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CRONACA

Ordinanze ischitane, c’è chi plaude e chi le boccia

Un plauso arriva dal presidente di Federalberghi Luca D’Ambra. Per Marco Bottiglieri «Le regole devono essere condivise e fatte rispettare»

Sta per arrivare l’ordinanza estiva di Enzo Ferrandino. E quest’anno sono ben quattro. Il sindaco di Ischia ogni anno, in prossimità dell’avvio della stagione turistica, emette dei provvedimenti. Che non sempre piacciono a tutti. Contenuti diversi con un solo fine: la tutela del decoro urbano e della sicurezza dei territori. Il 2019 Ferrandino ha detto di no al turismo caciarone e cafone prevedendo “il divieto, nelle strade dell’intero territorio comunale ad eccezione delle traverse in prossimità delle spiagge, di camminare in costume da bagno, a torso nudo, scalzi, di provocare schiamazzi e compromettere il decoro dei luoghi”.

L’anno prima aveva individuato “zone di silenzio” sul territorio comunale e su una parte di esso imponeva il divieto di stendere i panni per l’asciugatura da balconi prospicienti. Lo scorso anno, poi, è toccato alla musica. Stop alla musica ed all’intrattenimento pubblico, anche in locali che sfruttano dehors o altre strutture amovibili concesse su suolo pubblico, ancorché insonorizzate. C’è stata quindi la mano dura contro l’inquinamento acustico ed il disturbo della quiete e del riposo delle persone, provenienti, in particolare, dagli intrattenimenti musicali e/o danzanti svolti dai pubblici esercizi siti nel comune di Ischia, che si accentuano maggiormente durante la stagione estiva. Per quest’anno sono in arrivo ben quattro ordinanze. Come anticipato nei giorni scorsi da Il Golfo, il primo provvedimento prevede che potranno essere ceduti in fitto soltanto immobili dalla superficie di almeno 28 metri quadri e per ogni persona alloggiata dovranno esserci almeno 10 metri di spazio. Ribadito, come lo scorso anno lo stop alla musica all’1 di notte (alle 2 nei fine settimana) per il mese di giugno e alle 2 a luglio e agosto. La terza ordinanza impone il divieto di somministrazione di bevande in vetro nei locali della movida, la quarta il divieto di circolazione di monopattini e biciclette elettriche nelle zone a traffico limitato. Insomma un’Ischia covid free ma molto attenta alla salvaguardia dei turisti e dei suoi abitanti. Le ordinanze, dividono. C’è chi plaude e chi non le condivide, almeno nel merito. È il caso di Marco Bottiglieri, coordinatore di Confesercenti/Assoturismo Campania. «Tutte le limitazioni portano alla presenza di scontenti. Ci sono aziende che sono mesi che aspettano di poter lavorare. In ogni caso è giusto che ci siano delle regole anche se le stesse, e nel caso specifico le ordinanze, dovrebbero essere condivise con le associazioni e con gli operatori». Per Marco Bottiglieri «Quando le regole sono calate dall’alto non sempre vengono ben accettate».

Ma c’è anche un altro punto su cui focalizza l’attenzione il coordinatore di Confesercenti Assoturismo. «Non bisogna solo creare delle regole, ma anche fare in modo che le stesse siano rispettate. Beasti pensare che qualche anno fa è stata emanata l’ordinanza che vietava di camminare per strada a torso nudo. Peccato, però, – chiosa – che però non ci sia mai stato alcun controllo». Un plauso alle ordinanze, invece, arriva da Luca D’Ambra presidente di Federalberghi Ischia. «Ben vengano delle regole chiare a favore del turismo. auspichiamo che anche gli altri sindaci dell’isola possano emanare ordinanze simili». Per D’Ambra «è necessario avere delle regole e farle rispettare per salvaguardare la qualità del turismo sulla nostra isola». «La circolazione dei monopattini e delle bici elettriche nelle ztl è stata vietata anche in altri Comuni perché realmente questi mezzi rappresentano un pericolo per i pedoni». Sullo stop alla musica, invece, c’è qualche perplessità. «Sarebbe il caso di prevedere per alcune zone dell’isola, ovvero dove ci sono locali lontano da case ed alberghi, delle deroghe». «Mi rendo conto, però, – continua D’Ambra – che non è semplice prevedere regole ed eccezioni». E chiosa D’Ambra: «è vero che bisogna favorire il turismo, nel contempo è giusto regolarlo e prevedere delle regole chiare per tutti».

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