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Otto anni per un “mostro” incompiuto, lo scempio della Siena

ISCHIA. Ci sono voluti otto mesi per completare il parcheggio di via De Luca, ormai a tutti noto come “ex Jolly”. Un periodo di tempo tutto sommato contenuto, viste le dimensioni della struttura, e che proprio per questo rende ancor più stridente il confronto coi lavori dell’altro contestato parcheggio  in via di realizzazione nel Comune di Ischia, quello alle porte del borgo antico, meglio conosciuto come “la Siena”. Da diversi anni infatti è in corso il cantiere, ma soprattutto continua a rimanere lontana la conclusione dell’opera, comprendente un parcheggio pluriplano e un centro polifunzionale con annesso auditorium. Un’opera le cui radici sono ormai risalenti nel tempo, basti pensare che essa prese l’avvio  mediante project financing durante l’amministrazione Brandi (conclusasi nel lontano 2006). La concessione risale al 2010, mentre i lavori cominciarono ad avviarsi nel 2013. Tuttavia il completamento della struttura è stato ostacolato dalla presenza di una falda sotterranea che ha condizionato pesantemente l’evoluzione dei lavori, per usare un eufemismo. Un ulteriore ostacolo si materializzò verso la fine del 2015, quando l’area fu sequestrata dagli uomini del Circomare di Ischia e del Corpo Forestale, che contestarono l’assenza della prescritta autorizzazione in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e dichiarata di notevole interesse pubblico, oltre al deterioramento dell’habitat marino dell’Area marina protetta denominata “Regno di Nettuno”, e infine alla circostanza per cui i lavori venivano eseguiti entro la zona dei trenta metri dal demanio Marittimo. Il provvedimento fu messo in atto a seguito di un sopralluogo che aveva portato alla constatazione che “mediante un sistema di pompe che aspirava acqua mista a residui di cemento ed altro materiale di risulta della lavorazione si facevano confluire questi liquidi in una vasca contigua al mare, non impermeabilizzata, né chiusa ermeticamente, in mancanza della prescritta autorizzazione, si effettuava l’illecito smaltimento dei predetti rifiuti speciali non pericolosi che venivano immessi in mare, sia attraverso l’assorbimento delle pareti della suddetta vasca, sia una volta riempita la stessa, attraverso il loro sversamento diretto in acqua”. L’area fu dissequestrata e i lavori ripresero, mentre il processo è tuttora in corso. Insomma, un’opera ancora in alto mare, che “fa acqua” da diverse parti, e non solo metaforicamente: basti pensare al “lago” che costantemente si forma nel cantiere al punto da essere divenuto uno spettacolo famigeratamente familiare oltre che proverbiale tra gli abitanti del posto e tra i turisti abituali, che non mancano di fare amara ironia sulla circostanza. Il cantiere ha infatti paradossalmente reso pressoché tutti scontenti: alcuni cittadini contestano ferocemente la scelta di collocare un parcheggio in una zona così centrale del paese, col rischio di aumentare la congestione provocata dal traffico, mentre altri si focalizzano sui pesanti danni ambientali che l’opera potrebbe aver inflitto all’equilibro tra la falda acquifera sottostante e l’ecosistema della zona. Danni che secondo alcuni sarebbero già irreversibili, e potrebbero essere collegati ad alcuni scompensi idrici riscontrati nelle vicine pinete. Ma anche i commercianti del posto sono scontenti, per motivi diametralmente opposti: l’assenza di un parcheggio (che prima dei lavori comunque esisteva) ha significato un rilevante danno in termini di giro d’affari, in quanto diversi isolani rinunciano a recarsi in zona per fare acquisti, proprio perché diventa difficilissimo trovare un’area di parcheggio che non sia troppo lontana dal borgo di Ischia Ponte. In ordine di tempo un’altra vicenda ha reso, se possibile, ancora più tormentato il cammino della realizzazione del parcheggio alla Siena: i condomini di uno storico edificio all’ingresso del borgo, a  pochi metri dal cantiere, hanno citato in giudizio la società titolare dell’area e le ditte che stanno eseguendo i lavori. Motivo del contendere, manco a dirlo, i danni riportati dal palazzo che, secondo alcune perizie di parte, potrebbero essere originate dagli scavi del cantiere. Gli stessi abitanti alcune settimane fa hanno segnalato un anomalo abbassamento del manto stradale proprio nel tratto tra l’edificio e l’area dei lavori. Intanto, proseguono i sopralluoghi da parte del consulente nominato dal Tribunale per verificare l’eventuale nesso tra le lesioni riportate da alcune pareti del condominio e i lavori in corso.

Nonostante le diverse dimensioni tra questa travagliatissima opera e  il parcheggio dell’ex Jolly, resta comunque incolmabile la differenza tra le tempistiche di esecuzione. E mentre in via De Luca si brinda all’inaugurazione di un’infrastruttura che ha superato anche la prova del giudizio amministrativo e i timori di un’alterazione delle falde termali, a Ischia Ponte si è ancora a “pane e.. acqua”. Una ferita che difficilmente potrà rimarginarsi.

 

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