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Omicidio Cerciello Rega, Massimo Ferrandino a Porta a Porta

Ha partecipato martedì sera alla trasmissione Porta a Porta, in onda su Rai 1 e condotta da Bruno Vespa, per commentare la condanna all’ergastolo ei confronti di Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth autori dell’omicidio del vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega. Si tratta dell’avvocato ischitano Massimo Ferrandino che ha rappresentato in giudizio ed accompagnato nel percorso legale, la vedova Rosa Maria Esilio. L’avvocato ischitano ha commentato nel salotto di Bruno Vespa, assieme alla sua assistita, la condanna inflitta nei confronti dei due americani. «Queste due condanne – ha detto – non sono da considerare due trofei. Questa sentenza è il risultato dell’ottimo lavoro svolto da tutto l’ufficio del pubblico ministero della Procura di Roma, dell’eccezionale lavoro d’indagine compiuto dall’Arma dei Carabinieri, sia attraverso il Nucleo operativo sia tramite il Ris di Roma, che hanno profuso un impegno straordinario per arrivare alla verità dei fatti. Questo è quanto mi sento di dire, anche perché le sentenze non si commentano: o si accettano, o si appellano».

Nessun dubbio da parte del difensore: «il processo ha accertato la dinamica dell’omicidio del Carabiniere Mario Cercello Rega»

L’avvocato Ferrandino ha chiarito come il processo abbia, senza dubbio, accertato la dinamica dei fatti di quella tragica notte di due anni fa, quando i due ragazzi americani, in giro per Roma per procacciarsi sostanze stupefacenti, avevano sottratto lo zaino di Sergio Brugianelli, il presunto mediatore nel tentato acquisto di droga. Si sviluppò così una trattativa per la restituzione: Cerciello insieme al collega Varriale era intervenuto per recuperare lo zaino, ma quella notte scoppiò una colluttazione, sintetizzata in aula dal pubblico ministero, il quale ha spiegato che «i carabinieri si sono qualificati, hanno mostrato il tesserino ed erano in servizio: si sono avvicinati frontalmente, non alle spalle. Cerciello non è stato ammazzato con una coltellata ma con undici fendenti in meno di trenta secondi. La vittima non avuto il tempo di elaborare nessuna difesa attiva», aggiungendo che in ogni caso «avrebbe potuto poco anche se fosse stato armato e non lo era». Undici coltellate colpirono a morte Cerciello.

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