Ecco i nomi finiti nel mirino della Procura
Svelate le generalità di amministratori, tecnici (ed anche segretari comunali) che sono state consegnate alla Procura della Repubblica e potenzialmente coinvolte nella frana di Casamicciola del novembre 2022: ecco chi sono e le qualifiche. Non tutti potrebbero essere indagati, anche se inizia la “sfilata” in Procura…

Le indiscrezioni hanno trovato piena conferma e adesso iniziano a circolare anche i primi nomi che riguardano i soggetti coinvolti nell’inchiesta legata alla frana di Casamicciola del 26 novembre 2022, nella quale persero la vita 12 persone. Un’inchiesta, lo ricordiamo, che ha avuto una nuova accelerazione dopo che il gip Nicola Marrone ha accolto la richiesta formulata dai parenti delle vittime per il tramite dei propri legali con la quale si opponevano alla richiesta di archiviazione dei pubblici ministeri Mario Canale e Stella Castaldo. Come è noto il giudice per le indagini preliminari nell’opporre il suo diniego aveva anche chiesto di ricevere una serie di nominativi che sono stati raccolti dai carabinieri per conto della Procura della Repubblica di Napoli. Ebbene, i nomi che dagli uffici di via Salvatore Girardi sono stati consegnati all’autorità giudiziaria sono diversi, in alcuni casi facilmente ipotizzabili in altri decisamente meno. Della lista fanno parte gli ex sindaci Arnaldo Ferrandino e Giovan Battista Castagna (unici in sella nell’arco di tempo incriminato, non sono state considerate le gestioni commissariali, su tutte quella di Simonetta Calcaterra che governò Casamicciola Terme prima delle elezioni del maggio 2023 conclusesi con l’affermazione di Giosi Ferrandino). Poi rimanendo all’alveo dei politici un altro nome finito sul “taccuino” è quello di Stani Senese, a lungo assessore con delega proprio alla Protezione Civile. Non ci sono certezze invece sul nome di Loredana Cimmino che in ogni caso è destinata a rimanere fuori dall’indagine dal momento che ha ricoperto l’incarico e la delega per un periodo di poco superiore ai 20 giorni e dunque verosimilmente non avrebbe potuto porre in essere alcuna azione tra quelle che vengono contestate a diversi soggetti.
Poi però si arriva ai tecnici ed alle altre figure. E i nomi che sono giunti sul tavolo della Procura vedono ad esempio anche due ex segretari comunali della cittadina termale. Si tratta di Francesco Ciampi e di Riccardo Feola. Poi l’elenco dei tecnici che dicevamo essere abbastanza composito: alla Procura sono stati consegnati i nomi di Maria Grazia Formisano, Agnese Cianciarelli, Vincenzo D’Anfrea, Gaetano Grasso, Antonio Piro e Mimmo Baldino. Insomma, un bel numero di professionisti che nel corso degli anni si sono alternati con vari compiti e funzioni (naturalmente su tutte quelle di responsabili) all’ufficio tecnico comunale di Casamicciola. Svelati nominativi e cariche, è il caso però di fare subito una precisazione a scanso di equivoci. Il fatto che questi nomi siano stati raccolti dai carabinieri su indicazione della Procura non significa affatto che gli stessi siano stati iscritti automaticamente nel registro degli indagati, né tantomeno che lo saranno senza alcun dubbio. Insomma, ogni singola posizione andrà vagliata. Tutti saranno sentiti dai pubblici ministeri Canale e Castaldo, poi per le rispettive posizioni i pm chiuderanno le indagini o chiederanno una nuova richiesta di archiviazione. Di sicuro non manca chi indagato lo è già: è il caso di Gaetano Grasso che dovrà presentarsi presso la Procura della Repubblica di Napoli e che a tal proposito ha già nominato come difensore di fiducia l’avvocato Genny Tortora. Ma è chiaro, e lo ripetiamo ancora una volta, che bisognerà attendere gli sviluppi perché ogni posizione in questo coacervo giudiziario può prendere una strada diversa.
Questo nuovo step investigativo, come ricordato, è frutto della decisione del gip del Tribunale di Napoli Nicola Marrone di respingere la richiesta di archiviazione presentata dai pm per la drammatica alluvione del 2022 e di disporre nel contempo nuove indagini. Il giudice ordinò 30 giorni per identificare responsabilità in particolare riguardo al mancato aggiornamento del piano di protezione civile comunale, evidenziando posizioni di garanzia non approfondite. L’inchiesta, che inizialmente non individuava presunti colpevoli o responsabili, ha poi mirato ad iscrivere nel registro degli indagati diversi soggetti inclusi amministratori e tecnici che si sono succeduti in un decennio. L’attenzione si è dunque concentrata sulla gestione del rischio e sulle mancate azioni di prevenzioni, piuttosto che solo sulle piogge eccezionali, motivo che aveva indotto i pm ad optare per l’archiviazione: obiettivo del gip (e naturalmente dei familiari delle vittime) è quello di ricostruire la catena di decisioni che ha portato alla tragedia.







