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CULTURA & SOCIETA'

NS di Guadalupe meticcia Patrona del Messico, Imperatrice dell’America Latina

Madre della Vita nel ricordo Prime Comunioni Corpus Domini 2016 a Barano d’Ischia

Quel 29 maggio 2016 fu la solenne domenica del Corpus Domini e presso la Parrocchia di San Sebastiano a Barano d’Ischia si celebrarono col Parroco don Pasquale Trani le Prime Comunioni nella S. Messa delle ore 11. Fu un appuntamento liturgico indimenticabile grazie la bontà del Movimento Pro-Vita di Giorgio Celsi che con la sua generosa donazione permise all’adolescente Francesco Maria (figlio -10°- dello scrivente) di poter confezionare il particolare “ricordo” con NS di Guadalupe, festeggiata di precetto oggi sabato 12 dicembre a Città del Messico con milioni di pellegrini quale Patrona della Nazione non solo, ma altresì quale Imperatrice dell’America Latina e pure delle Filippine. Il significativo “ricordo” dell’opuscolo “Il Rosario dei bimbi non nati” con la prodigiosa Immagine di Maria SS di Guadalupe, la “Virgen Morena” o meticcia apparsa al povero indio Juan Diego (proclamato santo il 31 luglio 2002 dal grande Papa san Giovanni Paolo II) dal 9 al 12 dicembre 1531; il bel S. Rosario del Movimento Pro-Vita raccolto in un sacchetto azzurro: un “ricordo” senza dubbio originale, molto espressivo e che riporta alla memoria religiosa la odierna solennità che in Messico -lo ripetiamo- è Festa di precetto. Nel Santuario di Guadalupe il Papa Giovanni Paolo II disse nel 1985: “Qui nascerà la Nuova Chiesa”. Difatti la Guadalupana è proclamata la Patrona della Vita, la Patrona di tutti i Movimenti Pro-Vita, è quindi la nostra Patrona, Regina della famiglia: nel suo grembo pulsa la Vita di un bimbo con battiti regolari riscontrati scientificamente.

Difatti uno stetoscopio appoggiato al nastro che Maria SS porta in vita, segno della gravidanza, ha rilevato pulsazioni ritmiche, circa 115 battiti al minuto, come il battito di un bambino che deve venire alla luce. Con l’ausilio di sofisticate apparecchiature elettroniche una Commissione di scienziati ha evidenziato la presenza di un gruppo di 13 persone riflesse nelle pupille della Vergine che si presenta non come una straniera, ma come una meticcia o morenita che indossa una tunica con fiocchi neri all’altezza del ventre che nella cultura india denotavano le donne incinte; collegando le stelle su un pentagramma si è ricavata una melodia misteriosa, celestiale. Insomma una straordinaria Icona impressa sulla tilma (mantello con i fiori-fuori stagione e introvabili- raccolti per il Vescovo) di Juan Diego rimasta inspiegabilmente intatta nonostante il trascorrere dei secoli. Guadalupe sorge sulle rovine di Tenochtitlàn capitale del sanguinario e perciò inviso, politeista impero azteco saturo di simboli di serpenti e cani, ormai diviso da lotte tra città-stato, di Montezuma II (1503-1520) catturato dagli spagnoli di Cortès e morto in prigionia. Uno dei loro miti fu causa della loro rovina: essi credevano che il barbuto dio bianco civilizzatore scomparso verso ovest dovesse un giorno tornare dall’est e così Cortès fu salutato come l’attesa divinità del “serpente piumato” simbolo del cielo. Circa dieci anni dopo avvengono le Apparizioni della Virgen Morena di Guadalupe che in azteco significa “Colei che schiaccia il serpente”. Va pure detto che Guadalupe è un noto monastero spagnolo (provincia di Càceres in Estremadura) ove si venera una prodigiosa Icona (nascosta all’invasione musulmana nell’omònimo fiume) che il grande Papa Giovanni Paolo II visitò il 4 novembre 1982 nel viaggio apostolico in Spagna; anche Cristoforo Colombo vi si recò in pellegrinaggio dopo la sua Scoperta nel 1492. Nel 1921 Luciano Perez, un attentatore inviato dal governo ateo e persecutore di migliaia di Martiri “Cristeros”, nascose una bomba in un mazzo di fiori posti ai piedi dell’altare e l’esplosione danneggiò la basilica, ma il mantello e il vetro di protezione rimasero intatti! Il Papa Achille Ratti, eletto Pio XI il 6 febbraio 1922 (+ 1939) ebbe la dolorosa spina della questione messicana fortemente anticlericale, persecutoria, per cui le sue note Encicliche di condanna: “Iniquis Afflictisque”(1926);“Acerba Animi”(1932);“Firmissimam Constantiam”(1937), con l’invocazione di NS di Guadalupe e S. Michele Arcangelo. E a don Stefano Gobbi la Vergine SS: ”Hai visto con quanto entusiasmo sono amata, pregata e glorificata da tutti questi miei figli messicani. Per questo da qui incomincerà la mia grande vittoria contro tutte le forze massoniche e sataniche per il più grande trionfo di mio figlio Gesù”(pag. 1014 ‘Libro Azzurro’). (continua)

Pasquale Baldino*- Responsabile diocesano Cenacoli Mariani; docente Liceo; poeta; emerito Anc-Ass Naz Carabinieri (e-mail: prof.pasqualebaldino@libero.it)

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