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CULTURA & SOCIETA'

Oggi la Chiesa di Ischia in festa controllata per la solennità del “Corpus Domini” senza la presenza del Vescovo

LA STORIA LOCALE ED UNIVERSALE DEL CORPUS DOMINI DI IERI E DI OGGI - La solennità del Corpus Domini nacque nel 1247 nella diocesi di Liegi, in Belgio, per celebrare la reale presenza di Cristo nell'eucaristia in reazione alle tesi di Berengario di Tours, secondo il quale la presenza di Cristo non era reale, ma solo simbolica. Si dovette aspettare però il 1264, poco dopo l'elezione al soglio Pontificio proprio dell'Ex Arcidiacono di Liegi, Jacques Pantaleon de Troyes, che già contribui' alla Prima Festa del Corpus Domini in Belgio, ed alcuni anni dopo la morte di suor Giuliana e di Roberto de Thourotte, perché la celebrazione fosse estesa a tutta la Chiesa universale.

Corpus Domini di ieri e di oggi. Era la corsa a chi realizzava l’altarino più bello con l’Ostia Divina consacrata in primo piano ed ostentata nella maniera più solenne, adornata di drappi, coperte damascate da corredo di famiglia e fiori di tutti i tipi e colori. Così fino ad alcuni anni fa si accoglieva la festività del Corpus Domini che cadeva sempre a fine e maggio ed inizio giugno con l’esplosione del primo caldo e l’entrata della bella stagione.

ALTARINO DEL CORPUS DOMINI A FONTANA ANNI '50
ALTARINO DEL CORPUS DOMINI A FONTANA ANNI ’50

Questa passione fra religione e senso dell’addobbo messo in pratica per causa di fede, spirito e materia messi insieme, muoveva una bella e nutrita schiera di volontari fra donne, uomini e bambini della comunità parrocchiale di appartenenza, ciascuno con proprie direttive per costruire con le proprie mani e con l’impiego della fantasia qualcosa di bello che potesse piacere ai fedeli in massa ed al parroco in persona. Storie semplici e coinvolgenti di una Ischia di altri tempi dove per piacere al Signore nel giorno della sua venerazione totale del corpo e dello spirito, devoti praticanti offrivano il proprio ingegno e la disponibilità per solennizzare una ricorrenza che voleva significare tanto per un cattolico- cristiano, specie nei piccoli centri come i Comuni con le loro frazioni della nostra isola. Le piccole processioni per le strade del paese con il Santissimo coperto e portato con cura dal parroco della parrocchia protetto dal rituale e sacro pallio a quatto o sei aste decorate in oro, rappresentavano l’atto di fede finale di una usanza a cui prendevano parte le varie comunità parrocchiale di zona con il capitolo cattedrale spesso al completo. Tutto ciò avveniva nel periodo della Pentecoste fino alla domenica attesa del Corpus Domini. quando nell’ assolata mattinata usciva la grande, vera, ufficlale processione del Corpus Domini da Porto d’ischia fino alla Cattedrale di Ischia Ponte.

ALTARINO A FIAIANO ANNI '70
ALTARINO A FIAIANO ANNI ’70

Il Santissimo protetto dal Pallio delle grandi occasioni era “scortato” dal Vescovo, dalle autorità comunali e militari col sindaco in testa. A completare il corteo, la presenza del capitolo cattedrale, sacerdoti semplici, le suore, e i giovani, ragazzi e ragazze dell’azione cattolica, gli studenti iscritti alla Fuci, circoli sociali e sportivi e tantissimi cittadini al seguito. Gli anni ’50 con l’Anno Santo di Pio XII Papa Eugenio Pacelli, rilanciarono la celebrazione del Corpus Domini che permetteva certe concomitanze storiche da ricordare. Infatti capitava che si andava quasi sempre al voto per la lezione del nuovo sindaco e della nuova giunta del comune capoluogo qualche settimana prima della domenica del Corpus Domini. Il sindaco e i nuovi consigliere usciti vittoriosi dalla competizione elettorale appena conclusasi per la scalata al Comune, facevano la loro prima uscita ufficiale proprio in occasione della grande processione del Corpus Domini. Una sorta di passerella pubblica al seguito del Santissimo vissuta con orgoglio e spirito cristiano dai protagonisti. Ma la ricorrenza del Corpus Domini non è come sembra solo momento religioso di giubilo paesano dove la parrocchia con i suoi fedeli adora e porta in processione l’Ostia consacrata, ossia il Corpo del Signore.

ALTARINO A PIEDIMONTE ANNO 1970
ALTARINO A PIEDIMONTE ANNO 1970

L’ evento è di tutt’altra rilevanza e investe le comunità cattolico-cristiane in tutto il mondo. insomma è storia di alti contenuti socio-religiosi di proiezione internazionale. Durante il periodo delle guerre di religione in Francia (in verità tra il 1540 e il 1600, cioè in un arco temporale leggermente più lungo), la processione del Corpus Domini fu oggetto di ostilità da parte degli Ugonotti. Infatti i Calvinisti (noti in Francia come Ugonotti) negano la transustanziazione come leggenda priva di fondamento, e persino offensiva nei confronti della religione evangelica. Gli Ugonotti facevano la processione oggetto di numerose provocazioni, e veri e propri attacchi alle immagini e all’ostia, oppure semplicemente dimostravano la loro diversità religiosa (non stendendo alla finestra le tovaglie che, tradizionalmente, le famiglie cattoliche francesi mettevano in mostra in omaggio alla processione, lavorando ostentatamente alle finestre o davanti agli usci ecc.). Fino alla metà del Seicento in certe zone della Francia la processione del Corpus Domini fu quindi accompagnata da massicci schieramenti di forza pubblica, e con i fedeli in genere armati e pronti a difendere l’ostia da eventuali profanazioni.

ALTARINO A SUCCHIVO ANNI '90
ALTARINO A SUCCHIVO ANNI ’90

Nella bolla del 1264 la Solennità è descritta come memorialsìsacramentum in cotidianis missarum sollemnior, festum sanctissimi Corporis Domini nostri Jesu Christi[8] (…”festività del santissimo Corpo di nostro Signore Ges Cristo) nella quale si afferma la divinità di Gesù Cristo Dio e, in particolare, del Suo Corpo (indicato con l’iniziale maiuscola). Il Messale del 1970 ribattezzò la Solennità col nome latino Sollemnitas Sanctissimi corporis et sanguinis Christi[8], mai utilizzato nel depostito della fede e sebbene il Concilio Vaticano II (1962-1965) avesse già sostituito la liturgia latina con le lingue moderne da quasi un quinquennio. La ricorrenza ha il grado liturgico di solennità ed è di precetto. Il suo giorno proprio è il giovedì della II settimana dopo la Pentecoste, il che corrisponde al giovedì dopo la solennità della Santissima Trinità. Nei Paesi, come l’Italia, in cui il giovedì non è giorno festivo nel calendario civile, lasolennità si trasferisce alla seconda domenica dopo Pentecoste, in conformità con le Norme generali per l’ordinamento dell’anno liturgico e del calendario.[A Orvieto, dove fu istituita, la festività si svolge comunque il giovedì dopo la solennità della Santissima Trinità.

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ALTARINO ALLA SENTINELLA A CASAMICCIOLA ANNI '80
ALTARINO ALLA SENTINELLA A CASAMICCIOLA ANNI ’80

Nella stessa data si celebra in quei paesi nei quali la solennità è anche festa civile: nei cantoni cattolici della Svizzera, in Spagna, in Germania, Irlanda, Croazia, Polonia, Portogallo, Brasile, Austria, Monaco Principato e a San Marino. A Roma, la celebrazione è presieduta dal Papa e inizia con la Messa sul sagrato della basilica di San Giovanni in Laterano, cui fa seguito la processione eucaristica tradizionale fino alla basilica di Santa Maria Maggiore; si è svolta di giovedì sera fino al 2017, quando papa Francesco, per motivi pastorali, l’ha spostata alla domenica sera. Nella riforma del rito ambrosiano, promulgata dall’arcidiocesi di Milano il 20 marzo 2008, la festività è stata riportata obbligatoriamente al giovedì della II settimana dopo Pentecoste con la possibilità, per ragioni pastorali, di celebrarla anche la domenica successiva.Numerose diocesi in Italia continuano a proporre ai fedeli la celebrazione e la processione eucaristica, a livello diocesano, il giovedì, lasciando la domenica per le celebrazioni e le processioni parrocchiali. La Processione:In occasione della solennità del Corpus Domini si porta in processione, racchiusa in un ostensorio sottostante un baldacchino, un’ostia consacrata ed esposta alla pubblica adorazione: viene adorato Gesù vivo e vero[10], presente nel Santissimo Sacramento.

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ALTARINO ANNI '70 A BUONOPANE
ALTARINO ANNI ’70 A BUONOPANE

Invece nelle città di Orvieto e Bolsena oltre al Santissimo Sacramento vengono portate in processione le reliquie del miracolo eucaristico occorso al sacerdote boemo Pietro Da Praga nel 1263 presso l’Altare del Miracolo situato nella basilica di Santa Cristina nella città di Bolsena e dal 6 gennaio 2013 fino al 14 novembre 2014 si è tenuto un giubileo eucaristico straordinario nelle comunità di Orvieto e di Bolsena medianti la Diocesi di Orvieto Todi. Gli Inni:Papa Urbano IV incaricò Tommaso d’Aquino di comporre l’officio della solennità e della messa del Corpus et Sanguis Domini. In quel tempo, era il 1264, San Tommaso risiedeva, come il pontefice, sull’etrusca città rupestre di Orvieto, nel convento di San Domenico (che, tra l’altro, fu il primo ad essere dedicato al santo iberico). Il Doctor Angelicus insegnava Teologia nello Studium (l’università dell’epoca) orvietano e presso S. Domenico si conserva ancora la sua cattedra e il crocifisso ligneo che gli parlò. Tradizione vuole infatti che proprio per la profondità e completezza teologica dell’officio composto per il Corpus Domini, Gesù – attraverso quel crocifisso – abbia detto: “Bene scripsisti de me, Thoma”. L’inno principale del Corpus Domini, cantato nella processione e nei Vespri, è il Pange lingua; un altro inno dedicato è il Sacris solemniis, specialmente nella sua sezione finale (che costituisce il Panis Angelicus). Esiste anche una sequenza per il Corpus Domini: il Lauda Sion Salvatorem. Poi negli anni più recenti furono composti i canti “Noi Voglian Dio” e “Ostia Divina”.

Foto Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

antoniolubano1941@gmail.com

info@ischiamondoblog.com

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