POLITICAPRIMO PIANO

Non è il silenzio degli innocenti

La rottura tra Pascale e Calise è la spia inequivocabile che nella maggioranza lacchese si sono rotte le “giarretelle”. Tutto tace e tutti tacciono, e spunta la lite per un mancato affidamento per il recupero crediti. E all’orizzonte c’è la grana dell’affidamento a lungo termine per la N.U.

DI GIOSUE’ ROSACROCE

No, stavolta non è il silenzio degli innocenti. Eppure se dietro a un gesto come le dimissioni dalla carica di assessore ci fosse una semplice motivazione politica, non si ravviserebbe la necessità di trincerarsi nel più assoluto silenzio. Se lo si fa, è chiaro che l’imbarazzo è palpabile e a Lacco Ameno – diciamocelo in tutta onestà – lo è di sicuro. Si dirà che nella giornata di ieri il telefonino di Giacinto Calise ha squillato a vuoto per una serie di impegni lavorativi o di chissà qualche altra natura. E che nel contempo anche le cose con il sindaco Giacomo Pascale siano andate meglio, tutt’altro. Il che sorprende ancora di più perché per vocazione il “Barone” quando si tratta di rilasciare dichiarazioni alla stampa e soprattutto abbandonarsi a selfie o slogan sui suoi canali social è uno di quelli che non si tira mai indietro. Ma ieri anche il suo cellulare ha mestamente squillato a vuoto, e davvero non è quasi mai successo prima. La crisi e lo strappo che sono accaduti all’ombra del Fungo, al netto di considerazione già espresse in maniera abbastanza chiara anche nell’edizione di ieri del nostro giornali, è figlia di un equivoco di fondo. Senza troppi giri di parole, Pascale non ha mai nutrito grossa simpatia per Calise (e qui usiamo un eufemismo, intelligenti pauca) anche se spesso quando si è trattato di ostacolarlo, il sindaco ha puntualmente mandato in avanscoperta, a turno, Dante De Luise o Giovanni “Sceriffo” De Siano. Per la serie butta la pietra e nascondi la mano. Qualche esempio? E’ presto detto, o meglio fatto. Le leggende popolari del palazzo municipale di Piazza Santa Restituta, infatti, raccontano che quando Giacinto Calise andasse in giro per gli uffici comunali fosse sempre seguito e “marcato a uomo” proprio da uno tra De Siano e De Luise.

E poi ci sono le motivazioni, in parte già esposte ieri e legate alla vicende della Lacco Ameno Servizi e di rimando anche al fratello del Calise. Ma c’è anche un’altra indiscrezione. Pare che il noto pediatra spingesse perché il Comune facesse un affidamento a una società di recupero crediti con sede a Bologna. Parte della maggioranza, però, si è messa di traverso rispetto a un’ipotesi del genere, con tutto quello che ne è conseguito. Il provvedimento sarebbe stato bloccato dal predetto duo ma sempre con la regia “occulta” del sindaco Pascale. E pare che Giacinto Calise avesse anche messo in guardia il primo cittadino dal fatto che avrebbe rassegnato le dimissioni dalla carica qualora non fosse stato accontentato in questa sua richiesta. Giacomino sarebbe quasi caduto dalle nuvole, dicendosi sorpreso che gli uffici competenti non avessero messo in moto gli strumenti per esaudire i suoi “desiderata”. Calise però avrebbe poi appreso per vie traverse che non era stata data alcuna disposizione a riguardo e questo lo avrebbe mandato in bestia facendogli gettare la spugna.

Questa la ricostruzione più attendibile di quanto successo, fermo restando che noi auspichiamo sempre che le parti in causa ci dicano la loro rispondendo alle domande dei cronisti. Troppo facile sottrarvisi o farlo soltanto quando e “con chi” fa comodo, non è così che ci si può definire amministratori degni di tal nome. Intanto però va detto che il clima all’interno dell’attuale maggioranza è davvero di quelli pessimi e c’è un dettaglio che lo racconta più di ogni altro. Sembra infatti che – almeno il diretto interessato così avrebbe confidato ad alcune persone – all’indomani del suo forte gesto, quello di rimettere la carica di assessore, Giacinto Calise non avrebbe ricevuto nemmeno uno straccio di telefonata da qualche rappresentante dell’attuale maggioranza. Nemmeno due parole di cortesia, buttate lì giusto per manifestare anche solo una parvenza di solidarietà. La dimostrazione ennesima, ove mai ce ne fosse ancora bisogno, che nell’amministrazione guidata dal “Barone” ognuno viaggia per conto proprio e pensa solo a salvare le proprie natiche. Insomma, senza farci troppi giri di parole il giocattolo sembra essere rotto e anche se all’orizzonte non si profila un “capitombolo” per il buon Pascale, è anche vero che la storia più e meno recente di Lacco Ameno insegna che spesso i “golpe” avvengono sotto traccia senza che nessuno se ne accorga.

Intanto, per la cronaca, ieri mattina intorno alle 11 si è svolta una riunione di gruppo e ovviamente, come prevedibile, Giacinto Calise non si è presentato. E a proposito di malumori e questioni che potrebbero far saltare il banco, all’orizzonte si profila la gara per la nettezza urbana, per la quale è previsto un affidamento della durata di sette anni, guarda caso sul modello di quanto fatto a Forio. Così, mentre gli immancabili maligni sono sicuri che la SuperEco porterà a casa il risultato, c’è anche chi racconta di alcuni consiglieri che “dietro le quinte” ma in maniera decisamente ficcante avrebbero chiesto un aumento del capitolato, per chissà quali oscure finalità. Insomma, all’ombra del Fungo ecco un’altra faccenda che puzza. Ma la monnezza, credeteci, non c’entra nulla. Intelligenti pauca…

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