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“NONDASOLA – Spegnere il silenzio e Accendere il cambiamento”, la presentazione venerdì 25

di Isabella Puca

Ischia – L’isola d’Ischia si prepara al 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Come lo scorso anno, diversi saranno i momenti di riflessione che saranno offerti alla nostra comunità rispetto a un tema delicato e, purtroppo, fortemente attuale: la violenza sulle donne. E venerdì 25 novembre, a partire dalle ore 11:00 ci sarà, presso la sala consiliare del Comune di Ischia l’avvio dei lavori del centro antiviolenza “Non da sola” presentato dall’ambito territoriale N13 in rappresentanza dei comuni delle isole di Ischia e Procida. L’intento del centro è quello di spegnere il silenzio e di accendere il cambiamento e, proprio in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne saranno illustrate le attività e gli obiettivi generali del Progetto. Nel pomeriggio dello stesso giorno, dalle ore 15:00 in piazzetta San Girolamo in Ischia, è previsto l’allestimento di uno stand informativo e la realizzazione dello spettacolo di tango argentino “Malena” dell’associazione Libertango in collaborazione con gli istituti scolastici dell’isola di Ischia, le Istituzioni territoriali ed Ecclesiastiche, le Associazioni, i gruppi e tutta la cittadinanza sono invitati a partecipare, l’ équipe del centro formata da Psicologi, Assistenti Sociali, Educatori ed esperti Forensi saranno a disposizione dell’utenza per illustrare l’avvio dei lavori, le tematiche e le attività che intenderanno perseguire nel corso dell’anno. Tutti insieme per far sì che quindi, nelle isole di Ischia e Procida, ci sia un sostegno alle donne che vivono o che hanno vissuto una violenza, un passo di certo importante per la nostra comunità che mancava di un centro a cui le donne vittime di violenza potevano rivolgersi. Il lavoro dell’equipe del centro antiviolenza, che vede al suo interno psicologi, educatori e avvocati, è già iniziato nelle scuole: è dalle nuove generazioni che è infatti importante partire per far sì che si educhino al rispetto di quello che viene ancora chiamato “sesso debole”. Memorabili le parole del vescovo Pietro Lagnese durante un convegno promosso dal Rotary, lo scorso anno, sullo stesso tema: « «ho la sensazione che qui sull’isola ci sia tanta omertà – disse ai presenti il Vescovo – per cui si ha difficoltà a parlare di tutte le forme di violenza; dietro all’omertà si nasconde un clima d’ indifferenza e di egoismo; questo modo di fare alimenta la costruzione di un “mondo di soli”. Dentro la solitudine si annida ogni forma di sviluppo di violenza verso l’altro o verso il più debole, donna, bambino, povero o  immigrato che sia. Non bisogna vergognarsi di subire violenza, bisogna che ci vergogniamo quando non siamo capaci di denunciare e di stare dalla parte di chi subisce violenza. La chiesa, con forza, vuole porre segnali fermi chiari e precisi a favore della fine di uno stato di omertà invitando tutti a prendere in mano la propria vita sapendo che si è chiamati a prendersi cura anche della vita degli altri».

 

 

 

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