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CRONACA

Nuovo boom di contagi, De Luca preoccupato ma non troppo

Il governatore, dopo il pugno di ferro, prova a trasmettere tranquillità: «Oggi numeri elevati in Terapia intensiva, ma rispetto a 6 mesi fa la carica virale è più bassa»

Vincenzo De Luca, presidente della giunta regionale della Campania, ha fatto il punto della situazione in merito all’emergenza-Coronavirus, inaspritasi nel corso degli ultimi giorni, tramite la sua consueta diretta social del venerdì: «Oggi ci sono 392 nuovi positivi. Dobbiamo avere tranquillità perché l’angoscia non aiuta. Bisogna capire bene la situazione e avere chiari i comportamenti da avere. Ci sono numeri elevati, con una grossa differenza rispetto a sei mesi fa: il 98% dei positivi sono asintomatici. Abbiamo anche ridotto il numero di persone in terapia intensiva. Ad oggi la carica virale è inferiore rispetto ai mesi scorsi. La maggior parte dei nuovi contati si registra nella provincia di Napoli, quella con la maggior densità di abitanti». De Luca ha anche svelato le motivazioni di questi aumenti che egli stesso ha chiesto nella riunione con l’Unità di Crisi. «La prima valutazione riguarda l’apertura totale di maggio in Italia, con la Campania che è diventata la regione più esposta, perché siamo la regione con la densità abitativa più alta d’Italia». Il secondo «motivo oggettivo è relativo al fatto che le regioni del Nord sono uscite più tardi dalla prima ondata e quindi avranno un ritardo nella ripresa della seconda ondata». Il terzo, invece, secondo De Luca «è collegato ad uno screening più ampio che noi facciamo rispetto a quello che prescrive il Ministero della Salute nella ricerca dei contatti dei casi positivi, visto che oltre ai familiari noi cerchiamo anche amici e colleghi che potrebbero aver contratto il virus».

A finire nel mirino di De Luca anche dei «casi soggettivi», cioè i «comportamenti irresponsabili». «Dopo l’estate, da fine luglio e ad agosto, c’è stata una diffusione enorme di comportamenti irresponsabili, come se fosse dilagata l’idea che il Covid non esistesse più. Questi comportamenti devono tornare immediatamente ad essere responsabili. Abbiamo due aggravanti rispetto a marzo ed aprile: l’apertura dell’anno scolastico e l’arrivo dell’epidemia influenzale. Questi due elementi devono creare una preoccupazione in più – ha spiegato De Luca – altrimenti il problema diventa serio. Ci facciamo male». De Luca ha inoltre parlato di «scandalo nazionale per i mancati controlli delle ordinanze regionali e nazionali».

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