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Padre Mario Lauro: “Stolto e illuso il ricco che si affida ai suoi beni !”

Lunedì 19 ottobre scorso, alle ore 18, la Chiesa Cattedrale (la Cattedra del Vescovo) era affollatissima in occasione di un triste trigesimo come può essere certamente la prematura scomparsa di una mamma quarantenne. Quel giorno la liturgia della Parola di Dio affidava al Vangelo di Luca (12, 13-21) una pagina chiara e certamente esemplare che il celebrante Padre Mario Lauro (foto dello scrivente), noto francescano presso il Convento di S. Antonio, in una sua tipica impennata d’eloquenza, con voce distinta e forte, ha significato all’assemblea in attento ascolto. -“Il Vangelo odierno -ha esordito Padre Lauro- propone una filosofia dell’esistenza che possono e devono in realtà accettare tutti: infatti, l’esperienza mostra a tutti, anche agli atei, credenti e non, che la vita comunque è racchiusa nel tempo dalla nascita alla morte, dalla culla alla bara. Si tratta -ha proseguito frate Mario- di essere allora attenti e saggi nello scegliere tra l’”essere” e l’”avere”, a difendersi dalle cupe, esclusive attrattive dell’”avere” ed a resistere perseverando sino alla fine sul faticoso, ma alto, crinale  dell’”essere”; a non risolvere l’esistenza in una mera ed illusoria conquista di beni materiali, bensì nella religiosità di Scopo verso l’Eterno”-. Un appello articolato, chiaro nella semplicità sintetica, profondo di indiscutibile realtà e scelta di Valori immortali, che ha certamente illuminato d’immenso la Chiesa Cattedrale d’Ischia Ponte. Infatti, il disagio  reale e morale resta per tanti di noi arresi ai piccoli (o grandi e gravi) patteggiamenti quotidiani e che costretti a misurarci con l’Assolutezza senza alternative dell’Avviso di Gesù, scopriamo ancora Gesù di Maria che ripete a noi sgomenti: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita e quello che hai  preparato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio”. Difatti, un uomo ricco aveva fatto un buon raccolto e “tra sé” (egoista nella pseudo religiosità del profitto e dell’interesse) pensò di realizzare magazzini più grandi per la raccolta ed i suoi beni e poi goderseli: “…mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa…”. I dati Istat stabilivano la Pretura d’Ischia come la più litigiosa d’Italia: controversie di possesso ! Ai tempi di Gesù era un po’ così per “uno della folla che disse a Gesù”: -Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità-. E Gesù respinge questa prerogativa temporale, ricordando alla folla: – Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell’abbondanza, LA SUA VITA NON DIPENDE DAI SUOI BENI-. La parabola del ricco stolto insegna (e ripete) a non dimenticare l’intima   è acquista e si accresce davanti a Dio. E lo mostra la realtà della culla e della bara. Grazie, Padre Lauro, per averci ripetuto le altre Parole del Maestro Divino Gesù: -Non potete servire a due padroni, non potete servire a Dio e a Mammona- (Luca 16,13).

*Responsabile diocesano Cenacoli Mariani, docente Liceo, poeta (mail: prof.pasqualebaldino@libero.it)

 

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