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CRONACA

«Non si può morire così», la voce unanime dell’isola

Il dirigente del Mattei Antonio Siciliano ha predisposto la sospensione delle attività per il giorno del funerale. Il sindaco di Ischia convoca un tavolo con le forze dell’ordine sulla sicurezza stradale

La sicurezza stradale e i controlli sulle strade devono essere la priorità sempre, non solo quando accade un incidente mortale. Da un lato i cittadini vorrebbero avere gli agenti ovunque, salvo poi protestare se ricevono delle multe per infrazioni del codice della strada. La demagogia su questi temi non ha spazio sulle colonne di questo giornale. Se da un lato tutti chiedono maggiore sicurezza, dall’altro c’è chi non esita a schierarsi contro l’utilizzo di strumenti come i t-red e gli autovelox, strumenti nati per salvare vite e troppo spesso diventati anche un modo per far rimpinguare le casse comunali. Sono deterrenti importanti: passare con il rosso ed andare a velocità eccessiva mette a rischio la vita delle altre persone. Ma gli interventi sulle strade e sulla repressione non sono sufficienti se non si punta sull’educazione stradale. Oggi è una giornata di lutto per Ischia. Ha perso la vita un ragazzo. “Eventi come quello di giovedì sera sconvolgono l’intera cittadinanza”, ha detto con voce commossa il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino. E continuando: “Questo è un giorno molto triste non solo per la nostra comunità, ma per l’intera isola. Ancora una volta le nostre strade sono diventate tristi protagoniste di questi eventi drammatici. Da sindaco e da papà sono convinto che l’unica strada da percorrere per non doverci più trovare a contare un’altra vittima è quella di una corretta condotta stradale. Tutti dobbiamo essere prudenti quando siamo per strada. Sono consapevole, però, che questo non potrebbe bastare. È necessaria anche la presenza di una vigilanza più stringente”. Ed ancora: “Ho intenzione di convocare un tavolo con le forze dell’ordine per coordinare delle attività per rendere le nostre strade più sicure. Nessuno più deve perdere sulle nostre strade”. “Voglio unirmi al cordoglio della famiglia della giovane vittima di quest’oggi, a nome dell’Amministrazione comunale e di tutta Ischia” ha poi concluso il primo cittadino.

Francesco Taliercio era un alunno del Mattei. Ieri mattina è stato un atroce risveglio per i ragazzi, gli insegnanti ed il dirigente scolastico Antonio Siciliano. “Sono sconvolto”, ammette. E ci dice subito: “Per il giorno dei funerali abbiamo disposto la sospensione delle attività didattiche. Tutti saremo presenti per l’ultimo saluto a Francesco”. Il dirigente commosso ci racconta: “Una giornata di indescrivibile dolore è stata quella di ieri per tutta la comunità del ‘Mattei’. Una docente mi ha inoltrato di buon mattino un messaggio ricevuto da qualche amico di Francesco. La lettura di quel messaggio mi ha sconvolto. Appena arrivato a scuola ho trovato i ragazzi in lacrime, c’è chi urlava chi cercava di capire e chi, chino sulla spalla del compagno, consultava i social leggendo gli ultimi post pubblicati prima della tragedia”. L’aria nei corridoi nel Mattei ieri mattina era cupa. E lo sarà ancora per giorni. Un silenzio atipico che i corridoi di una scuola non hanno mai sentito. “Siamo una famiglia e tutti siamo segnati da questo lutto”, racconta il preside. Docenti dagli occhi lucidi, alunni con il viso rigato dalle lacrime.

E poi i compagni di classe: in lacrime ed arrabbiati. Non riescono a capacitarsi di aver perso un loro compagno ed un amico. “Conoscevo personalmente Francesco – ci spiega il preside – Era uno di quei alunni che non passava inosservato. Era di un temperamento vivace e spesso polemico, ne aveva sempre una su tutti e per tutti, dal sorriso provocatorio e furbetto. Un ragazzo in gamba, con la gioia di vivere le emozioni che la vita ti dà a 17 anni”. “Aveva davanti a sé una carriera informatica brillante”, ci assicura. “La rabbia è tanta e lo sconforto inspiegabile. Sembra irreale ma purtroppo è stato strappato da un atroce destino”, aggiunge. Il dirigente non ha fatto mancare il proprio sostegno ai compagni di classe. “Ieri numerosi docenti hanno trascorso la giornata in quarta B informatica, con gli amici di Francesco. Tutti abbiamo provato a stare accanto ai ragazzi, aiutandoli a sfogarsi con il pianto a dire la loro. Anche per noi, però, è assurdo accettare la morte di un ‘nostro figlio’ di soli 17 anni. E sono stati gli amici e compagni di classe di Francesco a rincuorarci “in questo momento Francesco da lassù starà ascoltando un suo pezzo tecno e quante risate si starà facendo”. 

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