Opere da demolire, è scontro giudiziario
Scoppia un nuovo caso legato ad abusivismo ed abbattimenti nel Comune montano: l’ente guidato dal sindaco Irene Iacono si costituisce in giudizio contro Gestione e Sviluppo del Turismo srl

Nuova tegola giudiziaria per il comune guidato da Irene Iacono.La Giunta Comunale di Serrara Fontana, riunitasi l’11 dicembre 2025, ha, infatti, deliberato all’unanimità la costituzione in giudizio dell’Ente in seguito al ricorso presentato dalla società Gestione e Sviluppo del Turismo SRL presso il TAR Campania, sezione di Napoli. La controversia nasce dall’ordinanza n. 43 del 21 luglio 2025, con cui il Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale aveva ordinato alla società ricorrente la demolizione immediata di alcune opere, ritenute non conformi, e il ripristino dello stato dei luoghi. La società, rappresentata dall’avvocato Maria Petrone, ha impugnato il provvedimento chiedendone l’annullamento e contestando tutti gli atti collegati e conseguenti, ritenuti lesivi della propria posizione giuridica.
A seguito della notifica del ricorso, la Giunta – presieduta dal Sindaco Irene Iacono, con la partecipazione degli assessori collegati anche in videoconferenza – ha ritenuto necessario difendere le ragioni dell’Ente in sede giudiziaria. È stato quindi conferito incarico legale all’avvocato Fabio Funeroli del foro di Napoli, esperto in diritto civile e amministrativo, per un compenso di 2.500 euro oltre oneri di legge. L’avvocato Funeroli risulta iscritto nella short list degli avvocati del Comune.La spesa per la difesa legale trova copertura nel bilancio comunale 2025/2027, come attestato dai responsabili delle aree competenti. Ma di fatto rappresenta un serio grattacapo per gli amministratori locali olter ad un potenziale precedente. La delibera è stata dichiarata immediatamente eseguibile, consentendo così al Comune di agire tempestivamente nella difesa dei propri interessi davanti al TAR.
Il ricorso, notificato al Comune il 20 ottobre 2025 e presentato dall’avvocato Maria Petrone per conto della società, mira all’annullamento dell’ordinanza comunale n. 43 del 21 luglio 2025. Con tale provvedimento, il Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale aveva ordinato alla società la demolizione immediata di alcune opere, ritenute abusive, e il ripristino dello stato originario dei luoghi. La decisione si basa su una relazione tecnica di accertamento datata 28 aprile 2025 e fa riferimento agli articoli 72 del DPR 380/2001 e 167 del D.lgs 42/04, norme che regolano rispettivamente l’attività edilizia e la tutela del paesaggio. La società ricorrente contesta non solo l’ordinanza di demolizione, ma anche tutti gli atti collegati e conseguenti, ritenendoli lesivi della propria posizione giuridica e chiedendone quindi l’annullamento da parte del Tribunale Amministrativo Regionale.






