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IL PUNTO. Omicidio stradale, Carlo De Benedictis torna in libertà

ISCHIA. Poco meno di novanta minuti, compreso naturalmente il tempo tecnico per capire che decisione adottare. E’ durata dunque complessivamente meno di una partita di calcio l’udienza di convalida cui è stato sottoposto ieri mattina dinanzi al gip del Tribunale di Napoli il ventottenne foriano Carlo De Benedictis, arrestato nella notte tra lunedì e martedì per il reato di omicidio stradale dopo il drammatico incidente avvenuto in via Castiglione che è costato la vita alla giovanissima Mykhaiela Burlaka. L’indagato è giunto a Napoli, scortato dagli agenti del commissariato di polizia di Ischia – guidati dal vicequestore Alberto Mannelli – unitamente ai suoi avvocati di fiducia, Antonio De Girolamo e Mitty De Girolamo. La dott.ssa Luisa Miranda ha rigettato la richiesta del pubblico ministero Francesca De Renzis, che chiedeva l’applicazione della misura degli arresti domiciliari, ed ha ordinato l’immediata scarcerazione del De Benedictis, accogliendo le richieste dei suoi avvocati. Il gip ha imposto allo stesso l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, che dovrà avvenire due volte al giorno tutti i giorni, anche la domenica e i festivi. Ma certamente si tratta di una misura molto meno afflittiva rispetto a quella consistente nel dover rimanere ristretto tra le mura domestiche.

Al giudice per le indagini preliminari Carlo De Benedictis ha esposto tutte le fasi di quella serata conclusasi poi in modo tragico alle due di notte. L’uomo ha raccontato di aver cenato con la povera Mykhaiela ed un’amica dei lei, spiegando che in tre avevano consumato una bottiglia di vino. Poi il foriano si era messo al volante della sua Ford Fusion per riaccompagnare ad Ischia le due ragazze. Quando è arrivato in via Castiglione, a metà strada tra Monte Tabor e l’omonimo parco termale, il conducente di una macchina comunque vecchia di dieci anni si è trovato davanti una Fiat 600 ed ha proceduto a superarla. In quel momento, nel rientrare nella carreggiata destra, la ruota sarebbe finita all’interno di una buca e questo avrebbe cagionato il controllo della vettura che è andata a terminare la sua folle corsa contro il marciapiedi, sradicando un albero e un palo. Ovviamente la difesa ha anche provveduto a consegnare al magistrato idoneo materiale fotografico che provava la presenza della predetta buca nel manto stradale, giusto per dare ulteriore valore alla testimonianza resa dall’indagato. L’interrogatorio di garanzia è stato decisamente breve, sono stati poi sentiti anche il guidatore della Fiat 600 – la vettura superata dal De Benedictis – e l’amica della vittima che si trovava in macchina seduta sul sedile posteriore e che è uscita illesa dal violento impatto. In particolare il primo avrebbe confermato al gip che lui procedeva a velocità estremamente limitata, confermando le circostanze del sorpasso. Insomma, ne sarebbe emerso che Carlo certo non viaggiasse a velocità da crociera ma presumibilmente nemmeno “siderale”.

Poi, prima di decidere il provvedimento da adottare, il gip Miranda si è “ritirata” per un’ora. Non c’è dubbio alcuno che nella decisione favorevole alla difesa hanno avuto un peso determinante una serie di circostanze che sono state puntualmente evidenziate dagli avvocati Antonio e Mitty De Girolamo: tra queste in primo luogo l’assoluta incensuratezza dell’indagato ma anche il fatto che non ci fosse la possibilità – ad esempio – di reiterazione del reato, atteso che la patente di guida gli era stata posta sotto sequestro. Non solo, è da ritenersi da escludere anche il pericolo di inquinamento delle prove: anche il veicolo oggetto del mortale sinistro è sotto sequestro e inoltre Carlo De Benedictis è già stato sottoposto a test alcolemico (che ha dato esito positivo) e tossicologico (i risultati arriveranno tra alcuni giorni). Insomma, non c’erano esigenze cautelari da tutelare con la misura coercitiva richiesta dal pubblico ministero. Adesso, esaurita la parentesi della convalida, il prossimo passo sarà quello dell’effettuazione dell’esame autoptico, che quasi sicuramente sarà effettuato “in contraddittorio” e cioè alla presenza anche dei difensori delle parti e degli eventuali consulenti dagli stessi prescelti. Poi la salma potrà essere restituita ai familiari per l’estremo saluto. Intanto, ancora nella giornata di ieri sul luogo del maledetto schianto sono stati deposti fiore e lettere e il pellegrinaggio di amici e semplici cittadini, per lo più di giovane età, è stato costante e ininterrotto. Qualcuno ha esposto anche uno striscione dedicato proprio alla povera “Mica”, con poche ma significative parole: “Ti vorremo bene per sempre”. Perché neanche una morte così improvvisa, drammatica e dolorosa, può cancellare o rimuovere l’affetto che si provava nei confronti di una ragazzina solare e gentile. E, soprattutto, benvoluta da tanti.

Gaetano Ferrandino

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