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CRONACA

Palazzo di Giustizia, i dubbi e le proposte per la ripartenza

Il direttivo dell’Assoforense pensa alle strategie per consentire la ripresa dell’attività a maggio, pur se in maniera limitata per rispettare le misure di sicurezza

La Giustizia prova a ripartire dopo il traumatico stop imposto dall’emergenza sanitaria-covid19. Alcuni giorni fa il Presidente del Tribunale di Napoli, Antonio Tafuri, ha lanciato il grido d’allarme circa l’inadeguata preparazione delle sedi giudiziarie nel garantire le minime misure di sicurezza, non solo per gli avvocati, ma anche per i funzionari degli uffici. In tale ottica, diventa dunque impegnativo pensare alla ripartenza per il 12 maggio, come spesso è stato preventivato. Sull’isola d’Ischia, il Consiglio Direttivo dell’Assoforense ha comunque continuato ad operare senza interruzioni, fino ad elaborare un’articolata nota indirizzata al coordinatore della sede distaccata di Ischia chiedendo provvedimenti per fronteggiare l’incredibile giacenza di provvedimenti, oltre mille, che presso l’ufficio del giudice di pace attendono da tempo immemore di essere pubblicati. In tale ottica l’Assoforense isolana ha chiesto l’applicazione stabile di un Funzionario presso l’ufficio in questione, almeno per il periodo necessario allo smaltimento della pubblicazione dei provvedimenti giacenti oppure la trasmissione di un numero superiore di fascicoli rispetto a quelli stabiliti. Gli avvocati hanno inoltre richiesto di sollecitare il Ministero della Giustizia a bandire immediatamente un concorso per la copertura del posto di funzionario dell’Ufficio del Giudice di Pace, oltre alla sostituzione della dottoressa Criscuolo, da poco collocata a riposo, e infine a disporre la pubblicazione dei provvedimenti sulla piattaforma telematica, in modo da consentire agli avvocati l’immediata lettura delle sentenze e dei decreti ingiuntivi.

Per quanto riguarda l’eventuale ripresa dal 12 maggio, l’Assoforense come priorità punta naturalmente ad assicurare la salute e l’incolumità di tutti gli operatori nel Palazzo di Giustizia di Ischia. Solo le aule del settore penale e del giudice di pace consentono un minimo di distanziamento di sicurezza. Per il momento, il direttivo ritiene che fino al periodo preferiale l’attività giudiziaria debba essere limitata alle sole cause che non richiedano la presenza di testimoni o consulenti, tramite l’uso di modalità telematiche, soprattutto per le udienze civili. Problemi ulteriori nascono per l’Ufficio del Giudice di Pace, che non dispone della piattaforma telematica. Si pensa anche qui a dare la priorità alle cause senza escussione di testi con trattazione fissata a un preciso orario di chiamato. Visto che le aule sono soltanto due, si potrebbe allestire un calendario con una sola udienza settimanale per ciascuno giudice. La situazione è comunque in evoluzione, come prevedibile.

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