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Oggi l’interrogatorio di garanzia per Gigiotto Rispoli

ISCHIA. Si terrà stamane intorno alle ore 12 l’interrogatorio di garanzia per l’ingegner Gigiotto Rispoli, dinanzi al Giudice per le indagini preliminari, dottoressa Federica Colucci. Il noto docente universitario è stato sottoposto ai domiciliari per un presunto coinvolgimento nella maxi inchiesta che ha chiamato in causa un gran numero di imprenditori e politici campani. Assistito dall’avvocato Giancarlo Di Meglio, Rispoli cercherà di spiegare la sua estraneità al “sistema” delineato dagli inquirenti nell’impianto accusatorio, che ha portato all’emissione di ben settanta misure di custodia cautelare. Il professor Rispoli viene chiamato in causa perché avrebbe “turbato il pubblico incanto indetto dal Comune di Pompei per la realizzazione dell’impianto di cremazione adiacente al cimitero”. Con ogni probabilità, la difesa dell’ingegnere sarà centrata sul punto focale della vicenda, cioè la credibilità e l’attendibilità di Loredana Di Giovanni, colei che con le sue dichiarazioni ha di fatto dato il via all’inchiesta. Infatti, oltre al materiale informativo rinvenuto nel pc usato da Guglielmo La Regina, alle analisi della documentazione di gara, acquisita mediante ordine di esibizione presso il Comune di Pompei e alle  intercettazioni ambientali eseguite all’interno dello studio della Archicons srl, società dello stesso La Regina,   gli inquirenti basano le accuse proprio sull’interrogatorio reso al pubblico ministero dalla Di Giovanni, principale accusatrice. Verrà presumibilmente sottolineata l’inconsistenza di un’accusa che si basa su conoscenze riferite “de relato”,  senza che il nome del professor Rispoli emerga mai da intercettazioni telefoniche o ambientali, e senza che nemmeno Guglielmo La Regina faccia il suo nome. Un particolare paradossale, se si considera l’accusa rivolta a Rispoli. In pratica, si cercherà di dimostrare la mancanza di riscontri di fatto alle dichiarazioni della Di Giovanni. Un’altra direttrice su cui verosimilmente si articolerà la difesa del professore ischitano è l’intempestività della misura cautelare, emessa per fatti che risalgono a circa cinque anni fa. Un lasso di tempo che renderebbe anacronistici gli arresti domiciliari, anche nell’ottica dell’ipotetico pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. Tuttavia, in questa fase iniziale che precede l’istanza al Riesame, pur dopo l’interrogatorio di garanzia di oggi, e forse anche dopo i giorni che potrebbero trascorrere per la decisione del Gip, è piuttosto difficile immaginare che quest’ultimo ritorni sui propri passi dopo , eliminando la misura cautelare. È probabile quindi che la vera “partita” verrà giocata più avanti, dunque dinanzi al Tribunale “della libertà”.

 

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