“’O Puost”, il TAR dice no alla sospensiva
Respinta la domanda cautelare della Five Senses contro l’inibizione disposta dal Comune di Ischia. Per i giudici pesa la mancanza di un servizio igienico per gli avventori all’interno del locale. Il contenzioso proseguirà nel merito

Il provvedimento del Comune di Ischia resta, almeno per il momento, pienamente efficace. Il Tribunale amministrativo regionale della Campania ha infatti respinto la domanda cautelare presentata dalla Five Senses s.r.l., società titolare del marchio “’O Puost”, contro l’atto con il quale era stata inibita l’attività di somministrazione di alimenti e bevande nel locale di via Giovan Battista Vico 4 e 6. A pronunciarsi è stata la Terza Sezione del Tar nella camera di consiglio del 10 settembre. La vicenda prende le mosse dal provvedimento protocollo numero 46164 del 12 agosto 2026, firmato dal responsabile dell’Ufficio Attività Produttive e Demanio del Comune. Con quell’atto era stata ordinata l’inibizione dell’attività oggetto della Segnalazione certificata di inizio attività acquisita al protocollo generale numero 40917 del 23 luglio, relativa proprio alla somministrazione di alimenti e bevande nei locali di via Giovan Battista Vico. La Five Senses s.r.l., rappresentata e difesa dall’avvocato Aniello Palomba, si è quindi rivolta al giudice amministrativo chiedendo l’annullamento del provvedimento e, nell’attesa della decisione di merito, la sospensione dei suoi effetti. Nel ricorso è stato chiesto anche l’accertamento del diritto della società alla prosecuzione dell’attività oggetto della Scia. Dall’altra parte il Comune di Ischia si è costituito in giudizio con l’avvocato Leonardo Mennella.


È però soprattutto un aspetto a pesare nella decisione assunta in questa prima fase del contenzioso: quello relativo ai servizi igienici destinati alla clientela. Il Tar chiarisce innanzitutto che la valutazione compiuta è quella propria di una fase cautelare. Nell’ordinanza si legge infatti che, «ad un primo esame sommario proprio della fase cautelare», emergono profili che inducono i giudici «a ritenere infondato il ricorso». Una valutazione che il collegio collega direttamente alle caratteristiche del locale e, in particolare, alla collocazione del bagno. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, infatti, il locale oggetto della Scia e destinato alla somministrazione di alimenti e bevande «non dispone del servizio igienico destinato agli avventori». Il servizio disponibile, precisano i giudici amministrativi, «risulta allocato presso un immobile attiguo». È su questo elemento che, nella fase cautelare, si è concentrata la valutazione del Tar. La Terza Sezione ha così deciso di non sospendere l’atto adottato dal Comune il 12 agosto. Il dispositivo è netto: «Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Terza) respinge la domanda incidentale di sospensione». Il provvedimento comunale di inibizione dell’attività resta dunque efficace. La pronuncia del Tar, tuttavia, non mette la parola fine alla vicenda giudiziaria. Quella depositata è un’ordinanza cautelare, adottata sulla richiesta di sospendere gli effetti dell’atto nelle more del processo, e non la decisione definitiva sulla legittimità del provvedimento impugnato. Il ricorso della Five Senses proseguirà quindi per l’esame nel merito. Anche la questione economica resta aperta. Il collegio ha infatti ritenuto «opportuno rimettere alla pronunzia definitiva ogni statuizione circa le spese della presente fase cautelare», sintetizzando poi nel dispositivo con la formula «Spese al definitivo». L’ordinanza è stata assunta dal collegio composto da Carlo Dell’Olio, presidente facente funzioni, Rosalba Giansante, consigliere ed estensore, e Cesira Casalanguida, consigliere.




