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Non sei funzionale se non si vede che ti alleni

Chiunque pratichi uno sport è funzionale ad esso. Chi solleva grosse pietre, trasporta un frigorifero sulle spalle per 100 metri, porta in ogni mano un tronco con maniglia di 100 kg, ribalta un copertone di 200 – 300 kg per più metri e tante altre amenità tipo queste, sostiene che gli altri sport non sarebbero funzionali e solo la sua attività va presa come riferimento per un fisico funzionale, non si sa in base a quale teoria dell’allenamento. L’allenamento funzionale tende allo sviluppo di tutti quei parametri capaci di rendere pronto, da un punto di vista muscolare, coordinativo ecc tutto il sistema ad ogni tipo di lavoro proposto. L’intento è quello di creare una macchina capace di adeguarsi ad ogni situazione, dal poter sollevare un carico, allo spostarsi velocemente, al saltare più in alto possibile, ma anche a fare una spaccata frontale. Di contro, un corridore, un tennista, un giavellottista che passano la maggior parte dei loro allenamenti ripetendo sempre lo stesso gesto, con le dovute differenze in base al periodo agonistico e alle scelte dell’allenatore. Per non parlare dello stress imposto alle strutture deputate all’esecuzione e stabilizzazione del movimento (muscoli, tendini, capsule articolari, cartilagine, legamenti ecc), nel ripetere sempre gli stessi angoli di lavoro, gli stessi carichi (quasi sempre), la stessa applicazione della forza. Tutto ciò significa ripetitività, il che vuol dire essere esposti ad usura, quindi ad infortunio.  

CON I SOVRACCARICHI OBIETTIVI DIVERSI CON LO STESSO MEZZO. Mi sono imbattuto più di una volta in personaggi che mi parlavano di esercizi per dimagrire, esercizi per fare massa, Squat da Powerlifting, Squat da Body Building! Ma qualunque esercizio si faccia, a parità di velocità, intensità e volume, il sistema energetico utilizzato non è sempre lo stesso? La contrazione muscolare non è sempre quella? Le proteine contrattili non scorrono allo stesso modo? Quindi perché con un esercizio a parità di parametri dovrei dimagrire e con un altro dovrei crescere a dismisura? Poi Squat da Powerlifting e Squat da Body Building, Stacco da Body Building, Stacco da Powerlifiting! Come se la biomeccanica cambiasse le sue regole nei due diversi sport. Le due attività sicuramente attraverso lo stesso mezzo (sovraccarichi), cercano di raggiungere obiettivi diversi. I Body Builders di solito lavorano con un numero di ripetizioni medio-alto, suddividono l’allenamento in split-routine, lavorano sia con esercizi multi articolari che di isolamento, si sottopongono a lavori in cui la fatica viene cumulata, creano lesioni alla struttura muscolare stessa per ottenere una supercompensazione finalizzata all’esasperazione dei volumi muscolari.
I Powerlifters. invece, lavorano con un numero di ripetizioni basso, utilizzano prettamente esercizi multi articolari (gli esercizi di isolamento sono usati in genere per allenare i muscoli ausiliari e stabilizzatori), cercano di non cumulare la fatica, obiettivo cardine del loro lavoro è alzare carichi mostruosi. Forse da questo nasce il fraintendimento, i Powerlifters per riuscire a spostare tutto quel peso devono curare il gesto fino all’esasperazione, con un’acribia maniacale. Ai Body Builders invece, forse può essere concessa qualche imperfezione e dico forse può essere concessa, perché, per ottenere muscoli enormi il carico, anche nel loro caso deve essere mostruoso: che muscoli si possono guadagnare con un esercizio fatto alla meno peggio e con dei carichi da lanciatore di coriandoli professionista?

COS’È UN FISICO FUNZIONALE? Un amico ginnasta di quarantacinque anni, mi dice: “Chiaro che quando mi allenavo per tenere una croce agli anelli non mi interessava eseguire singole o ripetizioni sulla panca ”. Ho detto croce agli anelli, dai, non rosicare. Concorda con il fatto che pur non disdegnando il classico allenamento da palestra predilige molto il corpo libero, non parliamo di funzionalità, gli piace tenere una verticale, camminare sulle mani, reggersi (per pochi secondi) su di una mano, volteggiare agli anelli, ecc. Se dovesse stare tutto l’anno con esercizi tipo squat, stacco, panca. curl, dip, lat, ecc non si divertirebbe tanto, predilige il corpo libero perché lo soddisfa di più in termini di progressione e di risultati, per lui questo è funzionale!

STUNTMAN, ACROBATI, EQUILIBRISTI, MARATONETI, GINNASTI. Credo che la stragrande maggioranza delle  donne e molti frequentatori di palestra non si pongono simili quesiti, ma i più palestrati sì. Domande tipo:“non costruisci forza funzionale” o “non ha un transfer, pongono seri dubbi. Immaginate che avete fatto un bel massimale di panca, che so, un bel 160 Kg. Siete contenti, lo dite ai vostri amici, magari su Internet, ecco che appare uno, un fottutissimo nickname, che vi dice una cosa del tipo – Si, ma tu riesci a fare le trazioni con una mano sola? -, oppure “si ma tu riesci a correre con una pietra di 80Kg fra le braccia?” – Io? no, perché – “ Ah, ma allora non sviluppi una forza funzionale, sei squilibrato”. O ancora “ma tu riesci a correre 4 Km in 12 – 12’30”?” o “ma tu riesci a fare la spaccata?” o “lanci una pietra di 200 gr a 90 metri?”. A questo punto non posso fare a meno di aggiungere alla lista: gli Stuntman o gli acrobati del circo. Possiedono un perfetto connubio di forza relativa, coordinazione, precisione, flessibilità ed un pizzico di follia, e anche i decatleti e i ginnasti.

CI SONO ESERCIZI CHE SONO PIÙ UTILI, SONO APPUNTO FUNZIONALI. Se non altro, sulle definizioni: “Forza funzionale” dovrebbe intendersi come la capacità di sprigionare forza in funzione del soddisfacimento di una richiesta specifica, in funzione di un gesto, di un movimento, di un atto. Ogni sport ha la sua forza funzionale. Mi sembra ovvio che uno che va in canoa deve avere la capacità di sviluppare endurance, perciò saper fare le flessioni sulle dita gli interessa meno che completare 20 ripetizioni di pressa con il 90% del suo massimale. Oppure che per un ginnasta è meglio saper fare una trattenuta statica agli anelli con 50Kg appeso, piuttosto che avere 300Kg di massimale nello squat. Possiamo continuare all’infinito. Un maratoneta avrà piacere di completare il test di Conconi in un certo tempo piuttosto che saper fare una schiacciata a canestro dai 3 punti e così via. Ogni sport punta a sviluppare quella ben precisa forza funzionale, che sia forza massimale, resistente o  forza generale. Non fate i puristi della terminologia. Ci siamo capiti. Non ha assolutamente senso voler confrontare un tipo di “funzionalità” con un’altra. L’errore è qui. C’è chi asserisce, ad esempio, che ci sono esercizi che sono più utili nella vita di tutti i giorni, sono, appunto, più “funzionali”. Ma dove? Ma de chè? Ma quando? Ma dài. Nella vita di tutti i giorni il massimo dell’attività fisica che si fa è correre per 300 – 400 metri quando l’aliscafo sta per togliere gli ormeggi e lo si sta perdendo, o il bus che sta partendo! Ciò significa fare degli sprint sui 200 metri, magari con una 24 ore progressivamente riempita di pesi di ferro più pesanti per simulare la stessa situazione? O con delle scarpe di ferro? O con un giubbotto carico di pallini di piombo? Cari amanti del trasporto di pietre, di frigoriferi, ribaltamento di copertoni, rottura di borse d’acqua, di elenchi telefonici, nella vita reale di tutti i giorni, la vostra tanta amata forza funzionale vi è veramente tanto necessaria o non serve ad una emerita cippa. Consideriamo il caso della palestra. Quale è la funzione di andare in palestra? Nessuna, se non proprio l’andarci. Non dite che non è così. Non c’è gara, regolamento, competizione, non c’è nulla di paragonabile ad uno sport prestativo. Essere funzionali in palestra significa che deve sembrare che andiate in palestra: dato che una grossa componente dell’andare in palestra è estetica, se manco vi dicono “ma fai palestra?” allora siete sicuramente non funzionali. Un campione in uno sport può essere una frana assoluta negli esercizi di un altro sport. Per quello che riguarda voi palestrati, cercate di essere forti negli esercizi classici da palestra, in tutti, e sarete equilibrati, perciò funzionali a quello che fate.

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A cura di Angelo Roja

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