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Onorari liquidati e assunzioni, poker di assoluzioni

Il gup ha assolto Sergio Trani, Giovanni Castagna, Lucrezia Galano e Francesco Ciampi accusati tra l’altro di reati quali abuso d’ufficio, peculato e indebita percezione di erogazione ai danni dello Stato. L’attività d’indagine aveva preso il via da una serie di esposti e denunce presentati alla guardia di finanza

Tutti assolti, anzi prosciolti. E’ questa la decisione adottata dal giudice dell’udienza preliminare dott.ssa Linda D’Ancona che ha stabilito l’assoluta estraneità ai fatti contestati per Lucrezia Galano, Sergio Trani, Giovanni Castagna e Francesco Trani. Per i primi tre la formula è perché il fatto non sussiste, per il quarto invece perché il fatto non costituisce reato. Ma quali erano le accuse ipotizzate nei confronti dei soggetti in questione? Lucrezia Galano doveva difendersi in primis dall’accusa di abuso d’ufficio “perché, quale responsabile del settore Affari Generali del Comune di Lacco Ameno, nello svolgimento delle sue funzioni in violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o di atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità, intenzionalmente provocava un ingiusto vantaggio patrimoniale a terzi”.

Sergio Trani
Sergio Trani

Nello specifico rispondeva anche di peculato “perché, quale responsabile del settore Affari Generali del Comune di Lacco Ameno, avendo per ragioni del suo ufficio la disponibilità di denaro se ne appropriava. In particolare accogliendo una richiesta di Trani Sergio, priva di data, di protocollo e di strumenti a supporto con la quale il predetto richiedeva la somma di euro 12.113 ‘per aver provveduto personalmente ad elaborare strategie difensive in qualità di avvocato e difensore di se stesso nel giudizio 67034 Corte dei Conti’”. Tutto questo, secondo l’accusa, nonostante Sergio Trani avesse già chiesto e ottenuto dal Comune di Lacco Ameno il pagamento delle spese legali per il suo difensore (avvocato Antonio Trani) della somma di euro 2.706 così come disposto in sentenza dalla Corte dei Conti. Lo stesso la Galano avrebbe fatto accogliendo una richiesta di Giuseppe Castagna – al quale già erano stati liquidati 2.706 euro per le spese legali al difensore nominato avv. Giuseppe Di Meglio – di ulteriore liquidazione di una somma di 12.115,14 euro a favore dell’avvocato Sergio Trani per attività svolta in un procedimento dinanzi alla Corte dei Conti.

Sergio Trani e Giovanni Castagna invece dovevano difendersi dall’accusa di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato (art. 316 ter del codice penale) perché “in concorso tra loro, mediante la presentazione di dichiarazioni attestanti cose non vere, conseguivano indebitamente contributo a titolo di onorari per prestazioni legali mai effettuate nel procedimento dinanzi alla Corte dei Conti. In particolare, con nota senza data né firma né protocollo Castagna affermava che per l’assistenza legale ‘nelle fasi stragiudiziali nonché per la preparazione dei documenti e delle strategie difensive si è avvalso della figura professionale dell’avv. to Sergio Trani del Foro di Napoli’ e con nota senza data né firma né protocollo Trani affermava ‘di aver provveduto personalmente ad elaborare strategie difensive e redigere documenti sia nelle fasi stragiudiziali che giudiziali’”.

Infine c’era la posizione del quarto imputato, Francesco Ciampi, accusato di abuso d’ufficio perché “quale segretario comunale del Comune di Lacco Ameno, nello svolgimento delle sue funzioni in violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità, intenzionalmente procurava un ingiusto vantaggio patrimoniale a terzi. In particolare con determina n. 43 del 20.12.2019 nominava quali componenti della commissione esaminatrice per il concorso di istruttore direttivo amministrativo, soggetti privi della qualifica richiesta essendo tutti istruttori direttivi e non funzionari come previsto dall’articolo 35 comma 3 Testo Unico del Pubblico Impiego, così procurando un ingiusto vantaggio patrimoniale alla Galano poi risultata vincitrice di concorso”. Insomma come si nota, siamo davanti a due filoni tutto sommato ben distinti per i quali si erano acquisite come fonti di prova una serie di denunce sporta presso la Guardia di Finanza di Ischia dal senatore Domenico De Siano, attualmente consigliere di minoranza nel Comune di Lacco Ameno. Proprio De Siano aveva fatto un cavallo di battaglia della seconda parte della sua campagna elettorale a Lacco Ameno (quella dello storico ballottaggio, per intenderci) nella quale aveva lanciato accuse mirate nei confronti di Sergio Trani (presidente di una delle sezioni elettorali) e della stessa Lucrezia Galano, annunciando esposti e denunce che poi non sono effettivamente mancati. Il procuratore Maria Di Mauro aveva chiesto l’emissione del decreto che disponeva il giudizio nei confronti dei quattro soggetti, tesi però come detto non accolta dal gup. Per la cronaca Lucrezia Galano era difesa da Bruno Molinaro e Giovan Battista Vignola, Sergio Trani da Marcello Severino, Giovanni Castagna da Giancarlo Di Meglio, Francesco Ciampi da Ciriaco Rossetti.

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