Statistiche
ARCHIVIO 3ARCHIVIO 5

Non fu rissa, assolti cinque tassisti

ISCHIA. Fu una vicenda che all’epoca, nella primavera di quasi sette anni fa, fece molto “rumore”. E non solo metaforicamente. Una furibonda lite tra tassisti, accaduta allo stazionamento dei taxi nei pressi del punto di attracco degli aliscafi nel porto di Ischia, davanti a un attonito e variegato pubblico di residenti e di turisti in attesa dell’imbarco. In cinque gli operatori coinvolti, tutti finiti in Tribunale con l’accusa di rissa, perché, come si legge nel decreto di citazione a giudizio, “in Ischia in via Iasolino, partecipavano attivamente ad una rissa, colpendosi vicendevolmente con numerosi pugni e calci, nella quale riportavano reciproche lesioni personali come da referti in atti”. Al reato ipotizzato si aggiungeva l’aggravante, per aver agito per futili motivi. L’episodio fu subito foriero di conseguenze anche dal punto di vista professionale, in quanto ai tassisti venne sospesa per qualche mese la licenza, visto il grave danno inferto all’immagine del Comune di Ischia a stagione turistica ormai inoltrata.

La vicenda si svolse nel pomeriggio del 15 maggio, quando un tassista, A.C., che recava una visibile ferita sul naso, spiegò a un collega, G.G., di aver ricevuto una violenta testata da parte di R.V., anche quest’ultimo di professione tassista, per presunti danneggiamenti subiti al proprio mezzo. Una lite che costituisce l’antefatto dell’episodio finito nelle aule giudiziarie. Infatti nel primo pomeriggio la controversia conobbe una rapida e insolita “escalation”, in quanto G.G. venne a sua volta pesantemente minacciato da R.V. in relazione a presunte intromissioni negli affari di quest’ultimo, legate in qualche modo alla lite mattutina. Naturalmente la versione di R.V. era diametralmente opposta. Fatto sta che nel giro di poco tempo, mentre i due cominciarono a discutere animatamente, sul luogo intervennero due fratelli di G.G., i signori L.G. e G.G., il primo contattato telefonicamente dal fratello, il secondo invece in transito nella zona, ma la circostanza non impedì lo scoppio di una violenta lite tra R.V. e G.G., con calci e pugni, che finiva per coinvolgere non soltanto i due fratelli di quest’ultimo, ma anche P.M., un altro tassista trovatosi sul posto quel pomeriggio. Lo scontro venne faticosamente sedato grazie anche all’intervento di varie persone presenti, mentre i protagonisti dello scontro si recarono in ordine presso la clinica San Giovan Giuseppe di Ischia e il Pronto Soccorso dell’ospedale Rizzoli per farsi refertare. Nel frattempo qualcuno aveva allertato le forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia e vigili urbani, che tuttavia giunsero sul posto quando ormai non c’era più nessuna delle cinque persone coinvolte nel parapiglia che aveva lasciato sgomenti i presenti. I referti redatti nei presidi sanitari furono comunque acquisiti dalle forze dell’ordine allo scopo di tentare di venire a capo della vicenda, mentre intanto partirono le querele incrociate. Il Tribunale riunì i vari procedimenti e il pubblico ministero formalizzò l’accusa di rissa che, come è noto, è rivolta a tutti coloro che ne restano coinvolti, senza distinzioni. E d’altronde, in presenza di una lite che coinvolga più di due persone, diventa estremamente impegnativo riuscire a ricostruire l’esatta dinamica e le effettive responsabilità dei protagonisti. Durante il lungo dibattimento, la strategia difensiva di G.G., sostenuta dall’avvocato Michelangelo Morgera, ha cercato di far emergere che lo scontro che dette origine al parapiglia sul porto riguardava sostanzialmente i signori G.G. e R.V., una linea a supporto della quale il penalista foriano ha citato diversi precedenti giurisprudenziali che a loro volta recepivano i più qualificati pareri della dottrina italiana. Una volta esclusi dai due “fronti” contrapposti i due fratelli del primo (L.G. e G.G., stesse iniziali) e il signor P.M., il reato di rissa sarebbe stato inevitabilmente derubricato, alleggerendo in modo sostanziale la posizione complessiva degli imputati. Fra l’altro, durante il dibattimento emerse in modo piuttosto chiaro che le forze dell’ordine non poterono accertare con precisione la dinamica dei fatti, in quanto, come fu evidenziato durante la testimonianza di un vigile urbano, la voce che si fosse svolta una rissa era arrivata “de relato” alle forze dell’ordine, ma queste ultime non furono in grado di accertarlo, visto che una volta raggiunto il posto non c’era più alcuna lite in corso, e la stessa identificazione dei protagonisti e del loro ruolo nella vicenda era ben lontana dal ritenersi documentabile. E dunque l’ipotesi di “rissa” era da ritenersi impropria o comunque non provata, in quanto un testimone non può deporre sulle voci correnti tra il pubblico presente.

Durante le conclusioni, il pubblico ministero aveva comunque invocato la condanna per tutti gli imputati a nove mesi di reclusione. Da parte sua, l’avvocato Michelangelo Morgera nell’articolata arringa conclusiva aveva chiesto l’assoluzione degli imputati “perché il fatto non sussiste”, e in subordine il non doversi procedere nei confronti di G.G. in ordine al reato di lesione per remissione di querela. Infatti, gli imputati avevano deciso di ritirare le reciproche denunce, circostanza che, nel caso di una derubricazione dell’ipotesi di reato di rissa in quello meno grave di percosse e lesioni, avrebbe completamente smontato l’accusa.

Il dispositivo letto dal giudice Rocco ha poi decretato il successo della linea difensiva, stabilendo infatti di non doversi procedere nei confronti di R.V. e G.G. in ordine ai reati di percosse e lesioni, nei quali era stato derubricato il reato di rissa originariamente richiamato nel capo d’imputazione, e ha contemporaneamente assolto G.L., G.G. e P.M. dal reato loro ascritto perché il fatto non sussiste, accogliendo in pratica integralmente la prospettazione delineata dalla difesa.

Francesco Ferrandino

Ads
Ads

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex
()
x