CULTURA & SOCIETA'

Oggi il popolo del borgo con le sue partorienti sul sagrato della secolare chiesetta di Sant’Anna per la messa votiva e la benedizione

La bella vignetta opera della pittrice Angela Impagliazzo che raffigua una sant’anna protettrice dlle partorienti - Una storia dell’antica chiesetta che andrebbe fatta conoscere alle nuove generazioni quale patrimonio storico ed archeologoco da difendere e conservare….IL Giorno della consacrazione della chiesetta coincise con la cerimonia di battesimo, sia pur con un anno di ritardo, della piccola Costanza D’avalos che donna laura, sua madre, volle che si effettuasse in quella importante circostanza, nella stessa nuova chiesetta che dopo la sua costruzione decise fosse dedicata a s. Anna, proprio in riferimento a quel quadro che aveva portato con sé durante Il suo trasferimento dal castello alla torre…. Al rito religioso presero parte il vescovo strineo, il suo vicario nella cattedrale sul castello Don Catello di Bernardo, altri membri delle famiglie D’Avalos e sanseverino e una folta rappresentanza di semplici popolani contadini e pescatori dell’Altipiano del Soronzano, di Cartaromana e del Borgo di Celsa.

Quest’oggi la Festa a Mare Agli Scogli di Sant’Anna entrata nel vivo dell’evento, richiamerà il popolo dell’ antico Borgo con le sue fanciulle partorienti sul campestre sagrato della secolare chiesetta per assistere al rito religioso. Al termine, atto di affidamento delle partorienti e degli “operatori della vita”. Luigi Di Vaia e Maria Grazia Nicotra che lo affianca nella conduzione della Festa a Ischia Ponte nello specchio d’acqua aragonese, mi consentano di spezzare una lancia in favore della chiesetta di Sant’Anna agganciata alla festa per omaggiare la Santa e dove sarà celebrata oggi alle 19.00 la messa votiva con benedizione officiata quest’anno dal novello sacerdote Don Marco Etiope. Va subito detto che la chiesetta di S.Anna ha una sua storia antica che pochissimi conoscono. L’ex parroco Don Carlo Candido la inserì in un libretto che conteneva la storia di tutte le chiese del territorio di giurisdizione della sua parrocchia Santa Maria Assunta.

Sarebbe stato il caso di riportarla anche in un apposito opuscolo e divulgarlo nei giorni di oggi 25 e di domani 26 luglio in piena festa ispirata alla Santa. La storia di cui parlo è qui di seguito sintetizzata, quale mio personale contributo alla iniziativa editoriale che eventualmente si vorrà intraprendere per gli anni da venire, dal momento che quanto scritto ignorato finora dal Di Vaia e compagnia bella, è il frutto di una accurata ricerca storica che fa parte di un mio lavoro sulla storia della Torre di Michelangelo e dell’Antico Borgo di Celsa. La storia è la seguente: S. Anna è ricordata e celebrata ad Ischia da oltre cinque secoli per merito iniziale di Donna Laura Sanseverino-D’Avalos che, da religiosa praticante qual’era, chiese al marito capitano Innaco D’Avalos e favorito del Re Ferdinando d’Aragona di usare tutta la sua influrnza verso i suoi superioa Corte, affinchè gli permettessero di costruire una chiesetta nei pressi di quello stesso luogo dove da poco era stata costruita la Torre, in quella stessa ampia distesa di terreno con facile discesa a mare, davanti al Castello, in un contesto panoramico mozzafiato. Innico D’Avalos che aveva seguito personalmente i lavori di costruzione della Torre. ottenne il benestare e i fondi. La Chiesetta potè presto vedere la luce ed essere aperta al culto non solo per la sua famiglia, ma anche per gli abitanti dell’intera zona. Donna Laura Sanseverino-D’avalos felice per essere stata così particolarmente accontentata, in occasione di una visita del Re sul Castello, si recò per ringraziarlo personalmente a nome anche della comunità che avrebbe frequentato la chiesetta nell’area della Torre. La chiesa fu consacrata direttamente dal Vescovo.d’Ischia Donato Strineo nel 1504 nello stesso anno in cui prese possesso della Diocesi isolana.

Il Vescovo Strineo, era impegnato presso la curia di Napoli reggendo il Vicariato Generale per disposizione del Cardinale Carafa, a sua volta trattenuto a Roma. Il Vescovo Donato Strineo si recava ad Ischia sul Castello solo in occasioni solenni .o a seguito di particolari inviti che gli venivano formulati da personaggi influenti dell’isola. L’invito che gli pervenne dalla famiglia D’Avalos era di quelli che non si potevano rifiutare, anche perché il Vescovo, era a conoscenza dell’opera meritoria dei coniugi D’Avalos relativa alla realizzazione di una chiesetta fatta sorgere poco distante dalla Torre. Il Vescovo Strineo successe a Berardino de Leiz di Roma che dopo la nomina a Vescovo d’Ischia con bolla di Papa Alessandro VI, fu sostituito in meno di un anno da un nuovo Vescovo Mons. Giovanni Stinco proveniente dalla vicina isola di Capri. Anch’egli fu pastore sull’isola per pochi mesi. Mons. Donato Strineo accettò l’invito di buon grado e fu felice di assolvere allo storico compito di consacrare il Tempietto ed elevarlo al culto del Signore ed alla venerazione di Sant’Anna la madre della Santa Vergine Maria. Ciò fu possibile perche Donna Laura Sanseverino, nel corso della cerimonia di consacrazione, donò alla nuova chiesetta che aveva fortemente voluto, un prezioso quadro raffigurante l’immagine della Santa a cui tra l’altro, era molto affezionato, essendo il dipinto di autore ignoto, un gradito regalo di nozze di una sua cugina di Napoli con cui aveva rapporti familiari frequenti. Donna Laura, il quadro l’aveva portato con se nella Torre sistemandolo in una delle sue stanze con particolare cura e attenzione. Il giorno della consacrazione della chiesetta coincise con la cerimonia di battesimo, sia pur con un anno di ritardo, della piccola Costanza d’Avalos che Donna Laura, sua madre, volle che si effettuasse in quella importante circostanza, nella stessa nuova chiesetta che dopo la sua costruzione decise fosse dedicata a S.Anna proprio in riferimento a quel quadro che aveva portato con sé durante il suo trasferimento dal castello alla Torre.

Al rito religioso presero parte il Vescovo Strineo, il suo Vicario nella Cattedrale sul Castello don Catello Di Bernardo, altri membri delle famiglie D’Avalos e Sanseverino e una folta rappresentanza di semplici popolani contadini e pescatori dell’altipiano del Soronzano, di Cartaromana e del Borgo di Celsa. Fu una cerimonia nella cerimonia notevolmente toccante e benedetta per l’appunto dal Vescovo di Ischia Mons. Donato Strineo, ritornato sull’isola su specifico invito, per legare il suo nome ad un felice evento passato poi alla storia. La Chiesetta fu così dedicata a S. Anna per effetto di quel particolare quadro andato poi perso con i paramenti ed altri oggetti di arredo sacro di quel tempo, Negli anni successivi il vecchio quadro scomparso fu sostituito con una statuetta lignea di artistico pregio, andata persa anch’essa con l’andar del tempo, ma ritrovata e tutt’ora custodita quale storico reperto sacro Da un privato cittadino ischitano. Il tempietto divenuto rudere, è stato per lungo tempo abbandonato all’incuria ed alla indifferenza pubblica. Solo di recente la piccola chiesa, per un debito con la storia, è stata restaurata e riportata alla sua antica funzione di luogo di culto. La festa in onore di S.Anna nel corso degli anni è divenuto un grande evento turistico di cui il paese va orgoglioso. E’ denominata la Festa a Mare agli Scogli di S.Anna a cui è stato aggiunto il Palio di Sant’Anna per premiare le migliori barche addobbate in gara. Con le innovazioni apportate , il Palio è stato eliminato, lasciando solo i tradizionali premi in denaro. Quell’anno 1504 ricordato per la successione di diversi eventi positivi per la famiglia D’Avalos, si concluse inaspettatamente nel peggiore dei modi. Infatti il 12 dicembre morì Innico D’Avalos a soli 34 anni lasciando vedova la moglie Laura Sanseverino e orfani di tanto padre i due figli piccoli Costanza e Alfonso

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