontatti, pubblicando la risposta sullo stesso quotidiano il prima possibile. Grazie. E ti conviene anche visto il pezzo ‘mia mamma ha cambiato uomo una decina di volte’. Ti aspetto”.

Ora, un paio di passaggi ci sono obbligati, dal momento che il post in questione è scomparso dai social e dunque non possiamo rispondere direttamente. Il messaggio che Lujan Albano ha fatto passare non è affatto indiretto: c’è un intervista al fratellastro e quindi mai testimonianza fu più diretta. Quando poi il sig. Lavenia chiede alla giornalista della sua professionalità, beh ci permettiamo di rispondere noi: egregio, non conosciamo le sue doti, ma possiamo assicurarle che Lujan Albano da giornalista vale sicuramente più di lei quanto cartomante, fosse anche il numero uno della categoria, atteso che esista. Sulla necessità del fatto che “ci conviene” pubblicare la replica, beh questo sappiamo deciderlo da noi.

E questo era il primo tempo della storia, nel quale dovevamo una serie di risposte. Fortunatamente i bollenti spiriti del buon Lavenia si sono calmati e così nel pomeriggio di ieri ci è giunta una replica ed una spiegazione dai contenuti e dai toni decisamente più ortodossi che pubblichiamo per dovere di cronaca: «Mi chiamo Ugo e sono il fratello maggiore di Alessandro. Sono qui a scrivervi perché mi sento in dovere di replicare: noi abbiamo cercato di dargli una mano, ovviamente secondo le nostre disponibilità, ognuno ha la sua vita. Nei giorni in cui è stato ad Imola, ho accompagnato Alessandro in giro per aiutarlo con il lavoro e gli ho dato i soldi per il treno con tratta Imola –Bologna. Lui mi ha bloccato su Facebook e non credo che questo sia il giusto ringraziamento!». Il fratellastro aggiunge poi che  «Per sei mesi Alessandro ha vissuto nell’appartamento di mia madre. Probabilmente quei mesi gli hanno fatto comodo, perché penso che la cosiddetta ‘depressione’ sia solo una parola da poter attribuire a chiunque e dovunque per semplice giustificazione. Vorrei concludere dicendo che nostra madre non ha cambiato dieci uomini, ha solo cercato di darci una famiglia. Cosa che lei non ha mai avuto, ma credo sia falso il fatto che lei abbia cacciato via Alessandro perché non aveva un lavoro. Ringrazio mia madre per i buoni principi che ha insegnato alla nostra famiglia, facendosi da nostra unica corazza!».

Le parole di Ugo, al netto delle precisazioni fatte nella parte iniziale del pezzo, dovrebbero farci riflettere. Il fratello maggiore di Alessandro parla in nome di tutta la famiglia, che sostiene falsa la depressione del giovane ischitano, nonostante il tentato suicidio di cui ci sono delle prove, purtroppo, molto evidenti. Si spera che i disguidi famigliari possano essere risolti e che Alessandro possa trovare presto un lavoro e una casa perché, nonostante ciò, non dobbiamo dimenticare il suo urlo d’aiuto e di protesta.

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