CULTURA & SOCIETA'

Oggi a Sant’Antuono la benedizione degli animali, domani celebrazione del fuoco col grande falò e martedi la ricorrenza del Santo

Sono da sempre sentiti atti di devozione realizzati per la fede che il popolo di Sant’Antuono di Ischia e non solo nutre per il proprio Santo protettore e patrono di zona

Per Sant’Antuono (Sant’Antonio Abate) torna nella omonima contrada collinare di Ischia la benedizione degli animali. Si terrà oggi domenica nel primo pomeriggio anticipando il giorno della ricorrenza festiva del Santo che secondo il calendario liturgico è fissata per martedì prossimo 17 gennaio. Si approfitta della domenica dove non si lavora per attuare il tradizionale rito a cui ogni anno vi partecipano in tantissimi animali per la maggior parte domestici portati dai loro padroncini,

Sono della stessa zona di San Antuono, San Michele, Cartaromana, San Domenico, Campagnano, Pilastri, Spalatriello e Ischia centro. Sono animali di ogni specie: dal cavallo al cane di varia razza, dall’ uccello alla tartaruga, dal gatto alla gallina, dalla pecora al tacchino, dal coniglio al pesce rosso in acqua, dal maialino all’asinello, alla mucca. In passato c’era l’usanza, poi sparita, di effettuare i sette giri col proprio animale intorno alla chiesa lungo il viottolo di cinta apposta creato di terreno battuto. Domani lunedì 16 giorno della vigilia di S.Antuono, il parroco don Giuseppe Nicolella nel tardo pomeriggio alle ore 18.30 benedirà il fuoco di Sant’Antuono, il grande falò o fugarazzo nel largo spiazzo davanti al plesso delle scuole elementari. Atti di devozione realizzati per la fede che il popolo di Sant’ Antuono e non solo nutre per il proprio Santo protettore e patrono di zona. Sant’Antuono è da sempre un fenomeno religioso di fede nazionale oltre che specificamente locale. E’ festeggiato nelle varie piazze e nei paesi di tutta Italia. Il 17 gennaio si celebra la memoria liturgica di uno dei padri del monachesimo che è divenuto il protettore degli animali.

Per questo motivo, soprattutto nelle campagne, c’è la consuetudine da secoli e secoli, di benedire glianimali oltre al fuoco e le sementi. Sono varie, infatti, nelle zone rurali italiane, le parrocchie che il 17 gennaio o nei giorni immediatamente precedenti o successivi organizzano momenti di incontro e di preghiera in cui vengono benedetti gli animali o in cui il parroco distribuisce santini da appendere nelle stalle per proteggere tutti gli animali. Da non confondere con Sant’Antonio da Padova, Sant’Antonio Abate è conosciuto anche come Sant’Antonio d’Egitto per le sue origini. Si narra che fosse un uomo che amava vivere in solitudine consacrando la propria vita alla purificazione e alla comprensione di Dio. Oggi viene considerato il custode del fuoco perché secondo una leggenda il Santo sarebbe sceso all’Inferno per liberare le anime dei peccatori. Si riteneva inoltre fosse detentore di proprietà taumaturgiche legate all’utilizzo del grasso di maiale per lenire le piaghe procurate dall’Herpes Zooster meglio noto come fuoco di Sant’Antonio.

E’ inoltre da sempre considerato anche protettore degli animali domestici. Il Santo è stato spesso rappresentato con lingue di fuoco ai piedi e con in mano un bastone alla cui estremità era appeso un campanellino. Sul suo abito spiccava il tau, croce egiziana a forma di “T”, simbolo della vita e della vittoria contro le epidemie. A ciò allude, secondo il simbolismo, anche il campanello appeso all’estremità del bastone. I riti che si compiono ogni anno in occasione della festa di Sant’Antuono, nonostante in vita il Santo non fosse un contadino e avesse una famiglia agiata, sono antichissimi e legati strettamente alla vita dei campi. E’ il popolo ad invocarlo come protettore del bestiame, dei macellai e dei salumieri tanto che la sua effigie era in passato collocata sulla porta delle stalle. Oltre a questo il Santo veniva invocato anche per scongiurare gli incendi. Tanti sono i detti proverbiali diffusi a livello popolare tramite i quali lo si invoca.

Proprio perché legato alla tradizione contadina intorno alla ricorrenza legata a Sant’Antonio Abate si sono sviluppate anche previsioni meteo popolari. In alcune zone, ad esempio, si è soliti dire che sia Sant’Antonio che San Sebastiano siano imercanti della neve perché se nel loro giorno fa bel tempo e splende il sole ne approfittano e vanno al mercato a comperare la neve da spargere sulla terra nei giorni successivi visto che se non piove a santa Emerenziana il raccolto di grano è a rischio. Nel giorno di Sant’antuono anche il Papa «accoglie» cani e gatti, mucche, asini, muli e cavalli. E non solo e autorizza la celebrazione di una s. Messa con la Benedizione degli animali in piazza San Pietro. Martedì 17 gennaio sarà anche il giorno degli allevatori, e davanti al colonnato del Bernini, l’Associazione italiana Allevatori (Aia) allestisce una piccola fattoria, una stalla all’aperto, con numerose razze bovine, pecore, vitelli, conigli, galline, muli, maiali, cavalli di origine italiana.

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Sono invitati tutti i romani insieme ai propri animali, a cui i veterinari dell’Aia offrono un «check up» completo e gratuito. Il programma prevede anche, prima della Benedizione impartita alla fattoria e a tutti gli animali in piazza San Pietro, una sfilata lungo via della Conciliazione di cavalli e cavalieri e la fanfara dei Lancieri di Montebello. In realtà, la Benedizione degli animali in particolare dei maiali non è legata direttamente a sant’Antuono: è una tradizione nata nel Medioevo in terra tedesca, quando era consuetudine che ogni villaggio allevasse un maiale destinato all’ospedale, dove svolgevano il loro servizio i monaci di Sant’Antonio Abate (considerato l’iniziatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati).

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Foto di Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

antoniolubrano1941@gmail.com

info@ischiamondoblog.com

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