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“Non demolite la casa di Elisabeth”

ISCHIA – La complessa attività normativa in materia edilizia e di demolizioni, contribuisce a creare numerose situazioni di sovrapposizioni e di criticità nell’applicazione delle recenti disposizioni normative. Situazioni, sulle quali, il legale isolano Bruno Molinaro, avvocato di fama ed esperto del settore, cerca di fare luce ed in qualche modo, di “mettere ordine”. In questo caso, parliamo di una vicenda che investe un piccola abitazione nel Comune di Procida. La vicenda parte da molto lontano, e per questo è opportuno andare per gradi, al fine di comprendere bene il caso in questione. Si tratta di un’abitazione, costruita in assenza dei titoli autorizzativi, per la quale sono stati emessi dei provvedimenti di demolizione. La signora Ayala, rappresentata dall’avvocato Molinaro, ha però diffidato il Comune di Procida, alla revoca del provvedimento di demolizione, ed adesso comprenderemo le ragioni: con sentenza pronunziata dalla Corte di Appello di Napoli il 7.7.2003, passata in cosa giudicata il 16.10.2003,  la sig. Ayala, è stata condannata per aver realizzato, in assenza dei prescritti titoli abilitativi (ma in stato di conclamata necessità), una piccolissima abitazione della superficie di appena 30 mq, in Procida. Con la stessa sentenza, è stata anche ordinata la demolizione delle opere. Inoltre, ritenuto di dover curare l’esecuzione del provvedimento, il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Napoli, con atto del 24.1.2006, ha ingiunto alla condannata di demolire le opere sanzionate nel termine di novanta giorni, con avvertenza che, in difetto, “si procederà di ufficio e in danno”. A distanza di oltre dieci anni, dopo alterne vicende processuali che hanno anche determinato, in alcuni casi, la sospensione della esecuzione, il Comune di Procida, con provvedimento sindacale del 24.2.2016, ha ordinato all’intimante “di sgomberare l’immobile, entro e non oltre giorni 10, onde consentire i lavori di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi”. Secondo quanto asserito dalla diffida dell’avvocato Molinaro: “il provvedimento in questione è macroscopicamente illegittimo in quanto, in disparte ogni altra questione di merito, risulta documentalmente dimostrato che, in relazione al predetto immobile, il dirigente dell’ U.T. di codesto Comune ha già emesso, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 47/85, ben tre ordinanze di demolizione, la prima in data 10.9.1996, la seconda in data 13.1.1998  e la terza in data 30.3.1998 , tutte rimaste inottemperate nel termine di novanta giorni assegnato per la spontanea esecuzione. A fronte di tale inottemperanza (pur in assenza di ogni verifica in ordine alla volontarietà della inottemperanza stessa), secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale, deve ritenersi materializzata l’acquisizione gratuita del bene, in una alla relativa area di sedime e alle c.d. “pertinenze urbanistiche”, al patrimonio comunale.

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