CRONACA

Oggi Francesco Taliercio avrebbe compiuto 18 anni, la lettera di mamma Sonia

«A chi pensa che tanto gli incidenti stradali ci sono sempre stati, che le misure adottate per la sicurezza stradale siano rotture di scatole, a chi pensa che la morte riguardi il destino»

Oggi avrebbe compiuto 18 anni Francesco Taliercio, il giovane ischitano che lo scorso maggio ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto nella zona del Castiglione. A ricordare il tragico impatto lumini, fiori e una maglietta su quella strada dove pare che, solo ora, qualcuno rallenti in ricordo di quel ragazzo che frequentava il quarto anno del corso di informatica al Mattei, un giovane curioso della vita, intelligente e sensibile che è morto per mano dell’ uomo dell’altra corsia.

E’ la mamma di Francesco a scrivere un accorato messaggio diffuso ieri sui social network, un messaggio di dolore per un figlio che non c’è più, ma anche un monito per tutti quelli che, in questi giorni, si stanno interrogando sui limiti di velocità e sui provvedimenti intrapresi dalle amministrazioni Comunali e dalle Forze dell’Ordine. «Domani Francesco compirà 18 anni, – scrive Sonia – lo avremmo festeggiato, invece anche domani potremo solo ricordarlo.Sono sei mesi che è ricordato, che è seppellito al cimitero, ma non è solo, ci sono io con lui, c’è il mio spirito, la mia anima, la mia essenza.Vi ostinate a dirmi di andare avanti, di essere forte, c’è chi mi dice cosa devo fare o dire ma non vi rendete conto che oramai sono solo un involucro vuoto, un involucro che indossa la maschera per compiacere gli altri, un involucro che non ha voglia di ascoltare gli altri. Ciò che fa sopravvivere questo involucro è papi, è Shelly ma è soprattutto il mio cucciolo più piccolo ma proprio lui è il solo ad aver capito subito di non aver perso solo il fratello.

La vita che mi è stata imposta da quell’uomo non è vita è sopravvivenza, la più terribile, fatta di aprire gli occhi ogni mattina e pensare” ci risiamo, un altro giorno senza te, senza mio figlio” e allora richiudo gli occhi con la speranza di tornare nel mondo onirico, oramai l’unica realtà in cui io possa vivere ancora insieme a lui, l’unico posto dove io possa ancora guardarlo, parlargli, abbracciarlo.Una sopravvivenza fatta di un vuoto pesante come un macigno, fatta di attesa, un’attesa che si affievolisce sempre più, fatta di esplosioni ed implosioni, fatta di voglia di sbattere la testa nel muro, fatta di sensi di colpa per alcuni miei pensieri. In tutta questa devastazione solo una cosa avrebbe potuto peggiorare la mia situazione è cioè se avessi avuto responsabilità nella morte di Francesco, anche solo morale. Ma non è così perché ho sempre rispettato la mia vita e la vita degli altri, ho sempre condannato chi non lo fa e ho cresciuto i miei figli cercando di trasmettergli gli stessi valori».

Con Sonia, Leonardo, il papà di Francesco, e tanti altri è nato in questi sei mesi il comitato civico “la strada del buon senso”, un modo per discutere insieme e fare in modo che sia il buonsenso dei cittadini in primis a creare le condizioni di sicurezza e vivibilità di cui il nostro territorio e le nostre strade hanno improcrastinabile bisogno.Da qui il monito della mamma di Francesco, “mi rivolgo a chi pensa” mamma mia quanto la fanno lunga per sto ragazzo…mica è il primo?! Mi rivolgo a chi pensa che tanto gli incidenti stradali ci sono sempre stati, che le misure adottate per la sicurezza stradale siano rotture di scatole, a chi pensa che la morte riguardi il destino o la volontà del Signore. Sappi che a ogni omicidio stradale, a ogni vittima tu sarai il colpevole morale e la prossima vittima potresti essere tu o peggio ancora tuo figlio e allora credimi non troverai posto, né di qua né di là, che darà conforto alla tua anima colpevole di indifferenza!”

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