CULTURA & SOCIETA'

«Non sviliamo Ischia plastic free”, l’sos di Maria Teresa Imparato

La presidente di Legambiente Campania rilancia: «Impariamo anche a differenziare bene i rifiuti e produrne meno»

A marzo è partita la rivoluzione culturale ed ambientale con la messa a bando delle plastiche non biodegradabili. Così è nata Ischia Plastic free. I sei comuni dell’isola, attraverso l’assemblea del Consorzio Intercomunale Servizi Ischia (CISI), hanno deciso per la messa al bando dei prodotti monouso alimentari fatti in plastica. Il testo ha previsto il divieto” in tutto il territorio isolano, comprese le spiagge e tutta la fascia costiera, dell’uso, della detenzione, della commercializzazione e dell’importazione di manufatti monouso ad uso alimentare in plastica (bicchieri, piatti, posate, nonché contenitori monouso utilizzati nella ristorazione e negli esercizi ricettivi, compresi i servizi di cosiddetto “take away”, ecc)”.

Nel contempo, nel testo, è stato previsto un periodo transitorio. “È permesso, per i 90 giorni consecutivi successivi all’adozione del provvedimento, ed al fine di consentire l’esaurimento delle scorte e dei depositi di magazzino, la vendita e l’uso dei prodotti oggetto di questa ordinanza”. Il periodo transitorio è abbondantemente terminato. Ed è, ormai, anche a stagione di fatto conclusa, tempo di bilanci. Quante contravvenzioni sono state comminate? La plastica non biodegradabile è realmente sparita dall’isola di Ischia? Di multe, nemmeno l’ombra. E non perché nessuno utilizzi più la plastica sull’isola. Al momento, evidentemente, si è preferito utilizzare l’“arma” della sensibilizzazione e della tolleranza. “Fare delle ordinanze senza farle diventare pienamente operative non ha senso”, tuona il presidente regionale di Legambiente Campania Maria Teresa Imparato. E continuando: “In partenza sarebbero necessarie assemblee con i commercianti, con le scuole e con le associazioni per spiegare a tutti l’ordinanza. Alcune sono state fatte. Adesso che è appena cominciato un nuovo anno scolastico bisogna ricominciare”. “Quella di rendere Ischia plastic free è una bella ordinanza ma non dobbiamo svilirla. Con il tempo passa il clamore e se l’ordinanza non viene vissuta e diffusa, a poco serve”, incalza la presidente del sodalizio ambientalista.

E qui le proposte: “Questo è il momento di agire. Bisogna partire dalle scuole, dal mondo dell’associazionismo e dalle imprese per far capire l’importanza di questo provvedimento che anticipa la direttiva comunitaria che entrerà in vigore il prossimo anno”. Secondo Maria Teresa Imparato “Accanto all’ordinanza i sindaci dovrebbero predisporre anche degli attenti controlli”. La presidente di Legambiente Campania non si ferma all’ordinanza contro l’uso della plastica. E rilancia: “Importante anche implementare politiche di sensibilizzazione su raccolta differenziata. Differenziare bene i rifiuti, aumentare percentuale e qualità, monitorare la gestione in un’isola è un’altra azione fondamentale in difesa del mare. Ischia Plastic free rappresenta un dato importante e la strada giusta per mettere in campo politiche ambientali per la sostenibilità del nostro mare. Un impegno, quello di adottare misure per mettere a bando il mono uso, che abbiamo chiesto come associazione ai sindaci delle isole campane, subito dopo che la scorsa estate l’ordinanza Plastic free era partita delle isole Tremiti. Un gesto concreto per combattere il marine litter che oggi è un fenomeno diffuso nei nostri mari”. Emettere un provvedimento e non farlo rispettare non serve a nulla. Il divieto di plastiche sull’isola è una bella iniziativa che va in direzione di ciò che l’Europa ci imporrà di qui ai prossimi anni, ma è necessario un attento controllo, altrimenti tutto ciò non ha senso.

Nei sei Comuni dell’isola di Ischia, infatti, vige il divieto di uso e commercializzazione di saponi che non siano biodegradabili. L’ordinanza è in vigore da circa tre anni, ma in questo periodo nessuno dei vigili dei sei comandi di Polizia locale presenti sull’isola ha mai effettuato una contravvenzione né mai verificato che l’ordinanza fosse rispettata. La carenza di uomini e mezzi nei sei comandi di Polizia locale negli altrettanti Comuni dell’isola e la difficoltà nei controlli ha lasciato alle coscienze civiche ed alla sensibilità di ognuno la reale applicazione dell’ordinanza. Adesso, a stagione turistica finita, bisogna mettersi alle spalle perplessità ed alibi e rendere pienamente efficace un provvedimento che mira alla salute dell’isola e capace di attrarre nuovo turismo, quello green.

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